Calabria
Cinquant’anni dalla scomparsa del magistrato calabrese Ferlaino, esempio di coraggio contro la mafia

CATANZARO – Era il 3 luglio 1975, quando il magistrato Francesco Ferlaino stava rientrando nella sua abitazione a Nicastro, in corso Nicotera a Lamezia Terme. Era appena sceso dalla Fiat 124 di servizio, insieme alla sua scorta, l’appuntato dei carabinieri Felice Caruso quando, all’improvviso, sbucò da una traversa un’Alfa Romeo amaranto. Dall’auto partì un duplice colpo di lupara che lo raggiunse alla schiena e il magistrato morì sul colpo. I sicari si dileguarono prima che la scorta potesse rispondere, abbandonando l’automobile rubata, ritrovata il giorno successivo a Copanello. Francesco Ferlaino era nato a Conflenti il 23 luglio 1914.
Fu un magistrato di spicco in Calabria. Entrato in magistratura nel 1943, divenne pretore e poi giudice istruttore a Nicastro per poi guidare la Corte d’Assise di Cosenza e più tardi quella d’Appello di Catanzaro. Fu anche Avvocato generale della stessa Corte d’Appello, contribuendo a processi storici contro la mafia, come quello sulla strage di Ciaculli e diversi sequestri di persona ad opera dell’Anonima Sequestri calabrese. Un uomo di rigore ucciso dalla prepotenza della mafia che non pagò mai del tutto. Le indagini furono guidate dal magistrato Pietro Carbone, ma non portarono a condanne durature. Alcuni sospettati furono prosciolti nel corso dei vari gradi di giudizio, e il delitto resta ancora oggi senza colpevoli.
Ferlaino è considerato il primo magistrato vittima della criminalità in Calabria. A cinquanta anni dalla sua morte, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato il sacrificio e l’impegno per la legalità, definendo il suo omicidio “spietato” e “un’esortazione continua a opporsi a chi calpesta lo Stato di diritto”.
Occhiuto: «Ferlaino coraggioso servitore dello Stato»
“Nel cinquantesimo anniversario della vile uccisione del magistrato Francesco Ferlaino, la Calabria onora la memoria di un uomo delle istituzioni che ha pagato con la vita il proprio coraggio, il proprio rigore e la propria incrollabile dedizione alla giustizia. Ferlaino fu il primo magistrato assassinato dalla mafia nella nostra Regione. Un omicidio efferato, che segnò profondamente la coscienza civile del Paese”.
Sono le parole, oggi, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. “Le sue indagini incisive e coraggiose avevano colpito duramente le organizzazioni criminali, che risposero con la violenza più brutale. Ricordare Francesco Ferlaino non significa solo rinnovare la memoria di un servitore dello Stato, ma anche riaffermare con forza l’impegno della Regione Calabria nel contrasto alla criminalità organizzata. A nome della Giunta e di tutta la comunità calabrese, desidero esprimere profonda vicinanza ai suoi familiari”.


















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