Calabria
Italia sotto mazzetta
L’Italia della corruzione. Dai sindaci ai politici, oltre 1.000 indagati per mazzette: in Calabria sono 141
Il report di Libera censisce 96 inchieste in un anno e 1028 indagati (più del doppio del 2024), mostrando un sistema “solido e organizzato”. Appalti, sanità, concorsi truccati e la presenza mafiosa nei reati

COSENZA -Una corruzione che avanza “sotterranea e senza freni”. Ci sono “mazzette” in cambio di un’attestazione falsa di residenza per avere la cittadinanza italiana iure sanguinis o per ottenere falsi certificati di morte. In altri casi le “mazzette” hanno facilitato l’aggiudicazione di appalti nella sanità, per la gestione dei rifiuti piuttosto, per la realizzazione di opere pubbliche, la concessione di licenze edilizie, l’affidamento dei servizi di refezione scolastica.
Ci sono scambi di favori per concorsi truccati in ambito universitario. E ancora, le inchieste per scambio politico elettorale e quelle relative alle grandi opere con la presenza di clan mafiosi. In prossimità della Giornata Internazionale contro la Corruzione Libera ha scattato una fotografia delle principali inchieste sulla corruzione nel nostro Paese nell’anno in corso di cui sono emerse notizie di stampa.
I numeri del dossier corruzione: un allarme incessante
Il report, basato su notizie di stampa emerse dal 1° gennaio al 1° dicembre 2025, evidenzia un netto peggioramento del fenomeno rispetto all’anno precedente: 96 inchieste (circa otto al mese), raddoppiate rispetto alle 48 del 2024, 1,028 indagati (contro i 588 del 2024), coinvolgendo amministratori, politici, funzionari, imprenditori e mafiosi. Tra le aree geografiche: 48 indagini riguardano il Sud e le Isole, 25 al Centro e 23 al Nord.
Mazzette: Politci e sindaci indagati
Politici Indagati: 53 (il 5,5% del totale), di cui ben 24 sindaci. Le regioni con più politici coinvolti sono Campania e Puglia (13 ciascuna). In termini di incidenza, la Campania è prima per inchieste (18) e indagati (219), seguita dal Lazio (12 inchieste) e dalla Calabria per indagati (141).

Le molteplici forme della “mazzetta”
Le inchieste spaziano da reati “classici” (come la corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio) a forme più sofisticate, spesso connesse alla criminalità organizzata.
I settori più colpiti includono: Sanità e Opere Pubbliche con aggiudicazione di appalti, gestione dei rifiuti e realizzazione di grandi opere, spesso con la presenza di clan mafiosi. Amministrazione: concessione di licenze edilizie, affidamento di servizi di refezione scolastica e rilascio di false attestazioni (es. residenza per cittadinanza iure sanguinis o certificati di morte).
Ci sono poi Università e politica: Concorsi universitari truccati e inchieste per scambio politico elettorale. Secondo Libera, la corruzione è spesso “solidamente regolata, sistemica e organizzata”, dove il ruolo di “garante delle regole del gioco” è ricoperto da figure diverse: dal boss mafioso al “politico d’affari”, dall’alto dirigente al faccendiere ben introdotto.
Il commento di Libera: L’Indifferenza e la “Normalizzazione”
Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera, sottolinea che la corruzione in Italia non è un’anomalia, ma “un sistema che si manifesta in mille forme diverse, adattandosi ai contesti.” Libera denuncia che il ricorso alla corruzione sta diventando una componente “normale e accettabile” della carriera politica e imprenditoriale, inducendo una “selezione dei peggiori” e favorendo una rassegnazione diffusa tra i cittadini. “Corruzione e mafie prosperano però nell’indifferenza, nel disincanto, nella complicità di una parte della società.”
Le proposte per contrastare il sistema della Corruzione
Di fronte al progressivo depotenziamento dei presidi anticorruzione negli ultimi anni, Libera, attraverso la piattaforma “Fame di verità e giustizia“, propone un’agenda per riscrivere la lotta a mafie e corruzione, puntando su un “patto forte e lungimirante tra istituzioni responsabili e cittadinanza attiva”:
Conflitto di Interesse: Approvare una regolamentazione generale e stringente per contrastare il “vero brodo di coltura della corruzione,” resa ancora più urgente dopo l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio. Lobbying: Introdurre una regolazione stringente dell’attività di lobbying per favorire la massima trasparenza degli attori privati e pubblici coinvolti.
Finanziamenti: Rafforzare il controllo sui finanziamenti privati a fondazioni e associazioni politiche e alle campagne elettorali, istituendo registri elettronici e potenziando gli organi di controllo. Etica e Formazione: Istituire corsi trasversali di sensibilizzazione e formazione avanzata sull’etica pubblica nelle università e presso gli ordini professionali.
Trasparenza: Promuovere un’effettiva e fruibile trasparenza amministrativa, intesa come “accessibilità totale delle informazioni” per i cittadini. Whistleblowing: Favorire la pratica del whistleblowing (segnalazione di illeciti) sia nel settore pubblico che in quello privato. Libera conclude: “La corruzione sistemica e la cattura dello Stato da parte delle cricche di corrotti non sono affatto un destino. È ancora possibile per istituzioni e cittadini scegliere di stare dalla stessa parte, investendo nell’affermazione dei valori alternativi di integrità, trasparenza e giustizia sociale.”


















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