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Infermiera chiede trasferimento per assistere il padre, Asp Cosenza decide solo dopo il ricorso alla Giustizia

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Infermiera chiede trasferimento per assistere il padre, Asp Cosenza decide solo dopo il ricorso alla Giustizia

L’Asp cambia decisione dopo l’intervento del tribunale, ha confermato l’importanza della tutela dei lavoratori caregiver. Il diritto riconosciuto all’infermiera solo grazie alla Giustizia

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CASTROVILLARI (CS) – Una storia accaduta ad un’infermiera dipendente dell’Asp di Cosenza che racconta, ancora una volta, come il riconoscimento di un diritto possa arrivare solo dopo l’intervento della giustizia. L’infermiera dopo anni di richieste rimaste senza risposta, è riuscita a ottenere il trasferimento soltanto a seguito di un ricorso promosso dall’avvocato Simone Scarpino. A rendere noto il caso è il sindacato CSA RAL Dipartimento Sanità di Cosenza.

La vicenda dell’infermiera, una situazione familiare complessa

La dipendente, in servizio presso lo Spoke di Corigliano-Rossano, chiedeva da tempo di essere assegnata a una sede più vicina alla propria residenza per poter assistere il padre, affetto da gravi patologie e riconosciuto portatore di handicap ai sensi della legge 104. Una situazione aggravata dal fatto che la lavoratrice rappresentava di fatto l’unico punto di riferimento per l’assistenza quotidiana al genitore.

L’Asp inizialmente resiste, poi il cambio di rotta

Nonostante le numerose istanze presentate già a partire dal 2022, l’Asp non aveva mai dato seguito concreto alle richieste. Anzi, dopo aver inizialmente disposto un trasferimento nel 2024, l’azienda aveva addirittura revocato il provvedimento, lasciando la dipendente nella sede originaria e costringendola a percorrere ogni giorno circa 130 chilometri tra andata e ritorno, con evidenti difficoltà nel conciliare lavoro e assistenza familiare.

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Di fronte a questo comportamento, la lavoratrice si è rivolta al Tribunale del lavoro di Castrovillari, affidandosi all’avvocato Simone Scarpino. Nel ricorso veniva chiesto, anche in via d’urgenza, il trasferimento presso una sede più vicina, evidenziando sia il diritto riconosciuto dalla legge sia il grave pregiudizio derivante dalla mancata assistenza al familiare disabile. Ed è proprio durante il giudizio che si verifica il cambio di rotta: l’Asp dispone il trasferimento della dipendente presso lo Spoke di Castrovillari, accogliendo di fatto le ragioni avanzate nel ricorso.

Sentenza e condanna alle spese

Il Tribunale, con sentenza del 23 marzo 2026, ha sottolineato un aspetto decisivo: il provvedimento è intervenuto solo dopo l’avvio dell’azione giudiziaria. Per questo motivo, l’Asp è stata condannata al pagamento delle spese di lite, applicando il principio della soccombenza virtuale. Una vicenda che evidenzia chiaramente come, in assenza del ricorso, il diritto della lavoratrice sarebbe probabilmente rimasto disatteso. Solo l’iniziativa giudiziaria ha infatti determinato quel risultato che, per anni, era stato negato o rinviato dall’amministrazione sanitaria.

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