Cronaca
L'EMERGENZA CONTINUA
Violenza senza fine nel carcere di Rossano: agente colpito al volto nel corso di un sequestro
Nel corso di una perquisizione all’interno di una cella, la polizia penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato un micro telefono cellulare, 20 grammi di hashish e un coltello rudimentale. Uno degli agenti è stato colpito al volto e ha dovuto fare ricorso alle cure mediche

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Pare non esserci pace nelle carceri della provincia di Cosenza e non solo. Un ennesimo caso di cronaca arriva, infatti, dal carcere di Rossano nella quale si è verificata una nuova aggressione.
Dopo la notte di violenza che si è vissuta solo un mese fa, ieri una mattinata di caos a seguito di un’aggressione avvenuta ai danni di un agente. Nel corso di una perquisizione all’interno di una cella, infatti, la polizia penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato del materiale proibito per la detenzione in carcere.
Si tratta di un un micro telefono cellulare, 20 grammi di hashish e un coltello rudimentale. Mentre uno degli agenti stava per sequestrale il telefonino, è stato colpito al volto dal detenuto. L’agente ha dovuto così fare ricorso alle cure mediche riportando contusioni guaribili in 5 giorni.
Aggressione nel carcere di Rossano, l’ennesimo monito del Sappe
A denunciare l’accaduto, ancora una volta, sono Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, il sindacato autonomo Polizia penitenziaria, insieme a Francesco Ciccone, segretario nazionale che dopo aver parlato di situazione fuori controllo nella casa circondariale della cittadina ionica, puntano il dito sul fatto che nelle carceri non ci sia ormai “alcun freno” all’introduzione nelle case circondariali di “oggetti e sostanze vietate dalle leggi e dai regolamenti“.
“Per quanto riguarda l’ingresso dei telefoni cellulari, come abbiamo più volte affermato, sarebbe opportuno schermare gli istituti per evitare la possibilità di utilizzare i telefoni che entrano illegalmente in carcere. – hanno precisato i due – Per quanto riguarda i tanti tossicodipendenti che sono in carcere servirebbero iniziative finalizzate al recupero degli stessi, attraverso l’affidamento alle comunità terapeutiche”.
“Fino ad oggi non si vedono iniziative adeguate, volte a fronteggiare tali emergenze” concludono i due sindacalisti.
“Condizioni di estrema difficoltà e strumenti inadeguati”
“Quanto accaduto all’interno del carcere di Rossano rappresenta l’ennesimo episodio che evidenzia i rischi quotidiani a cui è esposto il personale della Polizia penitenziaria”. Lo dichiara Maria Lucrezia Pandolfo, vice segretario regionale Con.si.pe Calabria, in merito all’aggressione che si è verificato nel carcere di Rossano.

“Gli agenti operano in condizioni di estrema difficoltà e spesso con strumenti inadeguati, rischiando la propria incolumità per garantire sicurezza e legalità all’interno delle carceri -continua Pandolfo – Noi Con.si.pe desideriamo esprimere la più sincera vicinanza e il pieno sostegno al nostro collega aggredito durante il servizio all’interno del carcere di Rossano, elogiando il coraggio e la professionalità del collega coinvolto, il cui atto in questione ed impegno quotidiano sono prove concrete di dedizione e senso del dovere, qualità che meritano rispetto e riconoscimento”.
Il Con.si.pe Calabria inoltre ribadisce “la propria vicinanza a tutto il personale della Polizia penitenziaria, sottolineando l’urgenza di interventi concreti per garantire maggiore sicurezza, strumenti adeguati e supporto a chi opera in prima linea nelle carceri italiane”.


















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