Provincia
Castrovillari dice addio a Khadim, mediatore culturale simbolo di integrazione
Chiesa gremita per l’ultimo saluto a Khadim Hussain: “un cittadino esemplare” che ha fatto dell’inclusione una missione di vita

CASTROVILLARI (CS) – Profonda commozione a Castrovillari per la scomparsa improvvisa di Khadim Hussain, mediatore culturale di origini pakistane. Sabato mattina la chiesa di San Francesco si è riempita di persone che, in silenzio, hanno voluto rendere omaggio a una figura molto amata e rispettata in città. Khadim è morto giovedì, lasciando un vuoto profondo nella comunità.
Khadim, un punto di riferimento per l’inclusione
Stimato per i suoi modi gentili e il suo approccio al dialogo, Khadim si era distinto per la capacità di favorire l’incontro tra culture diverse. Convertitosi al cattolicesimo, aveva trovato nel messaggio cristiano valori che già appartenevano al suo vissuto. Durante l’omelia, il frate celebrante ha sottolineato: “doveva venire un uomo dall’altro capo del mondo per insegnarci a essere buoni cristiani e buone cristiane!”.
Il lavoro nelle scuole e con il territorio
Khadim collaborava con il CIDIS, impegnandosi come mediatore tra scuole e famiglie straniere, in particolare pakistane. Fondamentale il suo contributo nella scuola secondaria di primo grado di Cassano all’Ionio, dove aiutava a costruire un dialogo efficace tra docenti e genitori. Il suo impegno andava oltre l’ambito scolastico, puntando all’integrazione piena dei giovani nella comunità, nel rispetto dei diritti e dei doveri di cittadinanza.
“Un riferimento prezioso”
“La scuola di Cassano piange la sua scomparsa, piange la perdita di un riferimento prezioso, discreto, irrinunciabile”, è il ricordo affidato alle parole di chi ha lavorato al suo fianco. La sua biografia rappresenta un esempio concreto di come l’incontro tra culture possa generare inclusione e arricchimento reciproco.
L’applauso all’uscita del feretro ha racchiuso dolore, commozione e gratitudine. Una folla composta da persone semplici, “quel popolo che vive un quotidiano di semplice autenticità”, si è stretta attorno alla famiglia, in particolare alla moglie di Khadim. Una partecipazione che testimonia quanto fosse radicato nel tessuto sociale della città.
La storia di Khadim lascia un messaggio forte: accoglienza e inclusione come strumenti fondamentali per costruire comunità più coese. In un territorio segnato da spopolamento ed emigrazione, esperienze come la sua dimostrano come le nuove cittadinanze possano rappresentare una risorsa preziosa. Un’eredità umana e civile che Castrovillari non dimenticherà.





















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