Provincia
Castiglione Cosentino, presentato il “Centro per la Famiglia 3.0”| Presidio di comunità e benessere sociale
Sindaci e amministratori uniti nel promuovere un nuovo modello di welfare di prossimità, fondato sulla collaborazione tra enti locali e comunità

CASTIGLIONE COSENTINO (CS) – Dopo la presentazione ufficiale a Rende, il progetto del “Centro per la Famiglia 3.0” è approdato anche a Castiglione Cosentino, comune dell’Ambito Territoriale, con un incontro pubblico che si è svolto nella serata di venerdì presso i locali del “Frantoio dei Saperi”. Un progetto che, partendo dal territorio e dalle sue specificità, mira a costruire una rete stabile di solidarietà, ascolto e partecipazione per tutte le famiglie. Alla presentazione hanno preso parte il sindaco di Castiglione Cosentino, Salvatore Magarò, il sindaco di San Pietro in Guarano, Francesco Acri, l’assessora al Welfare e alle Politiche sociali del Comune di Rende, Daniela Ielasi, oltre ai componenti delle giunte comunali di Castiglione e San Pietro e al referente del progetto per l’Ufficio di Piano, Davide Franceschiello.

Un punto di riferimento per le famiglie del territorio
Nel suo intervento, il sindaco Salvatore Magarò ha espresso soddisfazione per la scelta di Castiglione come sede della presentazione: “Sono contento che sia stato scelto il mio comune per la presentazione del Centro per la famiglia 3.0, istituito qualche settimana fa a Rende. È un punto di riferimento sul nostro territorio, offrendo supporto a 360 gradi alle famiglie: fornendo informazione, orientamento e servizi per affrontare le sfide della vita quotidiana. I Centri per la famiglia – ha aggiunto – sono fondamentali per il benessere sociale: coordinano servizi socio-educativi e sanitari, promuovono l’aggregazione e il confronto tra famiglie. Il nostro Centro dovrà essere non solo uno spazio fisico, ma un luogo capace di creare relazioni e attività, con un approccio integrato e partecipativo”.

Un luogo per tutte le famiglie
Il sindaco di San Pietro in Guarano, Francesco Acri, ha evidenziato la vocazione inclusiva del progetto: “Il Centro è concepito come luogo al servizio delle famiglie, riconoscendo che ne esistono di molteplici tipi, ciascuna con le proprie sfide e potenzialità. L’obiettivo è essere un punto di riferimento e di supporto per ogni forma di relazione che due persone scelgono di costruire”.
Una rete di prossimità per la coesione sociale
L’assessora Daniela Ielasi ha posto l’accento sull’importanza di interventi diffusi e di prossimità sul territorio: “Non basta prendersi cura dei minori, occorre intervenire sulle relazioni, prima di tutto familiari ma anche sociali. È l’intera comunità che va presa in carico. Dobbiamo lavorare sulla coesione sociale e sul rafforzamento delle reti. Un Centro per minori e famiglie rappresenta un presidio di comunità, un luogo accessibile in cui chiedere aiuto senza imbarazzo né diffidenza”.
Il Centro per minori e famiglie di via Todaro, nato all’interno delle politiche integrate dell’Ambito Territoriale, punta dunque a diventare un vero e proprio presidio di comunità, capace di offrire sostegno concreto, occasioni di incontro e crescita collettiva. Tra le attività in programma figurano gruppi di auto-mutuo-aiuto e una festa di comunità nel parco, pensata per coinvolgere famiglie e bambini in un momento di socialità condivisa.




















Social