Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

Provincia

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

La devozione alla Madonna del Carmine rivive a Celico. Don Franco Greco racconta la storia del quadro, dei briganti e dell’antica tradizione

Pubblicato

il

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

CELICO – Si è svolta ieri sera la tradizionale processione in onore della Madonna del Carmine, uno degli appuntamenti religiosi più antichi e sentiti dagli abitanti di Celico. Numerosi fedeli hanno preso parte al corteo religioso , accompagnato dalle note della banda musicale. Ad aprire la processione è stato lo storico quadro della Madonna del Carmine, un’immagine sacra custodita, legata a un’antica leggenda che leggenda però non è come ci spiega don Franco Greco, il parroco del comune presilano, perché il racconto secondo cui il quadro sarebbe stato scoperto da un brigante in circostanze tali da far pensare ad una leggenda, in realtà è supportato dal fatto durante il restauro, “nel quadro raffigurante la Madonna del Carmine – ci spiega don Franco Greco–  è stato infatti rinvenuto il foro di una pallottola d’archibugio, ancora oggi visibile grazie alla scelta di lasciare scoperta una porzione della tela sul lato sinistro della Madonna”. Una scoperta che sembra dare credito a un’antica tradizione legata al ritrovamento dell’immagine sacra che a scoprire il quadro furono alcuni briganti.

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

Il racconto di don Franco Greco sulla Madonna del Carmine

“Si ritiene – prosegue don Franco Greco –  che si trattasse di una piccola banda, poiché sarebbe stato difficile per uno solo uomo trasportare il dipinto fino alla chiesa di San Michele Arcangelo. La tradizione narra che, partiti da Celico durante la notte, i briganti giunsero in località Trivillo, nei pressi della discesa che conduceva al fiumiciattolo del Carmine. Qui notarono una luce provenire da un cespuglio e, temendo un’imboscata, esplosero due o tre colpi d’archibugio. La luce si spense, per poi riaccendersi poco dopo. Incuriositi, si avvicinarono e scoprirono che tra i cespugli si trovava il quadro della Madonna. Colpiti dall’accaduto, vegliarono l’immagine per tutta la notte e, alle prime luci dell’alba, la trasportarono nella chiesa di San Michele Arcangelo”.

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

L’arrivo del dipinto ovviamente suscitò grande stupore tra gli abitanti del paese, in quanto vedere proprio i briganti conosciuti per altre “gesta” portare sulle spalle un’immagine sacra fu un evento che attirò numerosi fedeli, i quali seguirono il corteo fino alla chiesa. “al momento dell’arrivo prima di entrare nella chiesa, – ci spiega ancora don Franco – le porte si aprirono da sole. La notizia si diffuse rapidamente e, per l’intera giornata, la chiesa fu meta di un continuo pellegrinaggio tra preghiere, ceri accesi e canti. Dopo aver chiuso la chiesa, con all’interno il quadro i briganti tornarono verso i loro rifugi e, passando nuovamente dal luogo del ritrovamento, avrebbero visto il quadro di nuovo nel cespuglio. L’evento fu interpretato come un segno della volontà della Madonna di essere venerata proprio in quel luogo. Perciò fu deciso di edificare una cappella che contenesse il quadro. Solo che briganti e popolazione fecero a gara per realizzare l’opera e, invece di una semplice cappella, venne costruita una chiesa, che ancora oggi custodisce il dipinto. La devozione alla Madonna del Carmine è un qualcosa di molto sentito a Celico. “Un tempo – a parlare è nuovamente don Franco Greco, il parroco del Paese – la festa era ancora più solenne. La grande statua della Vergine veniva portata dalla chiesa del Carmine fino a quella di San Michele Arcangelo, dove si celebrava il novenario. Seguiti da giorni di festa con musica, luminarie con la partecipazione della popolazione, prima del ritorno della statua al santuario.

Celico celebra la Madonna del Carmine con la tradizione del quadro scoperto dai briganti

Diverso era invece il significato della celebrazione del 12 febbraio, legata al terremoto che colpì il paese. In quell’occasione si venerava il quadro della Madonna con una processione sobria e penitenziale, accompagnata soltanto dal suono dei tamburi, senza offerte né festeggiamenti, in memoria delle vittime e come segno di ringraziamento per lo scampato pericolo”. Alla devozione si lega anche un’altra antica tradizione: si racconta che il 16 luglio, giorno della Madonna del Carmine, i briganti scendessero dai loro rifugi per unirsi ai festeggiamenti senza essere perseguiti. Non a caso portavano al collo lo scapolare della Madonna, simbolo di una protezione profondamente radicata nella cultura calabrese. Ancora oggi la festa continua a richiamare numerosi fedeli. Per tutto il mese di luglio, all’alba, i pellegrini percorrono a piedi il cosiddetto “Percorso del Carmine“, recitando il Rosario fino al santuario, dove partecipano alla Messa della mattina. Una tradizione che coinvolge non solo i celichesi, ma anche tanti devoti provenienti dai paesi vicini.

 

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social