Provincia
ESEMPIO NAZIONALE
Cooperativa agricola Campotenese, 50 anni di zootecnia a 1000 metri e caso studio per EDF Italia
L’azienda festeggia mezzo secolo di attività e proprio in questa circostanza EDF Italia (European Dairy Farmers) l’ha scelta come caso studio per la zootecnia in Italia in occasione del meeting 2026 che si è tenuto oggi a Campotenese alla presenza di una nutrita delegazione di allevatori

MORANO CALABRO (CS) – Cinquant’anni di attività e caso studio in quanto modello innovativo e resiliente per la zootecnia italiana. È così che la Cooperativa agricola Campotenese apre il 2026 e si appresta a festeggiare un compleanno importante.
Quest’anno, infatti, l’azienda che è diventata negli anni simbolo dell’eccellenza dei formaggi e salumi del Pollino, celebra un traguardo storico, 50 anni di attività e proprio in questa ricorrenza, è stata selezionata da EDF Italia (European Dairy Farmers) come caso studio per il meeting del 2026.
A Campotenese il meeting di EDF Italia
La convention 2026 del network italiano che riunisce allevatori di bovini da latte provenienti da tutta Italia, si è tenuta in Calabria e questa mattina ha fatto tappa proprio a Campotenese, nel comune di Morano Calabro.
Il meeting si è svolto nell’hub turistico La Catasta alla presenza dei due rappresentanti italiani di EDF Italia, Elisabetta Quaini, in qualità componente del consiglio e Cristian Rota, partner scientifico, del presidente della Cooperativa agricola Campotenese, Domenico Maradei, di Santo Sola e di Sante Ivan Perrotta, rispettivamente direttore zootecnico e revisore contabile dell’azienda, e di Domenico Pappaterra, oggi presidente del GAL Pollino, ed ex presidente del Parco nazionale del Pollino, alla presenza di una nutrita delegazione di allevatori arrivata da ogni parte d’Italia.
Accolti dalla Cooperativa agricola, questa mattina si è parlato di “Zootecnia da Latte in Calabria” tra tradizione, cultura mediterranea e qualità delle produzioni agricole. In EDF Italia, così come hanno specificato i due rappresentanti italiani, è importante il confronto, attraverso i dati, perché solo uscendo dai confini della propria azienda si può comprendere cosa c’è intorno, scoprire le novità aprendosi a nuovi spunti, sfide ed opportunità guardando con occhi diversi.
L’Italia, a livello europeo, rappresenta un caso a sè per la sua estrema eterogeneità nel settore zootecnico: “Siamo molto invidiati – hanno spiegato i rappresentanti di EDF Italia – per la nostra qualità e per la nostra diversificazione e questo rende più difficile inquadrarla. Il meeting oggi è mosso dalla nostra curiosità, dalla voglia di vedere e imparare come in Calabria si fa zootecnia. Quello che conta non sono le stalle ma le persone, l’imprenditorialità, la capacità di fare impresa anche nelle situazioni più difficili“.
Tradizione, competitività ed efficienza: l’esempio in Calabria
Campotenese, in questo contesto, è l’esempio perfetto di come un’azienda zootecnica possa integrare la tradizione tipica del Parco del Pollino con le tecnologie avanzate, fare economia legandosi al territorio, dimostrare competitività ed efficienza in un sistema montano che solitamente è considerato svantaggiato.
Perchè la scelta di Campotenese come caso studio da parte di EDF? “Venire in Calabria e visitare una sola azienda era riduttivo. Volevo che le persone conoscessero la Calabria nella sua interezza e secondo me- ha precisato Cristian Rota – non c’era di meglio che venire nel Pollino e vedere Campotenese che è un vero esempio di un preciso modo di ragionare. Fare in modo che l’economia non diventi il tutto ma che sia all’interno di un contesto in cui la realtà umana fiorisce perchè si sviluppa la cultura, la relazione ed il rispetto per l’ambiente. E penso che la Cooperativa agricola possa vantare tutto questo”.
“Azienda più longeva e pionieri del settore”
La soddisfazione e l’orgoglio di essere stati selezionati a livello nazionale come un caso studio per Campotanese è grande. Lo ha confermato ai nostri microfoni il presidente Maradei che ha parlato “di una conferma agli sforzi che facciamo per portare avanti il nostro progetto e che ci invita a perseguire la strada intrapresa per raggiungere quello che ci siamo proposti di fare. La soddisfazione – ha sottolineato – è quella di essere annoverati, dal gruppo EDF fra le aziende da visitare, visto che siamo solo due in Calabria, e questo non fa altro che riempirci di orgoglio e soddisfazione”.
