Provincia
6 MESI DI LAVORO
Castrovillari, “l’era Lo Polito” sta per chiudersi. Il bilancio di 10 anni: «Fuori dal dissesto, non penso alla pensione»
Il sindaco di Castrovillari, Mimmo Lo Polito ai nostri microfoni ha tracciato un bilancio del suo operato, con un occhio al passato ed uno al futuro: “Ho ancora sei mesi nei quali lavorare e tanto ancora da realizzare”

CASTROVILLARI (CS) – A Castrovillari è partita la corsa verso le elezioni amministrative della prossima primavera, quelle che decreteranno il dopo Lo Polito. Dopo due legislature consecutive, Mimmo Lo Polito si appresta a deporre la fascia di primo cittadino lasciando la sua città nella mani di qualcun altro.
Il quadro delle candidature non è ancora delineato anche se la città del Pollino si prepara ad andare verso il voto. Al momento si è presentata ufficialmente solo la lista Civicamente, guidata da Luca Donadio come candidato a sindaco.
Proprio partendo da questo quadro, abbiamo stilato insieme al sindaco Mimmo Lo Polito un bilancio del suo operato, con un occhio al passato per quanto è stato fatto, ed uno al futuro, per i mesi che verranno, gli ultimi del suo mandato, e quelli che accoglieranno il suo successore al Comune di Castrovillari.
Manca ormai pochissimo al termine del suo mandato, come sta vivendo questi momenti?
Li sto vivendo lavorando intensamente. Sono in Comune e lavoro per la mia città. Abbiamo chiuso gli atti del bilancio perché noi ormai per fine anno, da un po’ di tempo a questa parte, stiamo andando sempre a dicembre per il bilancio di previsione. Questo ci consente di programmare e lavorare meglio. Il nuovo anno mi porta una grande gioia perché finalmente siamo usciti dal dissesto e non abbiamo più la necessità di fare bilanci stabilmente riequilibrati. Una meta che ci ha consentito anche in questo bilancio di fare grandi opere. Ecco perché dico che non sto pensando alla pensione: in questi cinque o sei mesi che restano ho ancora tanto da realizzare.

A cosa si riferisce?
Con molta probabilità attraverso l’assunzione del mutuo realizzeremo il palazzetto dello sport a Castrovillari con quasi mille posti a sedere. Abbiamo, inoltre, ottenuto un finanziamento come Città Medie Sud, pur essendo noi non una grande comunità, di 5 milioni e 300 mila euro, di cui 1 milione e 300 destinati ad attività materiali, noi faremo il villaggio di Dante Alighieri recuperando un villaggio di case popolari e costruiremo, anzi ristruttureremo, edifici nostri da destinare ad esigenze abitative dei meno ambienti. 4 milioni, invece, sono destinati ad attività immateriali e noi abbiamo pensato ai giovani.
1 milione e 800 mila euro sono destinati per progetti nell’ambito sociale per creare nuove opportunità lavorative, 800 mila euro per una mensa sociale che non è la mensa dei poveri, ma uno spazio dove i prezzi sono calmierati per dare a tutti, soprattutto a chi ne ha più bisogno, di accedere con costi bassissimi alle attività ristorative. Sarà realizzata nel ristrutturato vecchio mattatoio che noi abbiamo chiamato Accademia dei Saperi e dei Sapori, e si tratterà di un ristorante sociale.
Poi abbiamo altri finanziamenti per attività laboratoriali, io penso all’attività culturale, di residenza teatrale, di recupero di arti e mestieri, si tratta di 1 milione e 200 mila euro. Attività che faremo in una struttura che è quasi completata, un ex-opificio in località Pietra Piana di 1.400 metri quadri coperti con uno spazio espositivo di 2.700 metri quadri, due laboratori, dove ci sono i depositi, dove c’è tutto quanto serve allo svolgimento di attività culturali, teatrali, laboratoriali. Lo stabile è in fase di completamento, tra gennaio e febbraio ce lo restituiranno.
Poi devo assolutamente portare a compimento due lavori importanti, uno la demolizione e ricostruzione del vecchio tribunale per cui c’è già l’aggiudicazione e poi l’altro, per il quale abbiamo già presentato il progetto grazie al finanziamento di 1 milione e 700 mila euro, è il recupero del piazzale del Fossato del Castello Aragonese con piazzetta Civitanova e Largo Vescovato.
Le cose che mi interessano di più è far decollare definitivamente la biblioteca dei bambini e lo sportello contro le violenze di genere ma anche contro il bullismo. Sempre in campo sociale mi interessa assolutamente far partire il progetto di sostegno alle persone con difficoltà per la mobilità. Poi abbiamo avuto un altro finanziamento per cui realizzeremo una grande edizione del Festival della Legalità partendo già a gennaio, ovviamente anche in questo caso coinvolgendo tutto il territorio, faremo una 5 giorni importante a marzo e poi i 7 giorni a maggio che partono il 17 e si concludono il 23 di maggio.

