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Commemorazione Cutro negata per “mancanza di contraddittorio”, dietrofront e chiarimento del dirigente

Calabria

Commemorazione Cutro negata per “mancanza di contraddittorio”, dietrofront e chiarimento del dirigente

Il dirigente del Barlacchi-Lucifero di Crotone spiega l’equivoco sulla mancata autorizzazione all’evento in memoria delle vittime del naufragio del 26 febbraio 2023: “errore interpretativo, mi rendo disponibile per il 25 febbraio”

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cutro ufficio scolastico

CROTONE – Dietrofront sulla commemorazione della strage di Cutro dopo che anche l’Ufficio scolastico regionale era intervenuto sullo stop da parte del dirigente del Barlacchi-Lucifero di Crotone per “mancanza di contraddittorio” all’evento di commemorazione sul naufragio del 26 febbraio 2023. L’Ufficio scolastico regionale per la Calabria lo aveva invitato a rivedere la decisione, dopo le proteste di sindacati e politica. E così è stato. Girolamo Arcuri spiega l’equivoco sulla mancata autorizzazione all’evento in memoria delle vittime del naufragio del 26 febbraio 2023. “Errore interpretativo, mi rendo disponibile per il 25 febbraio”.

Il dirigente “un equivoco, avevo autorizzato l’evento per Cutro”

«Voglio ricucire questo equivoco con la Cgil e organizzare il ricordo delle vittime di Cutro per giorno 25». Con queste parole Girolamo Arcuri, dirigente scolastico dell’Istituto “Barlacchi-Lucifero” di Crotone, rompe il silenzio sulla mancata autorizzazione alla manifestazione in memoria delle 94 vittime del naufragio di Cutro, avvenuto il 26 febbraio 2023. Dopo giorni di polemiche, Arcuri interviene per chiarire la propria posizione e spiegare cosa è accaduto sul piano amministrativo.

«La mia scuola – spiega – ha sempre onorato la memoria delle vittime di Cutro ospitando diverse iniziative. Ero stato io a far contattare la Cgil per chiedere di organizzare la manifestazione. Ed avevo autorizzato l’evento. C’è anche un mio dispositivo in tal senso». Il dirigente ricostruisce così la genesi dell’iniziativa, sottolineando di aver sostenuto fin dall’inizio l’organizzazione dell’evento promosso dalla CGIL.

«Ho chiesto ai miei uffici di chiedere a Cgil di ampliare il dibattito. Successivamente c’è stato un errore interpretativo a livello amministrativo di cui mi rammarico e mi rendo immediatamente disponibile per la celebrazione dell’evento». Arcuri non nasconde il rammarico per quanto accaduto: «E’ stato un equivoco che ha generato il caos. Vorrei ricucire con Cgil e invitare tutti. Vogliamo farlo il 25 febbraio. Oggi è domenica domani contatterò la Cgil per chiedere di organizzare la manifestazione per la quale avevamo anche preparato con gli studenti una serie di elaborati ed un video messaggio per il presidente Mattarella».

Il riferimento è al videomessaggio che gli studenti avevano realizzato per il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo iniziative per non dimenticare la tragedia che ha segnato profondamente il territorio crotonese e l’intero Paese.

fiaccolata cutro 26 febbraio 2024

“Finito in un tritacarne mediatico”

«Io – conclude Arcuri – ho fatto sempre eventi di memoria nelle scuole che ho diretto perché so quanto sia importante per i ragazzi. Sono finito in un tritacarne mediatico passando come una persona che voleva negare proprio quella di Cutro che ha colpito così direttamente il territorio». Parole che segnano un tentativo di distensione dopo lo scontro istituzionale e politico degli ultimi giorni. Ora l’attenzione si sposta sulla possibile riorganizzazione dell’evento il 25 febbraio, con l’obiettivo dichiarato di trasformare la polemica in un momento condiviso di memoria e riflessione.

Cutro, il richiamo dell’Ufficio scolastico regionale «inopportuno»

In merito era intervenuto anche l’Ufficio scolastico regionale spiegando che la circolare ministeriale del 7 novembre scorso sulle “manifestazioni ed eventi pubblici all’interno delle istituzioni scolastiche” «non riguarda eventi che hanno un significato di alto valore umanitario». Il chiarimento arriva dall’Ufficio scolastico regionale per la Calabria che è intervenuto sul caso dello stop alla commemorazione del naufragio di Cutro all’IIS Barlacchi-Lucifero di Crotone.

