Area Urbana
Il Caso Donato Bergamini verso la giustizia: incontro-dibattito a Rende
Un appuntamento pubblico con la sorella di Bergamini e testimoni del mondo del calcio per fare il punto sul caso legato alla sua tragica scomparsa

RENDE – Si terrà a Rende, a Villa Fabiano, un incontro-dibattito sul Caso Bergamini, la vicenda che ha segnato profondamente il mondo del calcio e l’opinione pubblica italiana e cosentina. L’iniziativa promossa dal Rotary Club Rende Distretto 2102 in programma venerdì 12 dicembre alle ore 20, vedrà la partecipazione di figure chiave legate alla storia di Denis Bergamini, giovane promessa del Cosenza Calcio, tragicamente scomparso il 18 novembre 1989. Il 10 ottobre dello scorso anno, la Corte d’Assise del tribunale di Cosenza, presieduta dal giudice Paola Lucente, ha condannato Isabella Internò a 16 anni di carcere. Un anno dopo è iniziato il processo d’Appello.
All’incontro parteciperanno:
– Donata Bergamini, sorella di Denis Bergamini, che porterà la testimonianza diretta della famiglia;
– Dott. Eugenio Facciolla, Procuratore;
– Dott. Bruno Palermo, giornalista e commentatore Sky Sport, nonché corrispondente di Tuttosport e Il Messaggero, che offrirà un quadro mediatico e sportivo della vicenda;
– Gigi Simoni, ex portiere del Cosenza Calcio e amico di Bergamini.
L’incontro sarà un momento di riflessione pubblica per fare il punto sulla vicenda e sul cammino verso la giustizia, confrontandosi con testimonianze dirette, analisi giornalistiche e aggiornamenti giudiziari.

La morte di Donato Bergamini
La morte di Donato “Denis” Bergamini, avvenuta il 18 novembre 1989 sulla statale 106 in Calabria, per trent’anni è stata liquidata come un drammatico suicidio. Oggi è formalmente riconosciuta come un omicidio volontario.
Subito dopo il ritrovamento del corpo del calciatore, travolto da un camion, la prima inchiesta concluse che Bergamini si fosse intenzionalmente gettato sotto il mezzo. Questa versione, tuttavia, non convinse mai la sua famiglia, in particolare la sorella Donata Bergamini, che ha intrapreso una battaglia decennale per riaprire il caso. Numerosi elementi apparvero subito controversi: il corpo presentava poche lesioni compatibili con l’investimento, le scarpe erano state rimosse e la scena del presunto suicidio era piena di incongruenze.
La perseveranza della famiglia, unita a nuove perizie medico-legali e cinematiche, ha portato a una svolta epocale. Le nuove indagini, coordinate dalla Procura di Castrovillari, avevano stabilito che Bergamini, con ogni probabilità, era già morto o incosciente quando fu investito dal camion. L’ipotesi del suicidio venne quindi abbandonata: la scena del delitto era stata simulata per nascondere la vera natura della morte.
Nel 2021, la vicenda ha raggiunto la svolta definitiva: la Procura di Castrovillari chiese e ottenne il rinvio a giudizio per omicidio volontario pluriaggravato a carico di Isabella Internò, l’allora fidanzata di Bergamini e unica imputata. Nell’ottobre 2024 Isabella Internò è stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per omicidio volontario premeditato in concorso con ignoti. Secondo la Corte D’Assise di Cosenza, la donna avrebbe agito per motivi d’onore dopo che Bergamini si era rifiutato di sposarla. Attualmente il processo è in alle prime udienze in fase di appello presso la Corte d’Assise di Catanzaro.



















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