Calabria
Cosenza fa eccezione
Città sostenibili, il Sud arranca: Calabria fanalino di coda, solo Cosenza nella top 20
Secondo il rapporto Ecosistema Urbano 2024, i capoluoghi calabresi occupano gli ultimi posti in Italia. Cosenza resiste nella top 20, ma Catanzaro, Crotone, Vibo e Reggio Calabria crollano sotto i 25 punti su 100

COSENZA – La sostenibilità urbana in Italia rallenta e il Sud, ancora una volta, resta indietro. È quanto emerge dal nuovo rapporto Ecosistema Urbano 2024, l’analisi annuale di Legambiente realizzata in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che fotografa le performance ambientali di 106 capoluoghi di provincia. Il rapporto si basa su 19 parametri che fotografano le performance ambientali di 106 città capoluogo in 5 macroaree: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente.
A livello nazionale, la media complessiva dei punteggi cala al 54,24%, segnando un preoccupante -3,8% rispetto a due anni fa. A trainare la classifica sono Trento, Mantova e Bergamo, tutte oltre il 70%. Ma in fondo alla graduatoria il quadro si fa drammatico, e riguarda in larga parte la Calabria.
Cosenza fa eccezione
Reggio Calabria, Vibo Valentia e Crotone occupano gli ultimi tre posti in classifica, con punteggi inferiori ai 25 punti su 100. Male anche Catanzaro, che si posiziona al 102° posto, mentre Cosenza si distingue come unica eccezione positiva del Mezzogiorno: è 16esima, unica città del Sud nella top 20, pur perdendo tre posizioni rispetto allo scorso anno.
Il rapporto segnala anche criticità a livello nazionale: si riducono le isole pedonali, le aree a traffico limitato e le piste ciclabili, mentre cresce il consumo di suolo, con +6,3 mq di suolo impermeabilizzato per abitante tra il 2018 e il 2023, nonostante la diminuzione della popolazione urbana. In fondo alla classifica dunque, ci sono nove città del sud tra cui Caltanissetta (97°), Caserta (98°), Catania (100°), Palermo (101°), Catanzaro (102°), Napoli (103°), Crotone (104°), Vibo Valentia (105°), Reggio Calabria (106°) – che non arrivano a toccare il 35% del punteggio.

Per Legambiente, il dato calabrese rappresenta “un segnale allarmante”: l’arretramento continuo su mobilità sostenibile, gestione dei rifiuti, qualità dell’aria e verde urbano rende sempre più urgente un cambio di rotta. Interventi strutturali, pianificazione lungimirante e accesso ai fondi del PNRR dovranno essere le chiavi per invertire la tendenza e colmare un divario che, anno dopo anno, si fa sempre più profondo.



















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