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Concluso in Calabria il monitoraggio del ‘fratino’, crescono le coppie ma il turismo minaccia i nidi

Calabria

Concluso in Calabria il monitoraggio del ‘fratino’, crescono le coppie ma il turismo minaccia i nidi

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Fratino - foto Nicola Romeo Arena

RENDE – Si conclude un altro anno di monitoraggio lungo le coste calabresi per censire e mettere in sicurezza la popolazione nidificante di fratino (Charadrius alexandrinus). Nelle 27 aree controllate, divise tra il Tirreno e lo Ionio, sono stati rinvenuti 7 nidi, 3 in più rispetto al 2022, oltre a qualche individuo singolo e un gruppo di 25 fratini che ha stazionato sulla spiaggia di Catanzaro lido tra gennaio e i primi di marzo. I dati sono stati resi noti dalla Lipu Calabria, i cui volontari (41) hanno percorso 73 chilometri, 15 in più rispetto al 2022, per un totale di 648 ore impegnate e 185 uscite effettuate

Il periodo scelto per l’azione dei volontari e volontarie della Lipu, provenienti da tutta la regione, è stato quello che va da marzo ad agosto di quest’anno, ed è stato realizzato in coordinamento con il settore Area Conservazione Natura della sede nazionale Lipu e con il Comitato Nazionale per la conservazione del Fratino (CNCF). L’obiettivo è stato quello di salvaguardare questa specie dalle costanti pressioni alle quali è sottoposta, arricchire i dati a livello regionale e sensibilizzare l’opinione pubblica, i comuni e gli Enti preposti alla gestione di queste aree.

La specie a rischio

Alla base della minaccia per il fratino, pressioni da diverse direzioni: una forte urbanizzazione delle coste, un diffuso e intensivo turismo balneare e attività connesse, la pulizia meccanica delle spiagge (che distrugge spesso i nidi), la presenza di moto e fuoristrada e cani non gestiti dai proprietari e liberi di predare i pulcini. La specie purtroppo risulta in cattivo stato di conservazione, La Lista Rossa IUCN degli uccelli nidificanti in Italia 2021 ha collocato il fratino tra le specie Endangered (EN) in pericolo e nella guida realizzata dalla LIPU Conoscerli, proteggerli. Guida allo stato di conservazione degli uccelli in Italia, è stato assegnato “semaforo rosso”. Senza alcun intervento atto a mitigare o eliminare le minacce la loro estinzione è prospettiva concreta.

Dei 4 siti riproduttivi del 2022, solo 2 sono stati confermati nel 2023, le altre nidificazioni sono avvenute in nuovi siti. Delle 5 province monitorate solo quelle di Catanzaro e Crotone hanno ospitato nidificazioni, 5 sul lato ionico e 2 su quello tirrenico.

“La scarsità di nidi trovati – affermano i volontari della Lipu – ci fa capire la rarità di questa specie e nel contempo, lo status di conservazione non ottimale delle nostre spiagge. Il fratino è infatti anche un indicatore ecologico dello stato di salute dell’ambiente costiero e la sua assenza è indice di una spiaggia priva di elementi di naturalità, dove le attività umane intervengono alterando l’equilibrio di un ecosistema complesso”.

Fratino - foto luigi sebastiani

Comportamenti da evitare

Da segnalare anche alcuni episodi che se pur commessi in buona fede sarebbero potuti essere dannosi: alcuni pulcini sono stati erroneamente prelevati dalle spiagge da bagnanti e pescatori perché considerati in difficoltà. Tale azione è da evitare in quanto i piccoli sono autonomi già dalla nascita e vengono accuditi dai genitori che sono sempre nei pressi. “Comportamenti che denotano quanta poca conoscenza purtroppo vi è ancora su questa specie – aggiungono i volontari – Per fortuna il tempestivo intervento dei naturalisti della Lipu ha scongiurato il peggio e hanno fatto sì che i piccoli si ricongiungessero ai genitori”.

L’attività di monitoraggio inoltre è stata portata avanti in collaborazione con altre associazioni operanti sul territorio proprio nell’ottica di creare una rete estesa di associazioni e volontari in tutta la regione, in particolare con Circolo Ibis per l’ambiente ODV – Crotone, La Rete – Squillace (CZ), Auser Senza Barriere – Ardore (RC), Baia di Borea APS di Calopezzati (CS) e Fare Ambiente – Laboratorio Verde di Cosenza. “Facciamo appello alle istituzioni preposte e a tutti i cittadini che vogliano partecipare a questa attività di ricerca e di salvaguardia del nostro territorio costiero di unirsi a noi – spiegano ancora i volontari Lipu – abbiamo bisogno di fare rete, in un’ottica di citizen science, che possa monitorare, proteggere questa straordinaria specie. La conoscenza e la consapevolezza all’interno di una rete ampia di persone – concludono – può essere un’arma efficace contro le deturpazioni, le opere inutili, gli eventi dannosi, gli illeciti ambientali e gli interessi economici di pochi”.

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