Calabria
Ciclone Harry: fondi bloccati da 6 anni per la difesa delle coste calabresi. Alecci accusa la Regione
Dopo i danni del ciclone Harry, il consigliere regionale Pd punta il dito sui ritardi nell’utilizzo di 65 milioni di euro di fondi, destinati alla protezione del litorale tirrenico

REGGIO CALABRIA – Il ciclone Harry ha fatto emergere tutte le fragilità del territorio ma anche la mancata spesa dei fondi per la difesa delle coste calabresi. A dirlo è il consigliere regionale del Partito democratico, Ernesto Alecci che punta il dito contro la Regione «Occhiuto chiede l’intervento del Governo nazionale, ma la Regione non è stata capace di spendere quelli già a disposizione».
Mentre la Calabria fa i conti con le macerie e la devastazione lungo le coste ritorna al centro del dibattito politico la vulnerabilità del territorio di fronte a eventi meteorologici sempre più frequenti. Nelle ultime ore il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha chiesto un intervento del Governo nazionale per rafforzare le politiche di prevenzione.
Occhiuto ha sollecitato un impegno concreto da parte dell’esecutivo centrale. «Mi auguro fortemente, per il bene della nostra terra, che ciò possa accadere nel minor tempo possibile e in maniera ingente, ben oltre le cifre (solo 33 milioni di euro!) ad oggi ottenute».
Ciclone Harry, critiche sulla gestione regionale dei fondi
Secondo Alecci, però, la richiesta di nuovi fondi si scontra con le responsabilità della Regione Calabria negli ultimi anni. «Non si può non evidenziare come in questi ultimi anni il Centrodestra, al governo in Calabria da più di 6 anni, non abbia fatto nulla per migliorare la situazione, pur avendone la possibilità», sostiene il consigliere.
I 65 milioni mai utilizzati: l’interrogazione e la risposta
Al centro delle accuse vi è una dotazione finanziaria di 65 milioni di euro del POR FESR FSE 2014/2020, destinata a interventi integrati per il completamento delle opere di difesa costiera del litorale tirrenico. Secondo Alecci, queste risorse sono rimaste inutilizzate per anni, nonostante fossero già disponibili. Alecci ricorda di aver presentato nel marzo 2022 un’interrogazione all’assessore regionale ai Lavori pubblici per chiedere spiegazioni sui ritardi nell’affidamento dei lavori. All’epoca, spiega, aveva anche denunciato pubblicamente la situazione di stallo.

Alla sua interrogazione, riferisce Alecci, fu risposto che già dal 2020 era stata nominata una commissione, riunitasi 13 volte, ma che nessun intervento era effettivamente partito. Nella risposta si faceva inoltre riferimento alle «diverse riorganizzazioni della struttura della giunta regionale e alle ristrutturazioni dei dipartimenti» che avrebbero inciso negativamente sull’efficienza della commissione, ammettendo che «il lasso di tempo intercorso era del tutto incoerente con i fenomeni in atto».
Secondo il consigliere Pd, quelle risposte hanno certificato i ritardi e «l’incapacità da parte del Centrodestra di spendere 65 milioni di euro di fondi già disponibili». Risorse che, sottolinea Alecci, «in questi 6 anni avrebbero certamente migliorato la condizione delle nostre coste e la capacità dei territori di difendersi da fenomeni meteorologici di questa portata». La polemica rilancia il tema della prevenzione e della programmazione degli interventi di difesa costiera. Un nodo che, dopo i danni provocati dal ciclone Harry, torna al centro del confronto tra Regione, Governo e opposizioni.


















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