COSENZA – E’ stato detto tanto, ma forse non ancora tutto sulla città unica Cosenza-Rende-Castrolibero. Gli interrogativi restano: il processo di fusione sarà utile ai comuni coinvolti? Arriveranno davvero nuovi finanziamenti? Ci saranno forme di risparmio? Ognuno manterrà la sua identità? Quale nome verrà dato alla città? Perché non è stata coinvolta anche Montalto Uffugo?
Tante le domande, quindi, alle quali non è stata data una risposta chiara. Ciò che è certo è che i comuni non gradiscono le ingerenze da parte della Regione Calabria, che, con la sua proposta di legge, ha quasi tolto ai comuni la possibilità di determinare il loro futuro.
Per chiarire, comunque, tanti aspetti, la consigliere comunale di Cosenza, Bianca Rende, ha deciso di organizzare un confronto per cercare di capire quelli che possono essere i pro ed i contro della fusione.
Allo stesso tavolo si sono ritrovati due sindaci come Franz Caruso e Flavio Stasi. Il primo coinvolto in questa fusione. Il secondo reduce dalla stessa esperienza. “Creare una realtà di oltre 100000 abitanti significa avere un peso politico importante in un territorio che soffre dello spopolamento” ha detto il primo cittadino di Cosenza, Franz Caruso, in riferimento ai pro della stessa fusione. Fra i “contro” le difficili condizioni economiche di Cosenza che dovrebbero essere assorbite dagli altri comuni.
“Ci sono delle prospettive importante – ha detto il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi – se la fusione è inquadrata nel contesto giusto. Ovvero uno strumento per riorganizzare le risorse e per avere una visione più organica di territorio“.






















Social