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Cesvi, anche in Calabria è “più pericoloso essere bambini”: 43,6% sotto i 16 anni a rischio povertà

Italia

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Cesvi, anche in Calabria è “più pericoloso essere bambini”: 43,6% sotto i 16 anni a rischio povertà

Secondo l’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia di Fondazione Cesvi, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria mostrano i fattori di rischio più elevati e servizi di contrasto sotto la media nazionale

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cesvi casa soriso

ROMA – L’ultima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia della Fondazione Cesvi fa emergere come “al Sud è più pericoloso essere bambini”. Secondo il rapporto, le regioni più a rischio sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, dove i fattori di rischio per i minori si combinano a criticità significative sul fronte dei servizi di contrasto, spesso al di sotto della media nazionale.

Il report del Cesvi

Evidenzia come quasi tutte le regioni del Mezzogiorno siano “ad elevata criticità” sul fronte del rischio di maltrattamento, legato anche a condizioni socio-economiche più difficili. In particolare, nelle regioni meridionali il 43,6% dei bambini e ragazzi sotto i 16 anni è a rischio di povertà o esclusione sociale, un dato nettamente superiore alla media nazionale (26,7%) e ai valori del Centro (26,2%) e del Nord Italia (14,3%).

“Sebbene episodi di maltrattamento possano avvenire indipendentemente dagli status socioeconomici – spiega il direttore generale di Cesvi, Stefano Piziali – vivere in un quartiere o in un contesto familiare povero aumenta fortemente i rischi. La povertà materiale, educativa e relazionale si configura come uno dei fattori predittivi più rilevanti di episodi di abuso e trascuratezza, anche perché l’indigenza rappresenta un rilevante fattore di stress genitoriale”.

Per Piziali, interventi mirati sono fondamentali: “Per garantire i diritti ai bambini nati in zone ad alto rischio di povertà, esclusione sociale, trascuratezza e maltrattamento, sono essenziali iniziative che rafforzino le capacità familiari e migliorino l’accesso ai servizi di assistenza, formazione e supporto psico-sociale, con particolare attenzione alle aree più vulnerabili del Sud Italia, dove la povertà è più diffusa e i sistemi di tutela spesso carenti”.

Le Case del Sorriso di Cesvi

Per fronteggiare queste criticità, Cesvi opera anche in Italia con le Case del Sorriso, strutture che offrono attività di sostegno psicologico, ascolto, supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori e artistico-espressivi, oltre a proposte educative. Attualmente le Case del Sorriso si trovano a Napoli, Bari e Siracusa, aree particolarmente esposte al rischio di maltrattamento infantile. Per sostenere il Programma Case del Sorriso e i progetti sull’infanzia, Cesvi ha lanciato una campagna solidale attiva fino al 14 dicembre 2025. Si può donare inviando un sms o chiamando da rete fissa al numero 45582.

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