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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Cosenza Calcio: potrà giocare al Marulla. Ma lo stadio è in queste condizioni

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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Cosenza Calcio: potrà giocare al Marulla. Ma lo stadio è in queste condizioni

I giudici di Palazzo Spada sospendono il provvedimento del Comune che bloccava l’impianto per 18 mesi: no all’ipotesi Crotone per motivi di viabilità e ordine pubblico. Ora il Municipio dovrà valutare cantieri separati e capienza ridotta

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Stadio Marulla Spelacchiato Cosenza Calcio

ROMA – Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso cautelare d’urgenza presentato dal Cosenza Calcio, per congelare le ordinanze comunali e riottenere la disponibilità dell’impianto cittadino che, verso la fine di settembre, dovrebbe vedere l’avvio dei lavori di restyling. Dopo la pronuncia sfavorevole del TAR della Calabria, la società rossoblu ha incassato invece l’esito favorevole e potrà tornare a giocare le gare casalinghe allo stadio Marulla che però si presenta  condizioni pessime.

Con l’ordinanza n. 03661/2026 (pubblicata il 2 settembre 2026), i giudici di Palazzo Spada hanno sospeso l’efficacia del provvedimento con cui il Comune di Cosenza aveva disposto la sospensione della concessione d’uso dell’impianto per ben 18 mesi a causa dei lavori di cantiere.

Danni irreversibili e criticità del “trasferimento” a Crotone

Nel motivare la decisione presa durante la camera di consiglio del 1° settembre 2026, il Collegio presieduto dal magistrato Massimiliano Noccelli (relatrice la consigliera Rosaria Maria Castorina) ha evidenziato come una sospensione prolungata di un anno e mezzo della concessione potesse generare «conseguenze irreversibili per la società appellante in termini di immagine, di risultati sportivi ed economici».

I giudici amministrativi hanno espresso forti perplessità anche sull’ipotesi alternativa di far disputare le partite casalinghe del Cosenza allo stadio di Crotone. Nell’ordinanza si legge infatti che il trasferimento a Crotone appare «di difficile praticabilità» per due ragioni fondamentali: Logistica e trasporti ,con una distanza di oltre 100 km tra i due capoluoghi, aggravata dall’assenza, allo stato attuale, di stabili collegamenti ferroviari diretti e motivi di Ordine pubblico: la documentata ed accesa rivalità tra le opposte tifoserie.

Stadio San Vito Marulla Cosenza - tribuna B Cosenza Calcio

Capienza ridotta e cantiere separato per giocare in casa

Pur ribadendo che le esigenze di incolumità pubblica restano inderogabili, il Consiglio di Stato ha sollecitato l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco a valutare soluzioni alternative al blocco totale dello stadio. Il Comune dovrà infatti verificare se sia possibile individuare accorgimenti tecnici ed organizzativi – come prescrizioni di sicurezza, limitazioni della capienza, separazione netta delle aree di cantiere e una diversa programmazione dei lavori – utili a consentire il regolare svolgimento delle partite ufficiali dei rossoblù.

Tra l’altro, come evidenziato nello stesso provvedimento di Palazzo Spada, tali opzioni erano già previste nella documentazione della gara d’appalto per i lavori, che premiava proprio la capacità dell’impresa aggiudicataria di garantire la continuità delle attività sportive ed agonistiche in concomitanza con gli interventi.

Cosenza Calcio Stadio MArulla Guarascio

Cosenza Calcio: gli atti trasmessi ora al Tar

A seguito dell’accoglimento dell’istanza cautelare del Cosenza Calcio (difeso dagli avvocati Francesco Antonio Caputo, Flavio Iacovone e Bernardo Giorgio Mattarella), gli atti sono stati trasmessi al TAR Calabria per la sollecita fissazione dell’udienza di merito. Le spese del giudizio cautelare sono state compensate tra le parti. L’ordinanza riapre concretamente la possibilità per il Cosenza Calcio e per i propri tifosi di continuare a vivere le gare casalinghe tra le mura amiche del Marulla, imponendo al Comune e ai tecnici una revisione delle modalità di gestione del cantiere

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