Ionio
Cassano all’Ionio, Confsal lancia il “Patto per la legalità e il lavoro”: consegnato il piano a sindaco e vescovo
La proposta firmata dal segretario regionale Antonio Lento presentata al primo cittadino Gianpaolo Iacobini e a monsignor Francesco Savino: un piano in sei punti focalizzato su sicurezza, tutela del tessuto imprenditoriale e opportunità per i giovani. «Tra 6 mesi dobbiamo poter dire cosa è cambiato»

CASSANO ALL’IONIO (CS) – Non solo solidarietà e richieste di maggiore sicurezza, ma un percorso concreto, condiviso e verificabile per difendere il territorio dalla criminalità e rafforzare le condizioni economiche e sociali della comunità. È questo il senso della proposta di un Patto territoriale per la legalità, il lavoro e lo sviluppo della Sibaritide, presentata dalla CONFSAL Calabria nel corso dell’assemblea pubblica svoltasi al Teatro comunale di Cassano all’Ionio, convocata dopo l’ultimo episodio di cronaca nera che ha colpito la comunità. A illustrare l’iniziativa il segretario regionale di Confsal Antonio Lento, che al termine del proprio intervento ha consegnato il documento al sindaco di Cassano all’Ionio, Gianpaolo Iacobini, e al vescovo della diocesi, monsignor Francesco Savino.
La proposta punta a trasformare la mobilitazione della comunità in un programma di azioni coordinate, capace di affiancare il lavoro delle istituzioni, della magistratura e delle forze dell’ordine con strumenti di prevenzione sociale, tutela del lavoro e promozione della legalità economica. «La sicurezza è una condizione irrinunciabile della libertà, ma per difendere davvero un territorio occorre anche proteggere il lavoro, sostenere le imprese oneste e offrire prospettive concrete ai giovani», ha sottolineato Lento, esprimendo vicinanza alla cittadinanza e fiducia nell’operato degli organi impegnati nel contrasto alla criminalità.

Sei priorità per costruire un percorso condiviso
Il cuore dell’iniziativa è rappresentato da sei linee d’azione, pensate per affrontare le diverse dimensioni del problema e favorire una collaborazione stabile tra istituzioni, parti sociali, imprese, scuole e associazioni. Il primo obiettivo è l’istituzione di un tavolo permanente su legalità, lavoro e sviluppo, con incontri periodici, referenti individuati, obiettivi misurabili e un monitoraggio pubblico dei risultati, nel rispetto delle competenze degli organismi istituzionali preposti alla sicurezza.
La seconda priorità riguarda la tutela di lavoratori e imprese esposti a sfruttamento, minacce o intimidazioni. La CONFSAL propone di attivare, attraverso accordi tra i soggetti aderenti, canali riservati di orientamento sindacale e legale, capaci di indirizzare chi si trova in difficoltà verso i servizi e le autorità competenti, nel rispetto della riservatezza e della normativa sulla protezione dei dati personali. Particolare attenzione viene riservata ai giovani e al loro futuro professionale. Il Patto punta a individuare i fabbisogni occupazionali nei settori strategici della Sibaritide, dall’agricoltura al turismo, dall’artigianato al commercio e ai servizi, promuovendo formazione, apprendistato regolare e collaborazione tra imprese, scuole e centri per l’impiego.

Un altro fronte riguarda la regolarità degli appalti e delle filiere produttive. Il documento richiama l’importanza del rispetto dei contratti collettivi pertinenti, della regolarità contributiva, della sicurezza nei luoghi di lavoro e dell’attenzione ai fenomeni di caporalato e alle irregolarità nei subappalti, attraverso le verifiche degli organismi competenti. La proposta affronta inoltre il tema dei beni confiscati alla criminalità, indicando la possibilità di valorizzarli attraverso progetti sostenibili di formazione, agricoltura sociale, cooperative e inserimento lavorativo, in accordo con gli enti titolari.
Completa il programma la diffusione della cultura della legalità, con incontri nelle scuole e nei luoghi di lavoro dedicati ai diritti e ai doveri, ai contratti, alla sicurezza, alla libertà d’impresa e agli strumenti disponibili per segnalare situazioni di irregolarità.
Tempi certi e risultati da verificare
L’elemento qualificante della proposta è il cronoprogramma, che mira a evitare che il Patto resti una semplice dichiarazione d’intenti. Entro 15 giorni si propone di organizzare un primo incontro per definire i partecipanti e individuare un coordinamento operativo. Entro 30 giorni dovrebbe essere predisposta una bozza di protocollo, con l’assegnazione delle responsabilità e la selezione di due o tre iniziative immediatamente realizzabili.
A 90 giorni è prevista una prima relazione sulle attività avviate, sulle adesioni raccolte, sugli ostacoli incontrati e sulle risorse necessarie. Il passaggio più significativo è fissato a sei mesi: entro il 26 aprile 2027, la proposta prevede una verifica pubblica dei risultati attraverso indicatori concreti, come il numero di incontri svolti, i protocolli sottoscritti, gli sportelli attivati, i giovani coinvolti nei percorsi formativi e i progetti effettivamente avviati. «Fra sei mesi, cosa potremo dimostrare di aver concretamente cambiato? È questa la domanda che deve guidare le nostre decisioni. Non bastano dichiarazioni di solidarietà: servono obiettivi, responsabilità e verifiche pubbliche», ha dichiarato il segretario regionale della CONFSAL Calabria.
Una prospettiva che punta a legare la risposta alla criminalità non soltanto all’azione repressiva, ma anche alla capacità di creare opportunità, proteggere chi lavora nel rispetto delle regole e impedire che intimidazioni e condizionamenti possano limitare la libertà economica e personale.
L’appello alla comunità: «Giù le mani da Cassano»
La CONFSAL Calabria propone un percorso apartitico e aperto al confronto, senza dare per scontata l’adesione dei soggetti destinatari, che dovrà essere formalmente acquisita. Nel documento viene chiesto che la proposta sia acquisita agli atti dell’assemblea, ove previsto dalle modalità organizzative, e che venga valutata la convocazione di un incontro operativo per definire adesioni, responsabilità e tempi.
L’obiettivo è costruire una rete territoriale nella quale ciascun soggetto possa contribuire secondo le proprie competenze, mantenendo distinti i compiti delle istituzioni e degli organismi preposti alla sicurezza da quelli delle parti sociali e delle realtà economiche. Il messaggio conclusivo di Lento riassume il significato politico e sociale dell’iniziativa: «Una città è libera quando nessuno deve chiedere il permesso alla criminalità per lavorare, aprire un’impresa e costruire il proprio futuro. Giù le mani da Cassano, dal lavoro e dal futuro dei nostri figli».




















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