Calabria
IL REPORT
Comuni in rosso, la Calabria nella morsa dei debiti: oltre 1 miliardo da risanare
Secondo il referto della Corte dei conti, tra Sicilia, Calabria e Campania sono attive 880 procedure di dissesto e riequilibrio, con oltre 1.000 Comuni coinvolti e un debito complessivo superiore agli 8 miliardi di euro.

COSENZA – Il dato dei dissesti nei Comuni italiani conferma una crescita significativa, con circa 60 nuovi casi all’anno dal 2012 e una marcata differenziazione nella distribuzione territoriale. A fine 2024 – si legge nel referto monotematico sulle crisi finanziarie dei Comuni, approvato dalla Corte dei conti,- risultano attivate 1383 procedure (795 dissesti e 588 riequilibri), di cui 880 in Sicilia, Calabria e Campania, con 1.001 Comuni coinvolti.
I 487 procedimenti tuttora in corso (227 dissesti e 260 riequilibri), pur rappresentando solo il 6,1% dei 7896 Comuni italiani, interessano comunità vicine agli 8 milioni di abitanti e una massa debitoria complessiva superiore agli 8 miliardi di euro.
Il dato è più alto nei Comuni più grandi, dove la maggiore articolazione organizzativa rende più difficile il percorso di risanamento. Nei centri minori, invece, gli interventi di accompagnamento consentono solitamente condizioni di equilibrio più rapide. Lo scenario, pur concentrato soprattutto nel Mezzogiorno, con casi limitati al Nord, assume rilievo per l’impatto sui territori più popolosi.
Allarme dissesti: maggiore concentrazione in Sicilia, Calabria e Campania
La maggiore concentrazione delle situazioni critiche si registra in Sicilia, Calabria e Campania. L’andamento appare, invece, più contenuto nelle altre regioni del Sud, pur coinvolgendo, o avendo coinvolto, centri medio-grandi come Brindisi, Chieti, Foggia, Lecce, Taranto e Potenza. Nel Centro Italia il numero dei casi è limitato, ad eccezione del Lazio. Al Nord, infine, l’incidenza resta marginale, pur interessando alcune realtà di rilievo come Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese.
La Corte dei Conti ricostruisce le procedure di riequilibrio e dissesto dei Comuni avviate sia nel 2024 che nel primo semestre 2025 e sottolinea le criticità emerse e gli interventi necessari per rafforzare la gestione delle crisi e la stabilità finanziaria degli enti locali. Per la Corte l’attuale assetto normativo “non risulta più adeguato e richiede una riforma organica”.

I “Patti con il Governo”, introdotti nel 2021-2022 per i Comuni capoluogo e non ancora recepiti nel TUEL, scrive, stanno producendo risultati positivi nei contesti più complessi, rafforzando la cooperazione tra livelli di governo e contribuendo a superare diverse criticità, anche in assenza di precedenti procedure di crisi, come a Venezia, Torino, Salerno e Genova.
“L’impiego di strumenti di previsione basati su algoritmi e intelligenza artificiale – conclude la magistratura contabile – potrebbe rafforzare in modo significativo la capacità di prevenzione. In questa prospettiva si colloca il progetto MoDì, un modello sviluppato dalla Corte per l’individuazione tempestiva dei segnali di rischio di squilibrio economico-finanziario”.




















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