Calabria
BUROCRAZIA VS PREVENZIONE
Ciclone Harry, Occhiuto a Porta a Porta: «Difficile mitigare il rischio idrogeologico, la burocrazia frena»
Il governatore della Calabria ieri sera ospite della trasmissione di Bruno Vespa su Rai 1 ha spiegato che la fragilità del territorio è data dal fatto che oltre all’abuso del suolo, oggi non si riesce ad intervenire in tempi brevi per prevenire il dissesto idrogeologico

COSENZA – Il dissesto idrogeologico, l’abuso del suolo fatto nel corso dei decenni passati e la difficoltà di intervenire in tempi rapidi. Su questa triade si fonda la fragilità del territorio italiano ed in particolare anche quello di Calabria, Sicilia e Sardegna colpite dal ciclone Harry.
È quello che ha ribadito il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, intervenuto nel programma Porta a Porta, di Bruno Vespa su Rai 1, che nella puntata di ieri sera ha affrontato il tema dell’emergenza maltempo. In studio, tra gli ospiti, oltre ad Occhiuto, anche il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano e la governatrice della Sardegna Alessandra Todde, in collegamento.

Rischio idrogeologico e burocrazia, Occhiuto: “Difficile intervenire”
Il governatore della Calabria ha parlato della gestione del territorio e delle difficoltà strutturali che ostacolano la prevenzione ambientale: «Negli anni si è abusato troppo del suolo, anche nella mia regione ho visto costruire a bordo di strade che non erano manco strade ma fiumi tombati».
Intervenire però, spiega Occhiuto non sempre è facile: «C’è una legislazione in Italia che rende difficile intervenire. Il ciclone in Calabria e Sicilia e l’alluvione in Sardegna, hanno dimostrato che il nostro sistema non è costruito per prevenire e mitigare il rischio idrogeologico».

Occhiuto ha spiegato che per effettuare un intervento di difesa dall’erosione costiera occorrono 18 pareri e allo stesso tempo «interventi che potrebbero durare un anno durano 7 anni perché per la nostra legislazione. Lo Stato controlla tutto all’inizio e non controlla dopo». Un parere che accoglie l’accordo della governatrice Todde.
Sarebbe utile, per Occhiuto, invertire il paradigma «facendo norme per programmare e finanziare gli interventi, dare la possibilità alle imprese e ai progettisti di farle e di pagare se si fanno male».
Abusivismo ed il protocollo con Legambiente
Il presidente della Regione Calabria ha poi specificato che il fenomeno dell’abusivismo edilizio contribuisce a rendere più fragili i territori e spesso questo è un problema che viene sottovalutato.
In Calabria però si è agito in sinergia: «Ho fatto un protocollo con Legambiente, abbiamo censito 11 mila abusi, di case abusive e parzialmente abusive» ha aggiunto specificando che sono state messe in campo misure straordinarie. «Ho dovuto commissariare 70 Comuni per fare in modo che si rispettasse questo».

«Nel 2023 abbiamo – ha detto ancota Occhiuto – abbiamo fatto demolire un immobile della ‘ndrangheta ma è difficile abbattere per vari motivi. A volte c’è la preoccupazione di incidere sulle famiglie che l’hanno fatto costruire, a volte c’è semplicemente un calcolo elettorale, altre volte c’è una impossibilità dei comuni a far fronte alle spese. Perché per smaltire i rifiuti bisogna spendere molto. Sarebbe utile che ci fosse un fondo dello Stato che desse la possibilità di fare gli abbattimenti, un fondo di rotazione a cui i comuni possano attingere».
Ciclona Harry, la Calabria e la valutazione dei danni
In merito ai danni in Calabria, dopo aver visto le immagini di Catanzaro Lido a seguito della devastazione del ciclone Harry Occhiuto ha ribadito: «Per la regione la nostra valutazione massima dei danni è di 300 milioni. Stiamo facendo una valutazione più puntuale con un link che abbiamo messo a disposizione di sindaci, imprese e cittadini per caricare una scheda e comunicare i danni che hanno subito».



















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