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Carceri al collasso, l’allarme del Consipe «65mila detenuti per 40mila posti e carenze di personale»

Calabria

L'INTERVISTA

Carceri al collasso, l’allarme del Consipe «65mila detenuti per 40mila posti e carenze di personale»

Dopo il recente ed ennesimo episodio di violenza a Crotone con quattro agenti feriti, il delegato nazionale del Consipe, Giuseppe Marino denuncia sovraffollamento, carenza di organico e rischio rivolte

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carcere - consipe - giuseppe marino

COSENZA – Giuseppe Marino, delegato nazionale del Consipe, lancia un nuovo grido d’allarme sulle condizioni delle carceri, tra sovraffollamento e carenze strutturali. Al centro il sistema penitenziario italiano e calabrese, alla luce dell’ultimo episodio di violenza nel carcere di Crotone, dove quattro agenti della polizia penitenziaria sono rimasti feriti. Marino, intervenuto nella trasmissione radiofonica “Fatti Vivi” su Rlb, parla di “sovraffollamento eccessivo”

Consipe, Marino: “numeri oltre il limite”

“Viviamo un momento di sovraffollamento eccessivo e la situazione ormai fuori controllo. Si pensa che in Italia si registrano 65 mila detenuti a fronte di 40mila a capienza regolare”. Un dato che evidenzia uno squilibrio strutturale, aggravato dalla presenza crescente di detenuti con problematiche complesse.

carcere - consipe - giuseppe marino - sovraffollamento

Il nodo dei detenuti psichiatrici

Tra le criticità principali, il delegato Consipe evidenzia la gestione dei detenuti con disturbi mentali: “purtroppo con la chiusura degli OPG ci troviamo di fronte a detenuti con problemi psichiatrici e la polizia penitenziaria non è addestrata a fare anche quello”. Gli OPG, ovvero Ospedali Psichiatrici Giudiziari, rappresentavano strutture dedicate a queste situazioni. Oggi, secondo Marino, servirebbero soluzioni alternative: “si dovrebbero riaprire gli OPG o pensare a soluzioni diverse quale i centri di prima accoglienza, le REMS”.

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Carenza di organico

Accanto al sovraffollamento, pesa la mancanza di personale nelle case circondariali: “per quanto riguarda l’organico in Calabria – spiega il delegato nazionale del Consipe – si parla di circa 1.600 unità di polizia penitenziaria a fronte di oltre 2.000 detenuti, ma sono molti di più”. Una situazione che Marino sintetizza così: “è una bilancia che pesa in maniera strana”. E sul futuro degli istituti penitenziari solleva un interrogativo: “si pensa all’apertura di nuovi istituti ma con quale personale?”.

Droni, cellulari e traffici illeciti

Non solo violenza interna: le carceri devono fare i conti anche con nuove forme di illegalità: “dei droni ormai sembra una cosa risaputa”, spiega Marino, riferendosi ai tentativi di introdurre droga e oggetti proibiti dall’esterno. “Basterebbe fare una schermatura alle carceri e si risolverebbe il problema”, riferendosi anche all’uso illecito dei cellulari all’interno degli istituti.

carcere - consipe - giuseppe marino - sovraffollamento 02

Il rischio rivolte e il timore del collasso

La situazione, secondo il delegato Consipe, è sempre più critica, con il rischio concreto di perdere il controllo delle strutture: “provedimenti seri, nuove leggi, nuovi supporti, strumenti utili” sono le richieste rivolte alle istituzioni. E ancora Marino spiega la necessità di intervenire sul numero dei detenuti: “cercare di diminuire quella che è la popolazione detenuta oggi, perché ovviamente anche loro si ritrovano negli istituti a vivere in condizioni non adeguate”.

L’analisi restituisce l’immagine di un sistema penitenziario sotto forte pressione, dove a pagare sono sia gli agenti sia i detenuti. Tra sovraffollamento, carenze di organico e nuove sfide legate alla sicurezza, il rischio – sempre più concreto – è quello di un collasso che richiede risposte rapide e strutturali da parte delle istituzioni.

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