Area Urbana
Castrolibero, Comitato di residenti: «in contrada Piane rischio crescente per i muri di contenimento»
Il Comitato dei residenti di contrada Piane di Castrolibero scrive alla nostra redazione: segnalazioni da oltre vent’anni, ma gli interventi restano parziali

CASTROLIBERO (CS) – A scrivere alla redazione di QuiCosenza è Enzo Donnici, presidente del Comitato di contrada Piane di Castrolibero. Nel documento, il rappresentante dei residenti sottolinea come i recenti eventi meteorologici estremi che hanno colpito la Calabria rendano ancora più urgente affrontare il problema della prevenzione sul territorio e chiede attenzione e interventi concreti per evitare che una criticità annunciata possa trasformarsi in emergenza.
“Sulla base dei recenti eventi meteorologici estremi verificati in Calabria, vi sia la necessità di seguire una strada diversa e che dovrebbe essere quella della “prevenzione”, senza dover essere costretti ad operare sempre in continua emergenza”, scrive Donnici nella lettera.
Contrada Piane a Castrolibero, i muri di contenimento
Al centro della denuncia del Comitato vi è la situazione dei muri di contenimento situati tra via Pollino e via Montecurcio, in contrada Piane di Castrolibero. Secondo quanto riportato nella nota, la criticità sarebbe stata segnalata al Comune di Castrolibero da tempo: “da circa 20 anni (come da documentazione in possesso) segnaliamo tale criticità”, afferma il presidente Donnici.
Pur non trattandosi di una situazione di pericolo imminente di crollo, i residenti evidenziano come la mancanza di interventi strutturali abbia determinato negli anni un progressivo aumento del rischio, aggravato anche dall’intensificarsi degli eventi climatici estremi. Proprio con l’obiettivo di promuovere una maggiore attenzione sul tema della sicurezza del territorio, circa due anni fa i residenti hanno costituito un comitato spontaneo.

“In funzione del ‘prevenire’, anziché dover gestire poi le emergenze, da circa 2 anni abbiamo costituito il Comitato spontaneo di c.da Piane, per coinvolgere i residenti e diffondere una collettiva consapevolezza”, spiega Donnici. L’iniziativa avrebbe contribuito a sollecitare un primo intervento da parte dell’amministrazione comunale, anche se ritenuto insufficiente dai cittadini. Secondo quanto riportato nella lettera, il Comune avrebbe predisposto un sistema di sostegno con puntellatura metallica, ma tale soluzione presenterebbe frequentemente segni di cedimento.
“L’Amministrazione Comunale, a seguito dell’azione del Comitato, si è attivata ma in modo purtroppo limitato, con un sistema di sostegno a puntellatura metallica che presenta spesso segni di cedimento”, si legge nel documento. Parallelamente sarebbe stato elaborato un progetto per il rifacimento del solo muro inferiore, accompagnato da una richiesta di finanziamento regionale che, tuttavia, non risulterebbe ancora approvata.
Le cause del problema
Secondo quanto evidenziato dal Comitato, le problematiche legate ai muri di contenimento sarebbero riconducibili a diversi fattori strutturali. Tra questi vengono indicati un sistema di deflusso delle acque piovane ritenuto inadeguato, criticità nella gestione e manutenzione dei servizi idrici e fognari e una mancata attenzione al controllo dei terreni e delle strade, in relazione alla particolare morfologia e alle caratteristiche geologiche dell’area. Il Comitato sottolinea inoltre che tali cause sarebbero state accertate anche nell’ambito di contenziosi tra alcuni residenti e l’ente comunale.
L’appello dei residenti
I cittadini di contrada Piane spiegano di aver sollecitato più volte interventi risolutivi, ma di aver ricevuto finora risposte considerate parziali e non adeguate: “ci siamo riuniti in assemblea – scrive Donnici – e deciso di rendere pubblico il disagio e la preoccupazione delle famiglie residenti” ribadendo la necessità di intervenire prima che il problema possa aggravarsi ulteriormente. “Sarebbe utile, una volta tanto, essere riusciti a prevenire, senza dover invece assistere ai soliti rituali, in fase di emergenza, aggravando i costi economici ma anche i disagi dei cittadini”.




















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