Area Urbana
nuovo processo
Corruzione in atti giudiziari: la Cassazione annulla le condanne a Marco Petrini e Marcello Manna
Annullamento con rinvio per l’ex sindaco di Rende Marcello Manna e per l’ex giudice Marco Petrini: la Cassazione dispone un nuovo giudizio sulla presunta corruzione in atti giudiziari

ROMA – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio le condanne inflitte a Marcello Manna, ex sindaco di Rende, e a Marco Petrini, ex giudice della Corte d’Appello di Catanzaro, disponendo la celebrazione di un nuovo processo di appello davanti a una diversa sezione. La decisione è stata adottata dalla sesta sezione penale della Suprema Corte, che ha accolto i ricorsi presentati dalle difese, in linea con le conclusioni della Procura generale.
Annullata la sentenza della Corte d’Appello di Salerno
La sentenza annullata era stata pronunciata dalla Corte d’Appello di Salerno il 18 giugno 2025. In quel giudizio, Marcello Manna era stato condannato a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di reclusione per il reato di corruzione in atti giudiziari, con riferimento al procedimento della Corte di Assise di Appello relativo al boss Francesco Patitucci. Nel secondo grado di giudizio, i magistrati avevano già rideterminato la pena rispetto alla condanna di primo grado, che ammontava a 2 anni e 8 mesi di reclusione, operando una riqualificazione del trattamento sanzionatorio.
Accolto il ricorso della difesa di Marcello Manna
La Suprema Corte ha ritenuto fondati i motivi di ricorso presentati dalla difesa dell’ex primo cittadino di Rende, rappresentata dagli avvocati Nicola Carratelli e Giandomenico Caiazza, disponendo l’annullamento della decisione impugnata e il rinvio a un nuovo giudizio di appello. La pronuncia della Cassazione ha quindi riaperto il procedimento, che dovrà essere nuovamente esaminato da un’altra sezione della Corte d’Appello, chiamata a rivalutare l’intero impianto accusatorio.
I difensori: “Accusa infondata e sentenza illogica”
I legali di Marcello Manna hanno espresso piena soddisfazione per la decisione della Cassazione. In una nota congiunta, gli avvocati Carratelli e Caiazza hanno sottolineato come l’annullamento della sentenza rappresenti “il punto di arrivo di un percorso giudiziario finalizzato a dimostrare l’inconsistenza dell’accusa originaria”. Secondo la difesa, la tesi accusatoria si sarebbe basata su “un’interpretazione forzata di un episodio privo di qualsiasi collegamento con l’esito del processo Patitucci”.
Corruzione in atti giudiziari: nuovo giudizio di appello
I legali hanno inoltre evidenziato numerose criticità nella motivazione della sentenza di secondo grado, definita: contraddittoria, priva di una chiara individuazione dell’attività giudiziaria oggetto del presunto patto corruttivo, “cervellotica, errata, ingiusta e illogica” Con l’annullamento con rinvio disposto dalla Cassazione, il procedimento ripartirà da un nuovo giudizio di appello, nel quale i giudici dovranno riesaminare i fatti contestati e le responsabilità penali degli imputati alla luce delle indicazioni fornite dalla Suprema Corte.


















Social