Un bel traguardo, tra l’altro in un anno importante per Campotanese, “50 anni di un’azienda vuol dire molto. – aggiunge il presidente – Siamo candidati dalla Camera di Commercio per ricevere il premio come azienda più longeva della provincia di Cosenza. L’obiettivo per il futuro è quello che l’azienda vada avanti con il ricambio generazionale, continuando la nostra attività, di migliorare quello che si è fatto, di crescere ancora di più, di affrontare i nuovi mercati, di stare sempre con gli occhi aperti sul mondo zootecnico per far sì che tutte le novità, dai software alle strumemtazioni, possono essere utilizzati nella nostra attività. Cercheremo, sicuramente nel corso dell’anno, di organizzare una manifestazione per celebrare quest’anno importante”.
Campotenese è dunque un esempio per poter dire concretamente che in Calabria si può fare e anche bene: “Assolutamente, soprattutto se consideriamo che quello che facciamo oggi lo facciamo in un’area dove siamo fuori dalle rotte commerciali, siamo fuori dal mondo zootecnico e per questo ci possiamo definire dei pionieri – ha concluso Maradei – perché non è semplice lavorare quando sei fuori o lontano dalle rotte del settore in cui operi”.
Cooperativa agricola Campotenese, 50 anni di zootecnica a 1000 metri
Fondata negli anni Settanta, nel cuore del Parco nazionale del Pollino, proprio nella piana di Campotenese, di cui porta il nome, la cooperativa in modo avanguardistico ha saputo rompere gli schemi dell’economia agricola calabrese di quegli anni, dominata da piccole realtà frammentate, grazie ad una visione del tutto rivoluzionaria per l’epoca: trasformare un altopiano montano in un polo produttivo d’avanguardia.
In un contesto agricolo nel quale l’associazionismo era ancora una rarità per il Mezzogiorno, gli allevatori di Campotenese , hanno deciso di andare controcorrente comprendendo che, per una zona montana come quella in cui vivevano, l’unione era l’unica forza che potevano avere. Da quella convinzione nacque una realtà che oggi rappresenta un fiore all’occhiello della zootecnia calabrese ed italiana, tanto interessante da essere stata scelta come caso studio da chi, costantemente confronta e analizza i dati delle aziende agricole e discute di argomenti chiave nell’allevamento lattiero-caseario e nella gestione strategica in Italia.
Una visione lungimirante, quella della Cooperativa agricola Campotenese che dal 2014 si è evoluta e ampliata. L’esperienza della cooperativa, infatti, si è allargata con la nascita della Società Agricola Campotenese, oggi presieduta da Maria Nunzia Gallo. Due realtà che lavorano fianco a fianco, consolidando una filiera corta che parte dalla gestione dei campi per il foraggio, passa dall’allevamento e la mungitura e continua con la trasformazione in prodotti caseari, carni e salumi, distribuiti quotidianamente per garantirne la freschezza.
Il circuito chiuso e la scelta dell’allevamento in alta montagna
Un circuito chiuso, quello che si svolge nel raggio di pochi chilometri, che è il vero cuore pulsante della realtà zootecnica di Campotenese. Si tratta di un sistema circolare dove ogni fase — dalla coltivazione dei foraggi sui terreni dell’altopiano fino alla vendita del prodotto finito che viene portato dai venditori diretti in tutta la Calabria — avviene sotto il controllo diretto dell’azienda.
Questo approccio garantisce una tracciabilità totale e trasforma il concetto di chilometro zero in una realtà tangibile: il latte munto all’alba percorre solo pochi metri per raggiungere il caseificio aziendale, preservando intatte le proprietà organolettiche e riducendo drasticamente l’impatto ambientale legato ai trasporti.
Questa filosofia non solo assicura al consumatore finale eccellenze alimentari come formaggi, carni e salumi di altissima qualità e freschezza, ma permette anche di valorizzare la biodiversità del Parco nazionale del Pollino, trasformando il legame indissolubile con il territorio montano in un vantaggio competitivo unico e sostenibile.
Allevare bovini a mille metri di quota in Calabria non è solo una scelta suggestiva, ma una strategia che nel tempo si è rivelata faticosa ma qualitativamente premiante. Come ha spiegato oggi il dottor Santo Sola, le scelte fatte negli ultimi dieci anni hanno premiato molto l’allevamento. Le mucche allevate, anche grazie al microclima tipico del luogo, un’aria pura e una ventilazione costante che riducono lo stress termico estivo, tipico delle zone di pianura, e alla loro longevità, sono capaci di produrre latte con elevati standard proteici, ideali per la trasformazione casearia d’eccellenza.
Il latte prodotto, infatti, è raddoppiato negli ultimi anni di attività: da 2 milioni di litri è passato a 4 milioni di litri, migliorando, contestualmente, anche il trend di benessere degli animali allevati. Questi e molti altri dati hanno fatto sì che la Cooperativa agricola Campotenese oggi sia la prima in Calabria in base a tutti gli indici di selezione genetica.
































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