Italia
Cassazione: sì al risarcimento ai familiari del paziente deceduto, il diritto si trasmette agli eredi

ROMA – La Corte di Cassazione ha stabilito un importante principio di diritto in materia di responsabilità medica e successione: il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti da un paziente, anche se deceduto successivamente, è trasmissibile agli eredi, in quanto costituisce un vero e proprio diritto di credito consolidatosi nella sfera giuridica del defunto al momento del decesso.
La vicenda
Risale al 2005 e ha come protagonista un uomo di 55 anni, sottoposto a un intervento di clippaggio di aneurisma cerebrale presso l’Ospedale di Bologna. L’intervento ha avuto gravi conseguenze: il paziente sviluppò un’encefalopatia emorragica ischemica ipossica di origine iatrogena, che lo rese completamente invalido, con un danno biologico del 100%, come accertato dal Tribunale di Bologna tramite perizia medico-legale del prof. Enzo Ronchi, ordinario di Medicina Legale all’Università di Milano.
Il paziente è sopravvissuto in condizioni drammatiche per oltre sei anni, necessitando di assistenza continua per 24 ore al giorno, prima di morire in seguito al progressivo aggravarsi del suo stato di salute. Alla sua morte, i familiari hanno chiesto il riconoscimento dei danni patrimoniali subiti dal loro congiunto in vita, ma la Corte d’Appello di Bologna ha negato la trasmissibilità agli eredi, escludendo una parte consistente del risarcimento spettante.
La svolta è arrivata con la sentenza della Terza Sezione della Cassazione, presieduta dal giudice Giacomo Travaglino, che ha accolto il ricorso incidentale dei familiari, rappresentati dall’avvocato Massimiliano Coppa, specialista in colpa medica. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell’USL coinvolta e ha chiarito che la Corte d’Appello felsinea aveva commesso un errore di diritto, escludendo in modo “apodittico” il risarcimento dei danni patrimoniali trasmissibili agli eredi.
“La Corte territoriale ha rigettato la richiesta risarcitoria traendo, in modo illegittimo, dall’evento morte la conseguenza della non risarcibilità in favore degli eredi dei pregiudizi patrimoniali sofferti dal danneggiato”, si legge nell’ordinanza. Secondo la Cassazione, il principio successorio è universale: l’erede subentra “in universum ius”, ovvero in tutte le posizioni giuridiche attive e passive del defunto, comprese quelle relative ai risarcimenti maturati prima della morte.
Le cifre del risarcimento
Il danno biologico era stato quantificato dal Tribunale in oltre 1 milione di euro (1.011.411,25 euro). A questo si aggiunge il danno patrimoniale, relativo ai costi sostenuti per l’assistenza quotidiana del paziente per oltre sei anni: una somma stimata in 506.400 euro, calcolata su una media annua di 20.000 euro per ciascun assistente. A queste cifre si aggiungeranno ora gli interessi legali calcolati su un periodo di circa 20 anni, considerando che l’errore medico risale al 2005, oltre al rimborso delle spese legali sostenute per ben cinque gradi di giudizio, tra cui due passaggi in Cassazione, entrambi conclusi a favore dei familiari del paziente.
La questione della rimessione in termini
Nella stessa ordinanza, la Suprema Corte ha anche trattato il tema della rimessione in termini, previsto dagli articoli 184-bis e 153 del codice di procedura civile. La Cassazione ha ribadito che, in presenza di cause indipendenti dalla volontà della parte, è legittima la richiesta di essere riammessi nei termini processuali, purché presentata con tempestività. Il principio mira a garantire un giusto equilibrio tra certezza del diritto e tutela effettiva delle parti in giudizio.
Un orientamento chiaro e vincolante
Con questa decisione, la Cassazione rafforza l’orientamento giurisprudenziale secondo cui i diritti risarcitori maturati dal danneggiato in vita non si estinguono con la morte, ma passano agli eredi, contribuendo così a rafforzare le tutele per le vittime di malasanità e i loro familiari. L’ordinanza rappresenta un punto fermo nella giurisprudenza civile in materia di responsabilità medica e successione, destinato a incidere profondamente sulle future controversie in tema di danno patrimoniale e biologico.


















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