Italia
Ciclone Harry, Musumeci «il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico»
Nell’aula del Senato l’informativa del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, sugli eventi meteorologici che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Bocciata la richiesta delle opposizioni di trasformare l’intervento in comunicazioni con voto

ROMA – Cambiamento climatico, frane e risorse per Sicilia, Calabria e Sardegna al centro dell’informativa del ministro Musumeci. Nell’aula del Senato l’informativa del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, sugli eventi meteorologici che hanno colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Prima dell’intervento, l’Aula ha discusso la proposta del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, di trasformare l’informativa in comunicazioni, con successivo voto di mozioni, come richiesto dalle opposizioni. La proposta è stata respinta con 81 voti contrari, 57 favorevoli e un astenuto. Di conseguenza, il calendario dei lavori non ha subito modifiche.
Musumeci al Senato «dati e criticità strutturali»
Nel suo intervento, Musumeci ha sottolineato la gravità del rischio idrogeologico: “Il rischio frane in Sicilia non è emergenziale, ma strutturale. Secondo i dati dell’Ispra aggiornati al 2024 circa nove comuni su dieci nell’isola presentano aree ad alto rischio frane”.
Il quadro nazionale non è migliore: “oltre il 94% dei comuni si trova in territori esposti al rischio idrogeologico, valanghe ed erosione costiera”.
Le polemiche e la frana di Niscemi
Il ministro ha respinto con fermezza le accuse rivoltegli in questi giorni: “non intendo certo ignorare la campagna mediatica che si è sviluppata attorno a presunte inefficienze del governo e di questo ministro. Giudizi sommari e frettolosi hanno cercato in malafede un capro espiatorio”. Riferendosi alla frana di Niscemi, Musumeci ha parlato di “sciacallaggio”: “prima di fare pagelle sulla credibilità degli altri bisognerebbe avere l’umiltà di pesare la propria credibilità”.

Le responsabilità del passato
“Ho il diritto e il dovere di respingere con fermezza la rappresentazione che isola strumentalmente un singolo passaggio negli ultimi tre mesi del mio mandato, dal maggio all’agosto del 22” ha sottolineato poi Musumeci rivendicando la correttezza del proprio operato. “Non è compito mio cercare i responsabili. Ci penseranno altre istituzioni, ma non sono disposto a fare da copertura a chi aveva il compito istituzionale dopo il 1997 di intervenire e non lo ha fatto”.
I pareri tecnici e la prevenzione
Il ministro ha ricordato i pareri della Commissione tecnica scientifica: “Già nel 2005 i tecnici scrivevano che il complesso franoso di Niscemi aveva dimensioni tali da rendere impossibile pensare a interventi di stabilizzazione definitiva. Credo di poter dire che tutte le istituzioni in questa triste storia debbano sentirsi coinvolte”. Sul fronte degli aiuti, ha annunciato nuovi fondi: “Il governo Meloni nei prossimi giorni provvederà a integrare alle tre regioni interessate le risorse necessarie per consentire gli interventi nel più breve tempo possibile”.
Le prime risorse consentiranno ai commissari di avviare i progetti e alcune opere potrebbero essere realizzate in pochi mesi, ma altre richiederanno più tempo.

Cambiamento climatico e cultura del rischio
Intervenendo anche alla Camera, il ministro ha collegato l’aggravarsi della situazione al clima: “si è aggravata negli ultimi anni a causa del cambiamento climatico. Nessuno nega che il clima sia cambiato. La nostra protezione civile è costruita sull’emergenza. Dovremmo invece insegnare ai bambini a scuola come comportarsi di fronte al rischio, perché la percezione del rischio non è una cultura molto diffusa”.
In aggiornamento



















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