Calabria
BLOCCHI E PROTESTE
Caro carburante e crisi agricola: scatta la protesta in Calabria. Blocchi sulla SS 106 e allo svincolo della A2 a Firmo
Scatta la protesta degli agricoltori in Calabria contro Caro carburante, concorrenza sleale e danni da fauna selvatica. Blocchi dei trattori sulla Statale 106 nel Crotonese, all’uscita A2 di Firmo ma anche a Pizzo e a Cariati

COSENZA – Sale la tensione nel comparto agroalimentare ed economico del Mezzogiorno. Come annunciato ha preso il via in Calabria la mobilitazione denominata “L’Italia scende in piazza”, un’imponente e capillare protesta promossa dal Movimento Popolare Nazionale (MPN)in sinergia con un ampio coordinamento di sigle locali del comparto agricolo, tra cui Popolo di Calabria, Movimento Territorio e Agricoltura, Gda Associazione Tutela Agricoltori, Gruppo Agricoltori del Crotonese e Comitati Riuniti Agricoli – Cittadini Italiani.
La rete di associazioni, che nella sola regione conta oltre 3.000 aderenti, ha organizzato una serie di presidi strategici lungo le principali arterie viarie calabresi per fare pressione sulle istituzioni. L’obiettivo è denunciare una crisi ormai insostenibile per le imprese e le famiglie del territorio.
Caro Carburante e crisi agricola: trattori in strada
I blocchi stradali e i presidi stanno interessando i punti nevralgici del traffico regionale. Allo svincolo della A2 Del Mediterrano di Firmo/Sibari, circa 400 agricoltori si sono radunati con i propri trattori, creando forti rallentamenti. Analoghe azioni si registrano a Crotone in località Passovecchio lungo la Statale 106 Ionica all’innesto con la Statale 107 e in contrada Margherita. Sul posto sono presenti costantemente le forze dell’ordine — Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza — per monitorare la viabilità e garantire la sicurezza pubblica. Presidi e proteste sono segnalati anche a Rosarno e Pizzo Calabro.
Dal caro carburante alla concorrenza sleale
La crisi del settore primario ha raggiunto livelli critici. Agricoltori, allevatori e autotrasportatori si sono uniti in un fronte comune per mettere in luce le quattro principali criticità che minacciano la sopravvivenza del settore:
Esplosione dei costi di produzione: L’incessante aumento del prezzo del carburante agricolo e delle materie prime sta mettendo in ginocchio la sostenibilità finanziaria delle aziende.
Concorrenza sleale dall’estero: I produttori chiedono uno stop immediato all’importazione di prodotti agroalimentari da Paesi extra-UE che non rispettano gli stessi standard qualitativi, etici e sanitari previsti in Italia.
Forchetta prezzi e speculazione: Esiste un divario ingiustificato tra i costi di vendita riconosciuti agli agricoltori nei campi (spesso al di sotto dei costi di produzione) e i prezzi finali imposti ai consumatori sui banchi del supermercato.
Emergenza fauna selvatica: Si richiedono interventi urgenti contro i danni devastanti causati dalla presenza incontrollata di animali selvatici ai raccolti.

Verso la Manifestazione Nazionale a Cosenza
«La protesta nasce dagli agricoltori, ma riguarda tutti. Se fallisce l’agricoltura, soffre l’intera economia del paese», hanno dichiarato Giancarlo Greco e Antonio Zangari, promotori del Movimento Popolare Nazionale. Le manifestazioni e i blocchi stradali sul territorio regionale rappresentano solo la prima fase di una mobilitazione più ampia. La rete dei comitati ha infatti annunciato che tutte le azioni locali confluiranno nella grande manifestazione nazionale fissata per sabato 10 ottobre a Cosenza, dove sono attese migliaia di persone da tutto il Sud Italia.



















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