«Il ricordo di un evento doloroso del nostro Paese come quello della tragedia di Cutro, che ci accomuna tutti in un unico sentimento di compassione, non può essere ricompreso nelle fattispecie contemplate dalla circolare ministeriale». Per questo motivo l’Ufficio scolastico regionale «ritiene inopportuno» quanto disposto dal dirigente dell’istituto e lo aveva invitato a rivedere la propria posizione, «a difesa dei valori fondanti della nostra Costituzione».

USR, le precisazioni di Loredana Giannicola

A spiegare nel dettaglio il contenuto della circolare è stata Loredana Giannicola, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Calabria. «Il documento – ricorda – richiama l’attenzione sulla necessità che i principi, ribaditi nelle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, del pluralismo, della partecipazione, della solidarietà, del dialogo e del rispetto reciproco ispirino la complessiva organizzazione dell’offerta formativa curricolare ed extracurricolare e l’intero svolgimento delle attività scolastiche. Ciò, evidentemente, per assolvere al dovere primario di ciascuna istituzione scolastica di promuovere lo sviluppo e la crescita di ogni singolo studente e di assicurare il benessere e l’armonia dell’intera comunità scolastica».

Naufragio di Cutro ufficio scolastico

«Sotto tali profili – continua la direttrice dell’Ufficio scolastico – appare importante che l’organizzazione e lo svolgimento, all’interno delle istituzioni scolastiche, di manifestazioni ed eventi pubblici di vario tipo aventi ad oggetto tematiche spesso di ampia rilevanza politica e sociale, siano caratterizzati dalla presenza di ospiti ed esperti di specifica competenza e autorevolezza. Si ritiene, infatti, che nell’organizzazione di tali eventi, il cui valore formativo rimane indiscusso, le istituzioni scolastiche, nell’ambito dell’autonomia loro riconosciuta, debbano operare in modo da assicurare il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione e garantire, in ogni caso, il dialogo costruttivo e la formazione del pensiero critico». Ma, ribadisce, la commemorazione della tragedia di Cutro «non può essere ricompresa nelle fattispecie contemplate dalla circolare ministeriale».

Lo stop alla manifestazione e il nodo “contraddittorio”

La vicenda era partita dalla decisione del dirigente dell’IIS Barlacchi-Lucifero di Crotone di non autorizzare la manifestazione promossa dalla CGIL dal titolo “Steccato di Cutro, una ferita aperta – il valore dell’umanità”, prevista il 25 febbraio nell’istituto. Nel programma era inserito anche un videomessaggio degli studenti rivolto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con cui i ragazzi chiedevano al Capo dello Stato di promuovere azioni per non dimenticare quanto accaduto il 26 febbraio 2023 sulla spiaggia calabrese, dove morirono 94 persone – 35 delle quali minori – nel naufragio di un caicco carico di migranti.

Il dirigente aveva motivato la revoca con la “mancanza di contraddittorio”, richiamando la circolare del ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che prevede il rispetto del pluralismo e della libertà di opinione negli eventi scolastici.

Le reazioni: “Ricordare non è propaganda”

La decisione aveva scatenato reazioni immediate. «Ricordare non è un atto di parte. Commemorare non è propaganda. Di fronte a una tragedia umana di tale portata, chi dovrebbe o potrebbe rappresentare il contraddittorio?» hanno scritto Cgil e Flc Cgil Calabria. Secondo Gianna Fracassi, segretaria generale della Flc, la vicenda rappresenta «una torsione gravissima del ruolo della scuola, che da luogo di educazione alla cittadinanza diventa ostaggio della paura e dell’autocensura». Fracassi ha chiesto il ritiro immediato del provvedimento, «che rappresenta una delle pagine più buie per la scuola italiana degli ultimi anni».

Per Alfonso Marcuzzo, segretario Flc Cgil Calabria, «non c’era nulla di politico per il quale necessitasse un contraddittorio». Gli studenti, tramite la loro rappresentante Adriana Podella, hanno espresso «sincera vicinanza a tutte le persone colpite da una tragedia così recente e dolorosa». «La memoria – spiega l’avvocato Francesco Verri, legale dei familiari delle vittime – non è tema sul quale ci si possa dividere».

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