Calabria
PRESIDI E BLOCCHI
Caro carburante, scatta la protesta: già chiuso lo svincolo di Falerna, decine di presidi in tutta la regione
Dalla mezzanotte sono chiuse le rampe di entrata e uscita dello svincolo autostradale di Falerna, nel Catanzarese, nell’ambito della mobilitazione contro il caro-carburante. Attesi agricoltori, autotrasportatori e cittadini in diversi punti strategici della Calabria. Intanto, il Mit convoca le associazioni di categoria per il 27 ottobre

COSENZA – È iniziata intorno alla mezzanotte la mobilitazione contro il caro-carburante allo svincolo autostradale di Falerna, nel Catanzarese. Le rampe di ingresso e uscita sono state chiuse, con ripercussioni sulla viabilità e indicazioni per gli automobilisti diretti verso la zona. I veicoli che percorrono l’autostrada e avrebbero dovuto uscire a Falerna devono proseguire fino allo svincolo di Lamezia Terme, per poi valutare eventuali deviazioni sulla strada statale 18.
Falerna, scatta il blocco. La protesta si estende
Già nella giornata di ieri si erano registrati disagi alla circolazione per l’arrivo di diversi autotrasportatori, in vista del blocco di quattro giorni del settore in Calabria proclamato da Fedralog e previsto a partire da oggi. Alla mobilitazione si aggiunge il presidio, giunto al terzo giorno, promosso dal Movimento Territorio e Agricoltura. Sul posto sono presenti gli agenti della polizia, impegnati a vigilare sulla situazione.

Dall’aeroporto ai porti
Attraverso i social, gli organizzatori hanno lanciato un appello alla partecipazione, invitando agricoltori, trasportatori e cittadini a unirsi alla protesta. Tra i messaggi diffusi figurano slogan come «Agricoltori, trasportatori e cittadini saranno uniti per mandare un forte e chiaro segnale all’Italia intera», «Abbiamo bisogno di soluzioni!», «la Calabria che produce non molla» e «Divisi non ci ascolterà nessuno; insieme siamo una forza». Le dichiarazioni sono state pubblicate sulla pagina di Matteo Talarico, uno dei leader del Movimento Territorio e Agricoltura, insieme al manifesto che annuncia la manifestazione.
L’attenzione è rivolta soprattutto al presidio previsto nell’area dell’aeroporto di Lamezia Terme, ma il programma della mobilitazione comprende numerosi altri punti strategici. Nell’elenco figurano il porto e gli svincoli di Gioia Tauro, Rosarno, Serre e Vazzano, Sant’Onofrio e Pizzo, i depositi di carburante di Vibo Marina, oltre a Spezzano, Rossano, Soverato, Davoli, Gizzeria e alla zona industriale di Lamezia.

La protesta dovrebbe coinvolgere anche Falerna, San Mango, Rogliano, Cosenza, Rende, Montalto Uffugo, San Marco Argentano, Tarsia, Firmo, Castrovillari e Mormanno, fino a Grotteria Mare e al bivio di Platì. L’obiettivo dichiarato è dare forza alle richieste dei comparti produttivi attraverso una mobilitazione diffusa sul territorio regionale.
Il Governo convoca il settore: incontro al Mit il 27 ottobre
Sul fronte istituzionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha convocato per martedì 27 ottobre, alle ore 16, un incontro con le rappresentanze del settore dell’autotrasporto. La riunione si terrà nella sede centrale del Dicastero, a Porta Pia, e vedrà invitati anche rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.



















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