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l'appello
Corigliano, accoltellò il suo avvocato: in Appello cade l’accusa di tentato omicidio
L’aggressione risale al 4 marzo 2025, quando l’avvocato del foro di Castrovillari fu accoltellato nel suo studio a Corigliano. La Corte d’Appello di Catanzaro ha ora riqualificato l’accusa per l’aggressore

CATANZARO – La Corte d’Appello di Catanzaro ha riqualificato l’accusa nei confronti di Gabriele Politano, passando dall’ipotesi di tentato omicidio a quella di lesioni personali. La decisione è stata assunta oggi dalla Sezione I della Corte d’Appello, presieduta da Carè, con a latere Ciociola e Palumbo, in accoglimento dei motivi di appello presentati dai difensori dell’imputato, gli avvocati Cristian Cristiano e Martina Pellegrino, entrambi del Foro di Cosenza.
L’aggressione all’avvocato a Corigliano
La vicenda risale al 4 marzo 2025, quando l’avvocato Natalino Morrone, 53 anni, del Foro di Castrovillari, venne accoltellato all’interno del proprio studio di via Nazionale, nel centro di Corigliano. Secondo quanto ricostruito all’epoca, l’aggressione sarebbe avvenuta al termine di una discussione con un suo assistito.
Il legale venne soccorso dal personale del Suem 118 e, considerate le gravi ferite riportate, fu disposto il trasferimento d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Annunziata di Cosenza. Sul posto intervennero gli agenti del Commissariato di Polizia di Corigliano-Rossano e i Carabinieri della locale stazione. Dopo l’aggressione, l’autore sarebbe riuscito ad allontanarsi tra i vicoli del centro. Le indagini si concentrarono anche sulle testimonianze e sulle eventuali immagini delle telecamere di sorveglianza.
La decisione della Corte d’Appello
Nel procedimento di primo grado, Politano era stato condannato a 6 anni di reclusione per tentato omicidio. La Corte d’Appello ha ora ritenuto di riqualificare il fatto in lesioni personali, rideterminando la pena in 2 anni e 8 mesi. La Procura generale aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado. La Corte ha invece accolto le argomentazioni della difesa, che ha sostenuto l’assenza dell’intenzione di uccidere, anche solo nella forma del dolo eventuale.
La tesi della difesa
Tra gli elementi sottoposti all’attenzione dei giudici figura anche la consulenza medico-legale del professor Massimiliano Cardamone, indicato dalla difesa. Secondo la prospettazione difensiva, a escludere l’intento omicida concorrerebbero diversi elementi: l’unico colpo inferto, l’assenza di ulteriori aggressioni nonostante i due uomini fossero rimasti da soli nella stessa stanza per un periodo significativo e la mancanza di espressioni che, secondo la difesa, potessero manifestare un animus necandi.
La difesa ha inoltre sostenuto la presenza di un dolo d’impeto, collegando l’episodio a una discussione sorta improvvisamente. In primo grado, del resto, erano già state escluse le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi. La Procura di Castrovillari, insieme alla parte civile, aveva chiesto una condanna a 10 anni.
Gli arresti domiciliari
Politano era già stato scarcerato nel mese di agosto, dopo un precedente provvedimento della stessa Corte d’Appello, intervenuto a seguito di una decisione della Corte di Cassazione in materia cautelare. La Suprema Corte aveva rilevato diversi elementi indicativi di un ridimensionamento delle esigenze cautelari, ritenendo compatibile la posizione dell’imputato con la misura degli arresti domiciliari.
Ora la Corte d’Appello ha disposto la riqualificazione dell’accusa e la conseguente rideterminazione della pena. Per conoscere nel dettaglio le motivazioni della decisione bisognerà attendere il deposito della sentenza: i giudici hanno indicato 90 giorni per il deposito.
















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