Università
CREMONINI ALL'UNICAL
Cesare Cremonini all’Unical con la “Poetica dell’amore nell’era dei social” – VIDEO
Accolto con entusiasmo dagli studenti Unical, il cantautore bolognese ha parlato di musica, emozioni e autenticità, svelando il ruolo dei sentimenti nella scrittura e confrontandosi sul linguaggio dell’amore nell’era dei social media

RENDE (CS) – Oggi l’Università della Calabria ha accolto un ospite d’eccezione: Cesare Cremonini, cantautore e musicista tra i più amati del panorama italiano. La sua visita si è articolata in due momenti: un incontro con studenti e appassionati e, nel pomeriggio, un evento speciale al Tau dell’Unical, intitolato “L’amore non è mai logico. Poetica dell’amore nell’era dei social media”.
L’iniziativa, interamente organizzata dal professor Giovanni Trebisacce nell’ambito dell’insegnamento di Pedagogia Sociale del Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione, ha trasformato lo spazio teatrale in un luogo di dialogo autentico tra musica, formazione e vissuto personale, lontano da ogni retorica celebrativa.
Nella sua introduzione, Giovanni Trebisacce ha ripercorso la genesi dell’incontro, nato «nelle aule, a partire da una tesi di laurea e dall’ascolto dei testi di Cremonini», nei quali emergono temi centrali per la pedagogia contemporanea: fragilità, unicità della persona, amore come riconoscimento dell’altro. «In un mondo che ci chiede di essere veloci e impeccabili – ha sottolineato – diventa educativo avere il coraggio di sbagliare e di vivere senza seguire un algoritmo».
Accolto con grande entusiasmo dagli studenti, Cremonini ha condiviso esperienze personali e professionali, raccontando il ruolo delle emozioni nella scrittura musicale e l’importanza di mantenere autenticità e profondità espressiva anche in un contesto dominato dalla comunicazione digitale veloce. Durante l’incontro mattutino, l’artista ha ripercorso il suo percorso dai Lunapop alla carriera solista, offrendo consigli su creatività, passione e resilienza nel mondo della musica.

Nel pomeriggio, insieme al cantautore, sul palco del Tau erano presenti il Rettore dell’Unical Gianluigi Greco e l’imprenditore e produttore televisivo Lucio Presta, protagonisti di un dialogo aperto con gli studenti su creatività, comunicazione e nuove forme di narrazione dell’amore tra musica, televisione e social network.
L’evento ha offerto agli studenti l’opportunità di confrontarsi direttamente con figure di spicco del panorama culturale e mediatico, approfondendo il linguaggio dei sentimenti e le trasformazioni delle relazioni nell’era digitale.
L’iniziativa ha rappresentato per l’ateneo calabrese un’occasione di grande visibilità, permettendo al campus di entrare in contatto diretto con uno degli artisti più seguiti del panorama musicale nazionale, capace da anni di coinvolgere diverse generazioni con la sua musica e i suoi live.
Foto e video dell’incontro stanno già circolando online, confermando il forte entusiasmo degli studenti e l’atmosfera di festa che ha accompagnato la visita dell’artista.
Nel corso dell’incontro, Cremonini ha anche regalato al pubblico tre momenti musicali molto intensi, eseguendo dal vivo al pianoforte e alla chitarra Marmellata #25, Dev’essere così e Vorrei. «È la prima canzone che ho composto nella mia vita, a 15 anni – ha raccontato riferendosi a quest’ultimo brano–scritta in una delle tante estati degli anni ‘80 in vacanza a Maratea, ad un millimetro dalla Calabria. Non è un capolavoro di De Andrè, non è Yesterday o Bohemian Rhapsody, è solo una piccola scintilla d’amore che sta in piedi. Già allora ebbi la sensazione di essere stato scelto dall’ispirazione».
Il cantautore bolognese ha poi accennato alle proprie fragilità, descrivendo il palcoscenico come «un luogo di terrore», ma anche uno spazio in cui imparare a convivere con le proprie paure: «Chi conosce le proprie debolezze e non le rimuove, imparando a conviverci, diventa un supereroe».
La scrittura delle canzoni, ha spiegato, è fatta di incertezze e “incidenti interiori”: «Una canzone non dimostra nulla, è ambigua per natura. Non è mai finita davvero, perché ogni ascoltatore la completa con la propria esperienza. Anche l’amore è giusto che resti così: ambiguo e non definibile».
Ad arricchire il dialogo è stato l’intervento di Lucio Presta, che ha portato la sua testimonianza sul valore umano del lavoro artistico e della relazione professionale: «Non immaginate quanto sia felice che oggi Cesare sia qui con noi. Anche io sono stato scelto, nella buona e nella cattiva sorte, per fare un mestiere che si può svolgere solo con cuore, determinazione e caparbietà».
Presta ha ricordato l’impegno necessario per accompagnare gli artisti anche nei momenti di fragilità e ha raccontato, con ironia, il lungo percorso che ha portato Cremonini sul palco di Sanremo.
Al termine dell’evento il Rettore ha consegnato a Cesare Cremonini e Lucio Presta una targa donata dall’imprenditore cosentino Sergio Mazzuca, a testimonianza del valore culturale e umano dell’iniziativa e del dialogo costruito con la comunità accademica dell’Università della Calabria.


















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