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Caso Chimirri alla Consulta: il 20 maggio la Corte Costituzionale decide sulla ricusazione del Gip

Calabria

Caso Chimirri alla Consulta: il 20 maggio la Corte Costituzionale decide sulla ricusazione del Gip

Il caso riguarda la morte pizzaiolo Francesco Chimirri e l’archiviazione per l’agente di Polizia. Presentato un ricorso contro il Gip dai familiari della vittima e contro l’impossibilità di ricusazione

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CROTONE – La questione nasce dal caso di Francesco Chimirri, il pizzaiolo di Crotone ucciso il 7 ottobre 2024 nel quartiere Lampanaro a Crotone, da un colpo di pistola esploso dal poliziotto Giuseppe Sortino. La Corte Costituzionale ha fissato per il 20 maggio prossimo l’udienza in cui verrà discussa la legittimità costituzionale delle norme che impediscono alla persona offesa di ricusare il giudice per le indagini preliminari. Al centro del dibattito la possibilità per la persona offesa di ricusare il giudice per le indagini preliminari.

Caso Chimirri, il nodo dell’imparzialità del Gip

Al centro del confronto giuridico sollevato dai legali della famiglia Chimirri, Tiziano Saporito e Andrea Filici, vi è il presunto deficit di imparzialità del Gip Elisa Marchetto. La giudice, che in un precedente atto della vicenda aveva definito l’omicidio un “estremo atto di autodifesa”, era stata designata anche per decidere sulla richiesta di archiviazione per il poliziotto avanzata dalla Procura.

Nonostante l’istanza di ricusazione presentata dalle parti civili, la Corte d’appello di Catanzaro aveva dichiarato il ricorso inammissibile. Secondo l’ordinamento vigente, infatti, la persona offesa non possiede la qualifica di “parte” necessaria per poter ricusare un giudice.

chimirri

Il ricorso in Cassazione

I legali della famiglia hanno quindi impugnato la decisione davanti alla Cassazione. Nel ricorso sostengono che nell’ordinanza del 3 dicembre 2024 il Gip “non si era limitato a una sommaria delibazione degli indizi, ma aveva costruito una narrazione completa e giuridicamente qualificata, sposando in modo inequivocabile la tesi difensiva dell’indagato Giuseppe Sortino”. Proprio la Cassazione ha quindi deciso di rimettere la questione alla Corte Costituzionale chiedendo un parere sulla legittimità della normativa.

Il caso anche davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo

Parallelamente al percorso davanti alla Consulta, il caso è arrivato anche alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) di Strasburgo, che ha dichiarato ricevibile il ricorso.

La Corte europea, spiegano i legali, è chiamata a valutare “un’indagine non effettiva per la quale Strasburgo è chiamata a sanzionare l’anomala inerzia investigativa delle autorità nazionali, le quali hanno del tutto pretermesso le primissime dichiarazioni spontanee rese dall’indagato circa la natura ‘accidentale’ dello sparo, orientando l’accertamento, in modo parziale, verso la tesi precostituita della legittima difesa volontaria”. Nel ricorso viene contestato anche “il deficit di imparzialità oggettiva”.

Francesco-Chimirri

Nonostante i ricorsi ancora pendenti, il 28 luglio 2025 il Gip ha disposto l’archiviazione del procedimento a carico di Giuseppe Sortino ritenendo che il poliziotto abbia agito per legittima difesa. Un eventuale accoglimento della questione di legittimità costituzionale da parte della Consulta potrebbe però riaprire lo scenario giudiziario e portare all’annullamento dell’archiviazione.

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