C’è tanto da fare, sicuramente non tutto riuscirà a completare..
Molto di questo verrà avviato. Spero che prima di andare via per il progetto a cui tengo particolarmente, che è quello del palazzetto dello sport, vengano appaltati i lavori. Ce la possiamo fare perché già nel bilancio abbiamo messo le somme di quest’anno per l’assunzione del mutuo, il progetto ce l’abbiamo, il terreno c’è pure.
A chi dopo di lei riceverà in eredità questi progetti da completare, ma anche rispetto a tutto il lavoro che è stato fatto, qual è il suo invito per la Castrovillari del dopo Lo Polito?
Il mio invito è questo: pensare alla città non cercando di capitalizzare i consensi, ma cercando di capitalizzare il futuro. Mi spiego meglio: quando io mi sono insediato la situazione era disastrosa, una società che poi è fallita per la raccolta dei rifiuti, debiti un po’ dappertutto, e questi ci hanno portato al dissesto, l’impossibilità della spesa perché eravamo sotto come cassa di 4,2 milioni e per due mesi non abbiamo nemmeno potuto pagare gli stipendi ai dipendenti.
Questo perché? Le scelte venivano fatte in funzione dell’apparire, non dell’essere. Le scelte vanno fatte non assecondando quello che è la pancia dei cittadini, ma cercando di governare i processi. Io questo ho sempre cercato di farlo, ci sono riuscito, non ci sono riuscito? Non lo so, penso di sì, perché non ho mai fatto una scelta cercando di capire come l’elettorato avrebbe reagito. Ho sempre fatto le scelte cercando di fare l’interesse generale e capire cosa fosse meglio anche per il futuro della mia comunità.
La situazione candidature non è ancora delineata: come lo vede il futuro della sua Castrovillari?
Ma io non so quello che accadrà, so per certo che noi, come Partito Democratico, sabato faremo il congresso, verrà fuori un buon segretario capace di cucire alleanze e mi auguro che ci sia una coalizione che partendo da questi presupposti che io ho detto, possa costruire, stavolta con più tranquillità, una buona programmazione perché lasceremo una comunità con in cassa diversi milioni di euro.
Cosa le mancherà di più dell’essere sindaco?
Mi mancherà sicuramente la tensione quotidiana del sapere che i problemi erano tanti e andavano affrontati. In compenso però recupererò, mi auguro, in serenità e in tempi da dedicare alla famiglia. Ho continuato a fare l’avvocato e quindi non resterò senza partecipare.
Resterà in campo se ce n’è bisogno?
Da un punto di vista personale continuerò a svolgere la mia attività di avvocato. Da un punto di vista politico sono iscritto ad un partito, lo ero prima, lo sono adesso e continuerò ad esserlo sempre cercando di dare il mio apporto politico all’interno del partito, senza ruoli.
Di questi anni, facendo un bilancio di quello che ha fatto, di cosa va più orgoglioso?
Essere stato vicino ai soggetti più deboli, con attività che non si sono viste ma che sono state fatte. Sono quelle giornate passate con loro, quelle che mi hanno gratificato e qualificato nel mio ruolo.

C’è una critica che ha ricevuto che le ha fatto più male rispetto alle altre?
Le critiche più brutte sono quelle che vanno in contrasto con quello che è stato il mio modo di agire. Mi riferisco a chi ha affermato che le scelte sono state fatte sempre in funzione personale o di amici. Anche sulla bitumazione delle strade, ad esempio, è stato detto che sono state scelte delle strade per favorire me stesso e gli amici. Io a Castrovillari abito a via Cozzo dell’Orso. Forse è l’unica strada dove il tratto che porta a casa mia, gli ultimi 200 metri, non sono asfaltati. E ho fatto il sindaco per 15 anni.
C’è, invece, qualcosa che avrebbe voluto fare, realizzare e che per diversi motivi non è riuscito?
Sì, l’unica cosa che avrei voluto realizzare è l’alta velocità, che purtroppo non dipende da me, ma sono convinto che è l’unica opera infrastrutturale che può essere da beneficio ai territori, all’economia, alla mobilità, alla salute dei cittadini.




















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