Segnala una notizia

Hai assistito a un fatto rilevante?
Inviaci il tuo contributo.

Richiedi info
Contattaci

Cosenza Vecchia, Alimena «legge speciale? Ciò che si chiede oggi al Governo lo stavamo già facendo»

Area Urbana

L'INTERVISTA

Cosenza Vecchia, Alimena «legge speciale? Ciò che si chiede oggi al Governo lo stavamo già facendo»

Ospite della trasmissione “Fatti Vivi”, l’ex delegato al CIS ripercorre la nascita dei 90 milioni destinati a Cosenza Vecchia e torna sull’ipotesi di una legge speciale

Pubblicato

il

Francesco Alimena - ex delegato CIS e consigliere comunale 01

COSENZA – Il dibattito sulla rigenerazione del centro storico di Cosenza è stato al centro della puntata di “Fatti Vivi“, su RLB, che ha ospitato Francesco Alimena, ex delegato al CIS – Contratto Istituzionale di Sviluppo – e consigliere comunale. L’intervista è partita dall’ordine del giorno presentato dalla deputata Anna Laura Orrico e dalla proposta avanzata dal sindaco Franz Caruso di una legge speciale per Cosenza Vecchia.

«Io ho apprezzato molto l’intervento, l’ordine del giorno della deputata Orrico sul centro storico di Cosenza perché ritengo sia sempre importante tenere alta l’attenzione a livello nazionale su Cosenza Vecchia». Alimena ha poi ricordato che l’ordine del giorno è stato inserito nel Piano Casa «un piano già molto criticato per la scarsità di risorse rispetto alla mole degli interventi sul diritto alla casa e all’abitare dignitoso». Pur riconoscendone il valore politico, ha osservato che «come tutti gli ordini del giorno è una proposta politica, un punto politico che poi è complicato rendere effettivo se non c’è una grande convergenza in Parlamento».

Francesco Alimena - ex delegato CIS e consigliere comunale 02

La principale perplessità riguarda però la richiesta di una legge speciale: «quello che mi convince poco è il discorso della legge speciale. Soprattutto se è l’amministrazione di Cosenza a proporla, perché sappiamo che le leggi speciali non si approvano ormai da decenni. I Comuni italiani sono quasi ottomila ed è difficile immaginare una convergenza parlamentare che scelga una città rispetto a un’altra. Oggi i Governi utilizzano altri strumenti, come quello che è stato utilizzato per Cosenza con i famosi 90 milioni del Piano Cultura e Turismo del Ministero della Cultura».

ASCOLTA L’INTERVISTA

I 90 milioni e la svolta del CIS

Nel corso dell’intervista, Alimena ha ripercorso la nascita del finanziamento destinato al centro storico: «i 90 milioni hanno ormai una storia lunga dieci anni che ho avuto modo di seguire fin dall’inizio. Arrivarono a Cosenza a seguito di un’interpellanza parlamentare. Era il 2015 e si susseguivano continuamente crolli nel centro storico. Venne presentata un’interrogazione parlamentare, prima firmataria Enza Bruno Bossio, sottoscritta da tutti i deputati del Partito Democratico cosentino e poi da 36 parlamentari».

«In quel momento il Governo era guidato da Matteo Renzi, il ministro della Cultura era Dario Franceschini e a presiedere la Conferenza Stato-Regioni c’era Mario Oliverio. Dal Fondo Cultura e Turismo, inizialmente destinato a Napoli, Taranto e Palermo, fu inserita anche Cosenza. Il fondo venne diviso tra quattro città e così nacquero i circa 90 milioni destinati al centro storico».

Alimena ha ricordato anche le difficoltà successive: «i finanziamenti hanno avuto una gestazione lunga. Con il Governo “Conte I” tutto si bloccò e riprese nel 2019 con il ritorno di Franceschini al Ministero e della sottosegretaria alla Cultura, Anna Laura Orrico, che sottoscrisse il contratto. Successivamente ci furono divergenze con l’amministrazione Occhiuto e quando arrivò l’amministrazione Caruso trovammo già tre lettere di revoca dei finanziamenti».

Francesco Alimena - ex delegato CIS e consigliere comunale 03

L’innovazione degli interventi e lo stato dei lavori

L’ex delegato ha poi spiegato quella che definisce la principale innovazione del progetto: «il problema era questo: il Comune voleva utilizzare quei fondi per mettere in sicurezza i palazzi privati, ma il Ministero spiegava che quelle risorse potevano essere utilizzate solo per opere pubbliche. L’innovazione che abbiamo introdotto è stata quella dell’intervento “Accessibilità“. Noi non interveniamo sul privato: andiamo dal proprietario, gli diciamo che il palazzo è a rischio crollo e realizziamo una messa in sicurezza esterna sul suolo pubblico, così da riaprire le strade al traffico pedonale e veicolare. Il privato poi resta libero di intervenire all’interno dell’immobile».

«La Soprintendenza è stata molto attenta affinché gli interventi fossero conservativi. È la spesa più importante dei 90 milioni ed è la grande innovazione che vorrei fosse compresa: stiamo facendo quello che dieci anni fa avevamo detto fosse necessario fare».

Il crollo nei pressi di piazzetta Toscano, le precisazioni

Anche sull’episodio del crollo avvenuto nei pressi di piazzetta Toscano, Alimena ha voluto precisare: «da quando è stato avviato l’intervento Accessibilità non c’è più stato un crollo nel centro storico. Quello avvenuto recentemente è successo all’interno di un cantiere di Accessibilità, durante una fase in cui si attendeva una decisione tra i diversi enti coinvolti sulla conservazione o meno di un muro. È stato il muro, purtroppo, a decidere da solo».

crollo alimena

Infine il punto sullo stato degli interventi: «il progetto è stato molto ampio. Oltre al CIS ci sono Agenda Urbana e il Contratto di Quartiere Santa Lucia. Il CIS riguarda l’infrastrutturazione fisica del centro storico; Agenda Urbana ha consentito di riaprire luoghi della cultura, sostenere imprese e associazioni e nel 2023 abbiamo stanziato quasi due milioni di euro. Oggi si vedono tanti giovani che hanno riaperto attività e hanno scelto anche di viverci».

«Poi c’è Santa Lucia, il luogo simbolo dell’abbandono, che volevo diventasse il simbolo della rinascita. Sei edifici diventeranno social housing per rispondere all’emergenza abitativa. Tutti questi interventi, ad eccezione del Contratto di Quartiere che sta per partire, sono già avviati e i primi risultati si vedono. Dopo gli eventi atmosferici dell’ultimo inverno non abbiamo più assistito alle cascate d’acqua che si verificavano in passato grazie agli interventi sui sottoservizi. E c’è anche un dato significativo: prima in centro storico c’erano soltanto tre estintori, oggi sono 75, pianificati insieme ai Vigili del Fuoco».

In chiusura, Alimena ha ribadito la propria visione per Cosenza Vecchia: «Una città non è fatta solo dai suoi monumenti o dai suoi eventi, ma dalla serenità della vita delle persone che la abitano e che la attraversano».

Pubblicità
Pubblicità .

Categorie

Social