Italia
I DATI
I Carabinieri per la Tutela del lavoro celebrano 100 anni, il bilancio choc: 78mila lavoratori in nero in 10 anni
Il Comando carabinieri per la Tutela del lavoro celebra un secolo di attività. Dal 2016 al 30 settembre 2026, controllate oltre 173mila aziende e individuati più di 137mila lavoratori irregolari. Nel mirino anche caporalato, truffe previdenziali e infiltrazioni mafiose: oltre 17.500 le vittime di sfruttamento individuate

ROMA – Cento anni di attività al servizio della legalità e della tutela dei lavoratori. Il Comando carabinieri per la Tutela del lavoro celebra il proprio anniversario con un bilancio che evidenzia la portata dei controlli effettuati in Italia contro il lavoro sommerso, le frodi assistenziali e le infiltrazioni della criminalità organizzata nel mercato occupazionale. Nel decennio 2016-2026, fino al 30 settembre, i militari hanno controllato 173.482 aziende e verificato le posizioni di 550.116 lavoratori.
Le ispezioni hanno permesso di individuare 137.215 lavoratori irregolari, di cui 77.760 completamente in nero. Per le violazioni riscontrate, comprese quelle relative alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro, sono stati adottati 27.437 provvedimenti di sospensione delle attività imprenditoriali.

Carabinieri Tutela del Lavoro, 10 anni di controlli: oltre 433 milioni di euro tra sanzioni e ammende
Il bilancio economico supera i 433 milioni di euro tra sanzioni amministrative, per oltre 281 milioni, e ammende penali, per più di 152 milioni. Sul fronte giudiziario, 78.923 persone sono state denunciate o arrestate: 765 gli arresti e 78.158 le denunce in stato di libertà. L’attività ha riguardato anche il lavoro minorile e l’immigrazione: verificati 6.247 minori, con 2.580 casi di occupazione illecita, e controllati 156.310 lavoratori extracomunitari, tra i quali sono stati individuati 5.829 irregolari privi di un valido titolo di soggiorno. Le ispezioni hanno inoltre permesso di scoprire 983 truffe previdenziali, per un danno stimato di circa 145 milioni di euro, recuperando oltre 59,6 milioni di contributi evasi.
Sicurezza e frodi: nel mirino anche i falsi attestati
Particolare attenzione è stata dedicata alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel triennio 2024-2026, secondo quanto riferito dal Comando generale, i carabinieri hanno sviluppato 207 indagini penali su tutto il territorio nazionale, deferendo 510 persone e individuando e bloccando 1.287 falsi attestati di formazione e di idoneità sanitaria. Sono stati inoltre eseguiti 212 decreti di sequestro.

L’attività investigativa ha interessato anche le truffe ai danni dell’Inps. Tra il 2023 e il 2026 sono state portate a termine 327 indagini, 210 delle quali condotte autonomamente e 117 in collaborazione con i reparti territoriali. Le persone denunciate sono state 231, mentre le indebite percezioni di prestazioni assistenziali accertate hanno raggiunto un valore complessivo di 5.571.136 euro. Sono stati eseguiti 14 sequestri per un importo di 150.697 euro.
Un ulteriore filone ha riguardato il reddito di cittadinanza. Tra aprile 2019 e settembre 2024, i controlli sui luoghi di lavoro hanno permesso di individuare 3.386 percettori irregolari, mentre altri 17.589 beneficiari sono stati sottoposti a verifiche sui requisiti. L’attività complessiva ha portato alla denuncia di 8.237 persone e all’accertamento di erogazioni indebite per 36.667.814 euro. Le verifiche su 51.926 posizioni di persone destinatarie di misure cautelari limitative della libertà hanno inoltre fatto emergere 18.723 casi con esito positivo, determinando le conseguenti revoche o rideterminazioni del beneficio da parte dell’Inps.
Caporalato e criminalità organizzata: 17.573 lavoratori vittime di sfruttamento
Tra le priorità del Comando resta il contrasto all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro. Fra novembre 2016 e agosto 2026, le operazioni di polizia giudiziaria sono state 1.388 e hanno portato al deferimento di 3.138 persone, 530 delle quali arrestate. I lavoratori individuati e protetti perché vittime di sfruttamento sono stati 17.573, tra cui 5.965 impiegati completamente in nero. Fra loro figurano anche 1.919 lavoratori privi di un valido titolo di soggiorno. L’agricoltura è il settore maggiormente colpito, seguita da industria, terziario ed edilizia. Per favorire la protezione delle vittime, sono stati avviati 671 procedimenti per il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di protezione sociale.

Dal 2022, inoltre, l’Arma ha rafforzato le indagini sul favoreggiamento dell’immigrazione irregolare legato allo sfruttamento lavorativo, con particolare attenzione all’uso fraudolento dei decreti flussi. Le investigazioni hanno fatto emergere presunti sistemi criminali, talvolta riconducibili a organizzazioni di stampo mafioso, che avrebbero monopolizzato l’invio delle domande di ingresso e di emersione dal lavoro irregolare, presentando pratiche false e chiedendo somme comprese tra 4.000 e 20.000 euro per ciascun lavoratore.
L’analisi di 690.366 istanze di ingresso ha permesso di individuare 94.598 domande completamente fraudolente. Le indagini hanno portato al deferimento di 1.107 persone e all’arresto di 64, con il coinvolgimento in numerosi procedimenti delle Direzioni distrettuali antimafia e della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.



















Social