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Travolti durante un controllo a Corigliano Rossano: Rapani visita i carabinieri feriti

Ionio

Travolti durante un controllo a Corigliano Rossano: Rapani visita i carabinieri feriti

Un controllo finito con il ferimento dei carabinieri a Corigliano Rossano riaccende il dibattito su sicurezza e presidi dello Stato nella città più popolosa della Sibaritide

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CORIGLIANO ROSSANO (CS) – Questa mattina il Senatore Ernesto Rapani (Fdi), membro della commissione Giustizia del Senato, si è recato presso la caserma dei carabinieri di Corigliano Rossano per esprimere solidarietà ai militari rimasti feriti durante un’attività di controllo del territorio.

Carabinieri investiti a Corigliano Rossano, Rapani: “Supporto dell’esercito”

I carabinieri sono stati travolti da una moto condotta da un soggetto con precedenti penali che non si è fermato all’alt imposto dai militari. Ad accogliere il parlamentare è stato il tenente colonnello Marco Filippi. Nel corso dell’incontro, Rapani ha manifestato vicinanza all’Arma e ha ribadito l’attenzione verso chi opera quotidianamente per la sicurezza dei cittadini: «Chi indossa una divisa rappresenta lo Stato, lavora per garantire sicurezza, non può essere lasciato solo».

Nel confronto si è discusso anche della necessità di rafforzare la presenza istituzionale sul territorio. Il senatore ha confermato l’impegno a sostenere l’elevazione a Gruppo dell’attuale reparto territoriale di Corigliano Rossano, alla luce dei recenti episodi criminali, dell’estensione urbana e del numero di abitanti, tra i più alti in Calabria.

Altro tema affrontato è stato il supporto dell’Esercito alle forze dell’ordine, con particolare riferimento alla vigilanza dei cantieri del nuovo ospedale della Sibaritide, più volte colpiti da incendi. Una soluzione che consentirebbe di liberare personale oggi impegnato in servizi di sorveglianza fissa.

“Siamo furiosi e siamo stanchi, e soprattutto siamo inermi davanti a uno Stato che continua a chiedere sacrifici alle Forze dell’Ordine senza garantire tutele reali”: lo afferma il Nuovo Sindacato Carabinieri attraverso Antonio Noè, commissario straordinario della sigla nella Regione Calabria, a seguito del gravissimo episodio avvenuto di recente a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, dove due militari della Sezione Radiomobile sono stati volontariamente investiti da un soggetto che ha ignorato l’alt.

Nsc Calabria: “Atto criminale consapevole”

“Siamo furiosi e siamo stanchi, e soprattutto siamo inermi davanti a uno Stato che continua a chiedere sacrifici alle Forze dell’Ordine senza garantire tutele reali”: lo afferma il Nuovo Sindacato Carabinieri attraverso Antonio Noè, commissario straordinario della sigla nella Regione Calabria, a seguito del gravissimo episodio avvenuto di recente a Corigliano-Rossano, in provincia di Cosenza, dove due militari della Sezione Radiomobile sono stati volontariamente investiti da un soggetto che ha ignorato l’alt.

“In questo caso – afferma Antonio Noè – non si parla né di resistenza né di incidente: quanto accaduto è un atto criminale consapevole e di violenza diretta contro lo Stato e gli uomini in divisa, lasciati troppo spesso soli”.

“Esprimiamo piena, totale e incondizionata vicinanza ai colleghi – prosegue – e auguriamo loro una piena ripresa, assicurando tutto il nostro sostegno, sindacale e umano e rivolgendo la nostra solidarietà anche alle famiglie e a tutti i militari del Reparto, costretti ogni giorno a lavorare in condizioni di stress, rischio e abbandono istituzionale”.

Antonio-Noe

“Diciamolo chiaramente – è il duro sfogo di NSC – i carabinieri non sono carne da macello né bersagli mobili o lavoratori sacrificabili sull’altare dell’impunità e ogni volta che uno di loro viene aggredito, investito e ferito in servizio qualcuno ha fallito: la politica, il legislatore, lo Stato”.

“Chi indossa una divisa – osserva Antonio Noè – continua a operare con norme inadeguate, pene ridicole per gli aggressori e tutele insufficienti per chi rischia la vita: NSC pretende, e non chiede, condanne drasticamente più severe e certe per chi aggredisce le Forze dell’Ordine, senza sconti, attenuanti o scorciatoie giudiziarie e il riconoscimento dell’investimento volontario di un militare come atto di violenza aggravata contro lo Stato, con conseguenze penali immediate”.

Tra le richieste del sindacato, figurano anche la tutela operativa reale, i mezzi adeguati, strumenti normativi chiari e protezioni concrete per chi lavora su strada e l’assistenza totale ai colleghi feriti, “senza costringerli a elemosinare diritti che dovrebbero essere automatici”.

“Non accetteremo più comunicati di circostanza – conclude Antonio Noè – né pacche sulle spalle o solidarietà a parole: ogni aggressione non contrastata con fermezza rafforza l’idea che colpire un carabiniere sia possibile, conveniente e quasi impunito e se lo Stato non reagisce con decisione, il problema non è più la criminalità, ma la resa delle istituzioni”.

Il Nuovo Sindacato Carabinieri, inoltre, invita la cittadinanza a sottoscrivere la proposta di legge per la modifica dell’atto dovuto, visitando il sito www.carabinierinsc.it

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