Calabria
Case e ospedali di Comunità in Calabria: ritardi preoccupanti, Alecci interroga Occhiuto
Con solo il 3,2% delle Case di Comunità e il 5% degli ospedali attivi, il raggiungimento dei target PNRR appare quasi impossibile. Critiche sulla mancata trasparenza dei cantieri

CATANZARO – La realizzazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità rischia di diventare l’ennesimo fallimento della sanità pubblica in Calabria e un segnale negativo per l’azione del Commissario Roberto Occhiuto. Secondo gli ultimi dati Agenas riportati dalla Fondazione Gimbe, al 31 dicembre 2025:
– Case di Comunità: delle 63 previste, solo 2 (3,2%) offrono almeno un servizio attivo (media nazionale: 45,5%)
– Ospedali di Comunità: sui 20 previsti, solo 1 (5%) ha un servizio dichiarato attivo (media nazionale: 27%)
A tre mesi dalla scadenza dei termini, il raggiungimento dei target prefissati dal PNRR appare quindi quasi impossibile, senza alcun piano di slittamento temporale previsto.
Case e ospedali di Comunità, mancanza di trasparenza sui cantieri
Se un cittadino volesse verificare lo stato dei lavori attraverso il sito istituzionale della Regione Calabria dedicato al PNRR, resterebbe deluso: l’ultimo aggiornamento risale al 15 luglio 2025, senza alcuna indicazione successiva.
Interrogazione al Presidente Occhiuto
Il consigliere regionale e capogruppo del Partito Democratico, Ernesto Alecci ha presentato un’interrogazione al presidente Occhiuto chiedendo chiarimenti su:
– aggiornamenti reali sull’esecuzione dei lavori successivi al 15 luglio 2025;
– motivazioni dei ritardi nell’attivazione delle strutture;
– misure concrete per rendere operative Case e Ospedali di Comunità entro giugno 2026.

“Ennesimo flop in tema di sanità per la Regione – sottolinea Alecci. – Il raggiungimento dei target prefissati dal PNRR appare pressoché impossibile. Inoltre il sito istituzionale sullo stato dei cantieri è fermo all’estate scorsa. Ho presentato un’interrogazione per fare chiarezza”.
La mancata attuazione delle strutture previste rischia di aggravare ulteriormente il ritardo della sanità territoriale calabrese, con ripercussioni negative sull’accesso alle cure, sull’efficienza del sistema e sul bilancio regionale. Il PNRR, dunque, potrebbe certificare un’ennesima occasione persa per la Calabria, con la perdita di finanziamenti già stanziati in un settore, quello sanitario, dove gli investimenti e l’innovazione sono più che mai necessari.

















Social