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Città unica, nuovo ospedale e periferie: la Cosenza del futuro? Maria Locanto «si costruisce nei fatti, non sulla carta»

Area Urbana

Città unica, nuovo ospedale e periferie: la Cosenza del futuro? Maria Locanto «si costruisce nei fatti, non sulla carta»

Maria Locanto, Vicesindaca di Cosenza e presidente dell’assemblea regionale del Partito Democratico della Calabria rilancia il progetto di Città unica con Rende e Castrolibero e sostiene la localizzazione del nuovo ospedale a Vaglio Lise tra rigenerazione urbana, periferie e ruolo dell’Unical

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Cosenza Maria Locanto

COSENZA – Costruire la Cosenza del futuro attraverso scelte strategiche su infrastrutture, sanità pubblica, università e periferie: è questa la visione tracciata da Maria Locanto, Vicesindaco di Cosenza e Presidente dell’Assemblea regionale del Partito Democratico della Calabria. Maria Locanto, che in un intervento pubblico ha ribadito la propria posizione a due anni di distanza dalla prima battaglia politica condotta all’interno del PD in favore della fusione. “Un progetto ad ampio raggio che punta all’integrazione reale dell’area urbana, superando i semplici confini amministrativi.

La Locanto ricorda come nel 2024 avesse sostenuto con forza il ruolo del suo partito come motore popolare del processo di unificazione, immaginando i tre Comuni non come una semplice somma amministrativa, ma come un’unica grande comunità urbana in grado di competere sul piano degli investimenti, dei servizi e dello sviluppo.

Il referendum del 1° dicembre 2024: cosa dicono i numeri

Il percorso verso la fusione si è scontrato con l’esito del referendum del 1° dicembre 2024, che ha visto prevalere il “no” con il 58,23% dei consensi complessivi. Un dato che, tuttavia, nasconde una spaccatura territoriale significativa: nella sola città di Cosenza, pur con un’affluenza contenuta, il “sì” ha sfiorato il 70%.

Per la vicesindaca, quel risultato politico va rispettato, ma non chiude la partita. Al contrario, consegna alla politica locale la responsabilità di costruire l’area urbana attraverso i fatti concreti — servizi comuni, infrastrutture, mobilità, sanità, università e urbanistica coordinata — prima ancora che attraverso una modifica dei confini amministrativi.

Referendum Città unica

Il nuovo ospedale di Cosenza: perché Vaglio Lise

Il cuore politico dell’intervento di Locanto riguarda però un dossier più immediato e concreto: la localizzazione del nuovo ospedale di Cosenza. Secondo la vicesindaca, l’area di Vaglio Lise rappresenta la scelta più funzionale e strategica per l’intera provincia, non in contrapposizione a Rende ma, semmai, in una logica di integrazione territoriale.

I punti di forza indicati per Vaglio Lise sono essenzialmente tre: la posizione centrale rispetto al cuore dell’area urbana Cosenza-Rende, disponibilità di spazi adeguati per un hub sanitario di grandi dimensioni e un sistema di collegamenti che ne faciliterebbe la raggiungibilità da tutta la provincia di Cosenza. Un nuovo ospedale in quest’area, sottolinea Locanto, diventerebbe non solo un presidio sanitario d’eccellenza ma una vera e propria infrastruttura fondativa della futura area urbana, capace di saldare materialmente territori che già oggi vivono come un’unica comunità nella quotidianità dei cittadini.

La partita sulla localizzazione dell’ospedale non è però soltanto politica. Il Comune di Cosenza ha promosso un giudizio amministrativo sulla questione, con udienza fissata davanti al TAR il prossimo 15 dicembre. Locanto, pur evitando di sovrapporre il piano politico a quello giudiziario, ha scelto di ribadire pubblicamente quale idea di città e di sanità territoriale il PD cosentino intende sostenere in questa fase.

locanto maria vicesindaco cosenza 02

Periferie e rigenerazione urbana: il destino dell’Annunziata

Un altro asse portante della riflessione riguarda le periferie cittadine. Per Locanto, realizzare a Vaglio Lise una delle infrastrutture pubbliche più rilevanti della Calabria significherebbe innescare un processo di rigenerazione di un’intera porzione di città, oggi percepita come marginale, restituendole centralità e nuove connessioni. Contestualmente, la scelta aprirebbe la strada a un ripensamento dell’attuale sede ospedaliera dell’Annunziata, che potrebbe evolversi in una “Cittadella della salute” e diventare il fulcro di un intervento di rigenerazione e ricucitura urbana di dimensioni mai viste prima a Cosenza, con ricadute positive anche sul centro storico. La vicesindaca precisa comunque che la realizzazione del nuovo ospedale e il mantenimento della piena funzionalità dell’attuale struttura devono procedere in parallelo, senza soluzione di continuità nell’erogazione dei servizi sanitari.

Gli investimenti già realizzati nei quartieri periferici

L’attenzione alle periferie, secondo Locanto, non è soltanto una prospettiva futura ma un tratto già presente nell’azione amministrativa della giunta cosentina. Tra gli interventi richiamati c’è il più grande investimento pubblico della storia recente destinato al centro storico, oltre 8 milioni di euro stanziati per la riqualificazione dei quartieri di Serra Spiga e San Vito e gli interventi sull’edilizia residenziale pubblica in via Popilia, via Albo e via degli Stadi.

Il nuovo rapporto con l’Università della Calabria

Nel ragionamento della vicesindaca trova spazio anche il rapporto tra la città e l’Università della Calabria (Unical). Locanto evidenzia come un obiettivo per anni rimasto solo un auspicio sia oggi diventato realtà: la presenza fisica dell’ateneo dentro il tessuto urbano cosentino, con l’insediamento nel complesso monumentale di San Domenico dei corsi di laurea delle professioni sanitarie — Infermieristica e Fisioterapia — che hanno trasformato l’area in un vero polo universitario nel cuore della città antica.

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Una città policentrica come premessa alla Città unica

Nella visione tracciata da Locanto, il nuovo ospedale, l’università diffusa e la riqualificazione dei quartieri periferici sono tasselli di uno stesso disegno: una Cosenza policentrica e inclusiva, capace di valorizzare la propria pluralità territoriale come premessa concreta, e non contraddizione, rispetto al progetto di Città unica.

La vicesindaca conclude ribadendo che la Città unica, prima ancora di nascere attraverso un atto formale o un confine tracciato sulla carta, deve nascere attraverso le cose che concretamente uniscono i territori: un ospedale, un’università, una rete di trasporti efficiente, servizi condivisi e quartieri ricuciti tra loro. Un obiettivo che, secondo Locanto, punta a rendere Cosenza non una periferia rassegnata al proprio ruolo, ma un punto di riferimento politico e culturale per l’intero Mezzogiorno d’Italia.

 

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