Provincia
Deroghe PNRR
Casali del Manco, il TAR dà il via libera all’antenna 5G: il Comune valuta il ricorso al Consiglio di Stato
La sentenza del TAR Calabria accoglie il ricorso di INWIT per l’impianto in località Scalzati. L’Amministrazione esprime preoccupazione per i vincoli urbanistici e annuncia possibili azioni legali: “A rischio anche Serra Pedace e Pedace”

CASALI DEL MANCO (CS) – Antenna 5G a Casali del Manco: il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Calabria, cha accolto il ricorso presentato dalla società INWIT S.p.A., autorizzando di fatto l’installazione di un impianto in località Scalzati. Una decisione che ha scatenato la “forte contrarietà” dell’Amministrazione comunale di Casali del Manco, la quale vede ora limitati i propri poteri di governo del territorio a causa delle normative nazionali legate al PNRR.
Il TAR e le deroghe PNRR: “Comuni con le mani legate”
La sentenza della Seconda Sezione del TAR Calabria mette in luce un nodo giuridico complesso. Secondo i giudici, gli interventi di digitalizzazione finanziati dal PNRR godono di una corsia preferenziale. Nello specifico, il D.L. 60/2024 introduce disposizioni derogatorie che permettono la realizzazione di infrastrutture di telecomunicazione anche in deroga agli strumenti urbanistici locali. Questo significa che il “Piano Antenne” recentemente adottato dal Comune di Casali del Manco risulta, nei fatti, depotenziato fino al 31 dicembre 2026. La normativa nazionale considera infatti tali impianti come opere di pubblica utilità prioritarie, necessarie per coprire le cosiddette aree a “fallimento di mercato”.

Rischio nuove installazioni a Serra Pedace e Pedace
L’Amministrazione comunale ha espresso profonda preoccupazione non solo per il caso di Scalzati, ma per il possibile effetto domino. Esiste infatti il rischio concreto che ulteriori impianti 5G vengano installati in altre zone del comune, specificamente nelle località di Serra Pedace e Pedace. Secondo quanto emerge dalla sentenza, la localizzazione delle antenne è vincolata a specifici “pixel” (aree di copertura) individuati a livello ministeriale. Questo toglie ogni margine di discrezionalità agli enti locali, che non possono proporre siti alternativi se questi non garantiscono la medesima efficacia di copertura tecnica stabilita dal Ministero.
Antenna 5G: il Comune valuta il ricorso al Consiglio di Stato
Sul fronte della tutela della salute, la sentenza precisa che la competenza sui limiti di esposizione ai campi elettromagnetici resta esclusivamente statale. Nel caso specifico di località Scalzati, i valori previsti dall’impianto INWIT risultano comunque inferiori alle soglie di legge vigenti. Nonostante queste rassicurazioni tecniche, il Comune non intende arrendersi. “Stiamo valutando con attenzione la possibilità di proporre ricorso al Consiglio di Stato“, fanno sapere dall’Amministrazione.
L’obiettivo è difendere le prerogative pianificatorie dell’Ente e garantire uno sviluppo del territorio che sia “equilibrato e sostenibile“. L’Amministrazione ha infine ribadito l’impegno a mantenere la massima trasparenza con la cittadinanza, assicurando una vigilanza costante sul rispetto delle normative ambientali e sanitarie. Sulla questione dell’Antenna 5G l’opposizione aveva chiesto chiarezza all’amministrazio0ne comunale.




















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