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“Come chiunque altro”: la Dante Alighieri porta il libro di Francesco Chiarello nella Casa Circondariale di Paola

Tirreno

“Come chiunque altro”: la Dante Alighieri porta il libro di Francesco Chiarello nella Casa Circondariale di Paola

Straordinario incontro nel carcere di Paola. La Società Dante Alighieri porta il libro di Francesco Chiarello tra i detenuti. Un dialogo senza filtri su dignità e riscatto

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“Come chiunque altro

PAOLA (CS)  La cultura e la lettura superano le barriere del pregiudizio ed entrano all’interno delle carceri calabresi come autentici strumenti di riscatto e dignità umana. Nell’ambito del consolidato protocollo d’intesa stretto tra la Società Dante Alighieri (Comitato di Cosenza) e la Casa Circondariale di Paola – a firma rispettivamente della Presidente, prof.ssa Maria Cristina Parise, e del Direttore, dott.ssa Emilia Boccagna – oggi si è svolta una toccante giornata culturale incentrata sulla presentazione del libro di Francesco Chiarello, intitolato “Come chiunque altro” (Pellegrini Editore).

L’evento ha visto la partecipazione del Comandante dell’Istituto, Commissario Gianluca Scibelli, del personale della Polizia carceraria, delle funzionarie giuridico-pedagogiche, dottoresse Metallo e Gentile, e di un numeroso e profondamente partecipe gruppo di detenuti. L’incontro è stato introdotto dalla Presidente Maria Cristina Parise, che ha fortemente voluto e sostenuto l’iniziativa, mentre il coordinamento del dibattito è stato affidato al responsabile della comunicazione della Dante di Cosenza, dott. William Lo Celso.

Il viaggio di una vita: dalla poliomielite alla rivendicazione dei diritti

L’opera di Francesco Chiarello attraversa in modo trasparente l’intera esistenza dell’autore: dalla poliomielite contratta in tenera età agli anni trascorsi all’AIAS di Cosenza, fino alla lunga e faticosa battaglia civile per il diritto al lavoro delle persone con disabilità, senza tralasciare le grandi passioni per il teatro e l’amore. Al centro delle pagine emerge una rivendicazione forte e universale: il diritto di essere considerati persone intere e uniche, rifiutando qualsiasi sterile etichetta o categorizzazione sociale.

Un dialogo senza filtri oltre le sbarre: il confronto con i detenuti

«Perché normalizzare la mia diversità quando semmai è la normalità che va diversificata?»  È stato proprio questo l’incipit che ha dato vita a un confronto intenso e spontaneo con la platea dei ristretti. I detenuti, che hanno avuto l’opportunità di leggere il volume nei giorni precedenti all’incontro, hanno incalzato l’autore con domande profonde e mai scontate, trovando risposte sincere, immediate e prive di filtri retorici. Chiarello ha condiviso la propria esperienza parlando apertamente del dolore e del rifiuto di quell’atteggiamento pietistico che spesso isola più dell’indifferenza, creando un parallelismo invisibile ma potente con la condizione vissuta da chi si trova privato della libertà personale.

La cultura come strumento di libertà

L’emozionante incontro si è chiuso con la lettura condivisa dell’ultima pagina del volume, un autentico manifesto che invita i lettori a rimettersi costantemente in gioco e a non abbassare mai lo sguardo di fronte alle sofferenze della vita: «Il mondo migliore per cui ho lottato è anche tuo». Per la Società Dante Alighieri di Cosenza, questo appuntamento non fa che confermare il valore fondamentale della parola scritta, della lingua e della letteratura. Strumenti che, quando guidati da sinergie istituzionali illuminate, si dimostrano capaci di abbattere i muri dell’isolamento, portando un messaggio di libertà interiore e dignità in ogni luogo e a ogni persona.

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