Calabria
Prevenzione e ricostruzione
Ciclone Harry, oggi lo stato di calamità in Consiglio dei ministri: il Governo accelera
Riunione decisiva oggi alle 15.30 dopo la devastazione del ciclone Harry in Calabria, Sicilia e Sardegna. Il ministro a Melito Porto Salvo con Occhiuto: mareggiate devastanti e rischio per la stagione estiva

CATANZARO – Il Consiglio dei ministri si riunirà oggi alle 15.30 per deliberare la dichiarazione dello stato di calamità dopo i devastanti effetti del ciclone Harry, che ha colpito in modo particolarmente duro la Sicilia, causando ingenti danni anche in Calabria e Sardegna. La seduta servirà ad avviare formalmente la procedura per il riconoscimento dell’emergenza nazionale e per lo stanziamento delle prime risorse destinate agli interventi urgenti.
Ciclone Harry, oggi il Consiglio dei ministri. Musumeci nel Reggino «ricostruire presto e bene»
Intanto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, si è recato ieri a Melito Porto Salvo, uno dei centri maggiormente colpiti dalla furia del ciclone. Qui le mareggiate hanno distrutto parte del lungomare, causando danni significativi alle infrastrutture e alla fascia costiera. Musumeci, giunto in Calabria insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto, ha preso parte a una riunione operativa presso il centro di coordinamento della Protezione civile.
«Adesso passiamo alla fase dello stato di emergenza nazionale – ha spiegato Musumeci – che verrà dichiarato con una prima somma, che non va considerata proporzionata ai danni complessivi». Il ministro ha chiarito che si tratta di uno stanziamento tecnico iniziale, indispensabile per avviare subito gli interventi. Lo stato di emergenza, normalmente della durata di dodici mesi prorogabili, potrà in questo caso anche chiudersi prima, qualora le opere vengano completate.

La visita istituzionale è iniziata in mattinata a Siderno, nella Locride, dove Occhiuto ha incontrato i sindaci dei Comuni della fascia jonica reggina colpiti dall’uragano. Ad accoglierlo la sindaca Maria Teresa Fragomeni, che ha evidenziato «l’impossibilità di programmare la prossima stagione estiva, perché spiagge e lidi non sono accessibili, con gravi danni per cittadini e imprenditori». Il Comune, ha spiegato, ha già predisposto un progetto di ricostruzione da circa 13 milioni e mezzo di euro, chiedendo anche interventi strutturali di protezione e ripascimento dell’arenile.
Il presidente Occhiuto ha assicurato «il massimo impegno della Regione affinché arrivino nel più breve tempo possibile le risorse necessarie, con l’obiettivo di salvare quantomeno la stagione estiva». Forte la preoccupazione per la grave erosione costiera: «Sta cancellando metri di spiaggia. È fondamentale intervenire rapidamente e spendere velocemente le risorse disponibili. Ogni ritardo rischia di compromettere irrimediabilmente l’estate».
Nei prossimi giorni, ha aggiunto, arriveranno ulteriori fondi, ma «non basta l’emergenza: servono opere strutturali di protezione del litorale per dare una risposta definitiva a un problema che va avanti da troppo tempo».
Dopo Siderno, Occhiuto ha raggiunto Melito Porto Salvo, dove insieme al ministro Musumeci ha incontrato una delegazione di sindaci del Basso Jonio reggino, per fare il punto sui danni e sugli interventi prioritari. La decisione del Consiglio dei ministri rappresenta ora un passaggio cruciale per trasformare l’emergenza in azioni concrete a sostegno dei territori colpiti.
Prevenzione e ricostruzione, Musumeci avverte: “Serve ripensare urbanistica e infrastrutture”
«Occorre ricostruire presto, ma soprattutto ricostruire bene, per evitare che alla prossima mareggiata ci si ritrovi punto e a capo». È il messaggio lanciato dal ministro della Protezione civile Nello Musumeci da Melito Porto Salvo. In alcune aree la violenza delle onde ha stravolto la morfologia dei luoghi, rendendo necessaria una possibile revisione della pianificazione urbanistica e delle infrastrutture principali. «La pianificazione urbanistica – ha spiegato – deve finalmente dialogare con la Protezione civile. Bisogna capire dove esiste il rischio e dove il territorio è più vulnerabile, per intervenire in modo mirato».

Il ministro ha insistito sul concetto di prevenzione come bussola per il futuro: «Non basta lamentarsi delle responsabilità di Comuni, Regione o Governo. Se vogliamo restare su un territorio esposto a tanti rischi, dobbiamo imparare a convivere con essi. La prevenzione deve diventare l’obiettivo prioritario». Musumeci ha ricordato che il ciclone non è un evento eccezionale: «È già successo in passato, anche nel 2006. Non possiamo pensare che sia capitato una sola volta. È una criticità con cui dobbiamo fare i conti. Attrezziamoci, non limitiamoci a contare i danni».
Dopo l’incontro istituzionale, il ministro ha effettuato un sopralluogo sul lungomare di Melito Porto Salvo, in parte collassato. «In alcune zone – ha spiegato – il mare ha divorato 100-150 metri di spiaggia, arrivando a lambire la ferrovia e inghiottendo porzioni di lungomare. Qui bisogna ricominciare daccapo». Musumeci ha annunciato la convocazione dei dirigenti dei dipartimenti e ha aperto alla necessità di una pianificazione nazionale delle coste, da discutere anche con il Ministero dell’Ambiente. «Non parliamo di interventi risolvibili in pochi mesi – ha concluso –. Servirà tempo, perché bisogna progettare bene e costruire meglio».


















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