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È scontro su chiusura SP 173 a Thurio, Stasi: «Superficialità». Provincia: «Nessuna speculazione, strategica»

Ionio

BOTTA E RISPOSTA

È scontro su chiusura SP 173 a Thurio, Stasi: «Superficialità». Provincia: «Nessuna speculazione, strategica»

Dopo l’accordo del sindaco con RFI per riaprire temporaneamente il vecchio passaggio a livello, arrivano le precisazioni del presidente Faragalli e del consigliere Turano: «Lavori fondamentali per eliminare il ponte troppo basso e mettere in sicurezza un’area fragile»

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SP 173_Thurio

CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Continua a far discutere la chiusura temporanea della SP 173 in località Thurio, disposta per consentire a Rete Ferroviaria Italiana (RFI) di effettuare i lavori di demolizione e ricostruzione del ponte ferroviario. Dopo l’annuncio del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, relativo all’intesa raggiunta con RFI per riaprire temporaneamente il vecchio passaggio a livello soppresso ed evitare l’isolamento della comunità, è arrivata la replica dai vertici della Provincia di Cosenza.

Il Presidente della Provincia, Biagio Faragalli, e il Consigliere delegato alla Viabilità, Giuseppe Turano, sono intervenuti per chiarire le ragioni dell’ordinanza che riguarda la SP 173 e invitare a riportare il confronto sul piano puramente tecnico ed operativo.

L’intesa Stasi-RFI: il ripristino temporaneo del passaggio a livello

Nella giornata di ieri, il sindaco Flavio Stasi aveva reso noto l’esito dell’incontro con il dirigente di RFI, ingegner Barra. L’accordo prevedeva di sfruttare la temporanea sospensione del traffico ferroviario per ripristinare e mettere in sicurezza il vecchio passaggio a livello di Thurio, prima di dare inizio ai lavori sulla SP 173.

rottamazione_Stasi

«Avevamo chiesto una cosa molto semplice: realizzare un’opera necessaria senza compromettere la vita quotidiana e le attività economiche di un’intera comunità – aveva detto Stasi –. La superficialità con cui gli uffici della Provincia hanno affrontato questa vicenda rischiava di produrre disagi enormi, assolutamente evitabili. Questa mattina, con RFI, sono bastati pochi minuti di confronto concreto per individuare una soluzione praticabile. È la dimostrazione che le opere pubbliche possono e devono essere programmate tenendo conto delle esigenze reali dei territori».

A seguito del percorso concordato, gli interventi di ammodernamento ferroviario riprenderanno, secondo le parole di Stasi, nell’arco delle prossime settimane, dopo l’esecuzione delle opere necessarie a rendere utilizzabile e in sicurezza l’attraversamento temporaneo.

La replica della Provincia: «Un’opera fondamentale per superare il limite dei 2,80 metri»

La risposta dell’amministrazione provinciale non si è fatta attendere. Il presidente Biagio Faragalli ha rivendicato la correttezza dell’operato dell’Ente:«La Provincia ha agito nell’ambito delle proprie competenze, rispondendo a una precisa richiesta di RFI e adottando un provvedimento necessario a consentire l’esecuzione di lavori infrastrutturali di rilevanza strategica – dichiara Faragalli–. Con l’ordinanza n. 87 del 5 ottobre 2026 è stata disposta la chiusura temporanea della SP 173 per un periodo di un mese, individuando contestualmente un percorso alternativo sulla S.P. 198, così da garantire la viabilità durante lo svolgimento degli interventi».

«Dispiace constatare – prosegue il presidente – che una questione di carattere tecnico e infrastrutturale sia stata trasformata in una polemica politica, con il rischio di alimentare preoccupazioni tra i cittadini senza fornire un quadro completo delle informazioni. La priorità delle istituzioni deve essere quella di spiegare con trasparenza le ragioni delle decisioni assunte e di collaborare per individuare soluzioni concrete, nel rispetto delle rispettive competenze».

Biagio Faragalli

Tirano inoltre ha spiegato che in località Thurio, «il passaggio sotto il ponte ferroviario presenta un limite di altezza che, secondo le rilevazioni tecniche da verificare sul posto, è indicato in circa 2,80 metri. Si tratta di una limitazione significativa: uno scuolabus, che generalmente raggiunge o supera i tre metri di altezza, non può transitare in sicurezza sotto quel cavalcavia. Lo stesso problema riguarda numerosi autobus e mezzi pesanti».

Dalla Provincia si chiarisce, dunque, che proprio il limite di altezza è una delle criticità che l’intervento di RFI punta a superare. La demolizione e la ricostruzione del ponte ferroviario sono finalizzate a eliminare una limitazione infrastrutturale che condiziona la circolazione e a consentire un assetto più adeguato alle esigenze del territorio e della nuova linea ferroviaria. Non stiamo parlando, dunque, di lavori superflui, ma di un’opera che può contribuire a migliorare la funzionalità e la sicurezza della rete infrastrutturale.

Sicurezza idrogeologica e competenze: «Il passaggio a livello è di RFI»

A rendere ancora più urgente l’intervento sono le fragilità idrogeologiche della zona, duramente colpita dalle recenti alluvioni nelle frazioni di Ministalla e nell’area della stazione. Trattandosi di una strada in trincea, la messa in sicurezza e il rifacimento dell’infrastruttura rappresentano una priorità assoluta per la tutela dell’incolumità pubblica.

In merito alla riapertura temporanea del valico ferroviario proposta dal Comune, Faragalli e Turano hanno precisato che la decisione e la gestione della struttura rientrano nella responsabilità esclusiva di RFI, proprietaria del sedime: «Attribuire alla Provincia responsabilità che non le competono significa spostare il confronto dal piano delle soluzioni concrete a quello della contrapposizione. Confermiamo comunque la massima disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni per garantire la continuità della mobilità e completare l’opera nei tempi previsti».

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