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Nel carcere di Castrovillari entra la moda e l’arte in nome dell’inclusione, nel ricordo di Jole Santelli
L’evento ha visto protagonisti i ragazzi autistici del progetto ‘Modelli si nasce’ e le detenute della stessa casa circondariale, impegnate nella produzione sartoriale degli abiti. Ospite d’onore Francesca Pascale

CASTROVILLARI (CS) – Una giornata all’insegna dell’inclusione e della diversità attraverso il linguaggio universale della moda e dell’arte. Così possiamo definire l’evento di moda ‘Oltre’, realizzato con il sostegno della Regione Calabria, che si è svolto ieri nel carcere di Castrovillari che ha visto protagonisti i ragazzi autistici del progetto ‘Modelli si nasce’ e le detenute della stessa casa circondariale, impegnate nella produzione sartoriale degli abiti.
Una passerella diventata spazio di partecipazione, sensibilità e bellezza che ha permesso di chiudere il cerchio di un progetto più ampio che per mesi ha visto le detenute impegnate in lezioni sartoriali a cura del fashion designer Claudio Greco, nonché direttore artistico di ‘Oltre’. Alla conduzione Paola Severini Melograni, mentre testimonial d’eccezione è stata Francesca Pascale, vicepresidente di ‘Diritti e libertà’ che ha ricordato la “luminosa e silenziosa” determinazione di Jole Santelli, con una visione della Calabria che “guarda avanti senza perdere radici”.

Carcere di Castrovillari, sfilata con abiti e gioielli
A presenziare all’evento: il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, il vice ministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto (da remoto), la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, assessori regionali, consiglieri regionali, autorità civili e militari, sindaci e il maestro orafo Giancarlo Spadafora, le cui prestigiose creazioni, gioielli e corone di arte sacra, hanno sfilato in passerella tra applausi scroscianti.
Ad aprire l’evento le note di violino suonate da una giovane artista dell’associazione Modelli si Nasce. I giovani modelli dell’associazione che sostiene i ragazzi autistici hanno sfilato, insieme a modelli professionisti, le corone del maestro orafo Giancarlo Spadafora. A seguito, su un abito nero, le giovani detenute e le modelle professioniste hanno sfilato i preziosi di Spadafora, un elogio all’arte orafa che ha illuminato la passerella del teatro della casa circondariale.
Uno dei momenti più emozionanti è stata la sfilata che ha visto protagoniste le detenute che hanno indossato il frutto del loro stesso lavoro. Le ragazze hanno avuto infatti l’opportunità di sfilare gli stessi abiti da loro realizzati nel corso del progetto sartoriale che per mesi le ha viste impegnate insieme al fashion designer Claudio Greco. Caratterizzati da diverse nuances di verde, i tessuti si sono trasformati in un arma di riscatto e dignità.

Dignità, rispetto e diritto
“Oggi si è tenuto l’evento moda finale del laboratorio sartoriale che abbiamo denominato ‘Oltre il confine’. Non è stata una sfilata sulle fragilità, anzi, oggi i nostri modelli e le nostre modelle si sono appropriati della passerella per esprimersi liberamente senza etichette e senza confini imposti – ha dichiarato Paola Santelli, presidente dell’Associazione Jole Santelli – Abbiamo unito due mondi molto diversi ma che purtroppo hanno in comune il peso enorme del silenzio imposto loro dalla società ma oggi noi questo silenzio lo abbiamo spezzato e ogni passo sulla passerella è diventato un passaggio dalla difesa alla verità, dal nascondersi al mostrarsi. La passerella oggi è diventata un ponte ideale fra questi due mondi: detenuti e modelli professionisti, che sono anche ragazze e ragazzi neurodivergenti” ha poi aggiunto la presidente.
Un ponte che parla di dignità, rispetto e diritto ad esprimersi autenticamente. Una società libera ed inclusiva è una società che non si limita ad accettare le diversità ma le riconosce come ricchezza comune che genera valore, crescita e più consapevolezza per noi tutti. “Con l’evento di oggi, promosso dall’associazione dedicata a Jole Santelli, grazie all’impegno costante di Paola e Roberta, celebriamo la forza del riscatto e la volontà di ricominciare attraverso il lavoro delle donne della sartoria della Casa Circondariale di Castrovillari – ha precisato Wanda Ferro – Inevitabile pensare ed elogiare il contributo dato dalla cara Jole Santelli e quanto abbia ispirato le menti calabresi”.
“Il ricordo di Jole Santelli continua a rappresentare una straordinaria lezione umana e politica. La sua forza stava nella capacità di mettere al centro la dignità umana, valore che ha sempre contraddistinto l’esperienza di Forza Italia e l’insegnamento di Silvio Berlusconi – ha dichiarato Francesco Paolo Sisto – parlare di carcere, di disagio, di reinserimento e di percorsi di recupero significa proprio affermare una visione della giustizia che non sia soltanto punitiva, ma autenticamente orientata alla rieducazione e al ritorno della persona nel tessuto sano della società. La dignità non può fermarsi davanti alle mura di un istituto penitenziario”.

Occhiuto: “Trasformare la solidarietà in azioni tangibili”
”Oltre” è stato riconosciuta testimonianza concreta di come inclusione, dignità e riscatto possano trasformarsi in percorsi reali di crescita umana e sociale. Secondo quanto dichiarato infatti da Roberto Occhiuto: “Trasformare la solidarietà in azioni tangibili significa creare opportunità autentiche per chi vive condizioni di fragilità e per chi cerca una nuova possibilità. Vedere le detenute impegnate nel laboratorio sartoriale e i ragazzi autistici del progetto ”Modelli si nasce” sfilare con orgoglio, talento e professionalità è stata un’emozione profonda e la dimostrazione che la Calabria può essere un modello avanzato di civiltà, integrazione e umanità. Questa giornata ci consegna un messaggio forte: il diritto al riscatto per chi ha sbagliato e il diritto all’inclusione per chi affronta ogni giorno situazioni di fragilità devono essere pilastri di una società più giusta, più consapevole e più capace di guardare alle persone senza pregiudizi”.




















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