Area Urbana
La cicogna che porta i ricordi: 3 esemplari nati in Calabria raccontano un viaggio tra scienza ed emozioni
Simone, Carmine e Mathias, tre esemplari nati in Calabria nel 2024, dopo quasi due anni senza avvistamenti sono stati nuovamente identificati durante il loro viaggio migratorio

RENDE – Simone, Carmine e Mathias non sono soltanto tre esemplari di cicogna bianca, ma il simbolo di un progetto che unisce ricerca scientifica, tutela della biodiversità e memoria personale. Le tre cicogne sono nate in Calabria nella primavera del 2024 e sono state inanellate nell’ambito del progetto di monitoraggio della cicogna bianca realizzato in collaborazione con l’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.
A ciascun esemplare è stato assegnato il nome di una persona cara, scelto da chi ha voluto affidare un ricordo al viaggio di uno degli uccelli migratori più affascinanti d’Europa. Un gesto simbolico, nato dalla consapevolezza che, dopo l’involo, le possibilità di avere nuove notizie di una cicogna inanellata sono ridotte.

Progetto cicogna bianca: un nome, una storia da seguire
Dal 2019 a oggi in Calabria sono stati inanellati 168 pulli di cicogna bianca. Soltanto 20 sono stati successivamente osservati negli anni seguenti, circa il 12% del totale. Un dato che rispecchia la biologia della specie, considerando che il primo anno di vita rappresenta la fase più delicata, caratterizzata da un’elevata mortalità.
Il ritorno dopo migliaia di chilometri
La maggior parte delle cicogne osservate è stata intercettata nelle aree di nascita e alcuni esemplari sono tornati negli stessi territori per riprodursi, contribuendo alla crescita della popolazione calabrese. Informazioni fondamentali per gli studiosi, che permettono di ricostruire gli spostamenti e l’evoluzione della specie.
A raccontare le storie di Simone, Carmine e Mathias è Roberto Santopaolo della Lipu di Rende, che spiega come i tre esemplari, rappresentano qualcosa che va oltre il dato scientifico. Dopo l’involo avvenuto tra giugno e luglio 2024, avevano fatto perdere completamente le proprie tracce.
Carmine (PA716), nato nella Valle del Crati e inanellato il 30 maggio 2024, è stato fotografato il 19 aprile di quest’anno dal fotografo naturalista e socio LIPU Pierluigi Sacchetti mentre sorvolava il versante calabrese dello Stretto di Messina.

Pochi giorni dopo, il 5 maggio, è stata la volta di Mathias (PA720), nata nella Piana di Sibari e inanellata il 5 giugno 2024. L’esemplare è stato identificato dai volontari LIPU Roberto Santopaolo e Maurizio Zazzaro a Ferramonti di Tarsia, mentre sostava insieme a un gruppo di diciotto cicogne.

Simone, il ritorno più sorprendente
La storia di Simone (PA713) è forse quella più emozionante. Il 25 giugno i volontari LIPU Maria Corrado ed Ernesto Napolitano stavano monitorando un nido in Valle del Crati quando hanno notato una cicogna in volo, poi posata su un traliccio poco distante. Solo dopo aver analizzato le fotografie al computer è arrivata la scoperta: quell’esemplare portava un anello identificativo ed era proprio Simone, tornata a pochi chilometri dal luogo in cui era nata.

Le tre cicogne hanno già affrontato almeno una, probabilmente due, migrazioni complete tra la Calabria e l’Africa, percorrendo migliaia di chilometri. Il loro viaggio dimostra come la ricerca scientifica possa diventare anche un racconto collettivo capace di creare un legame tra persone e natura. Il progetto “Un nome per la Cicogna” racconta così una doppia storia: quella della biodiversità e quella dei ricordi affidati al volo degli animali. Ogni nuovo avvistamento non è soltanto un dato utile agli studiosi, ma il ritorno di una memoria che continua idealmente a viaggiare.


















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