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Cosenza senz’acqua, cittadini a raccolta. Sportello legale e soluzioni pratiche in campo (VIDEO)

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Cosenza senz’acqua, cittadini a raccolta. Sportello legale e soluzioni pratiche in campo (VIDEO)

Disporre di acqua corrente è un diritto essenziale che con forza i cittadini rivendicano. Inaugurato sportello di supporto legale su tutte le problematiche legate al servizio idrico

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COSENZA – Acqua corrente per circa 2 ore al giorno, poi rubinetti a secco. Una situazione di estremo disagio che migliaia di famiglie dell’area urbana di Cosenza stanno subendo da mesi. Nonostante continuino a pagare salate bollette per il servizio idrico. Proteste in piazza, segnalazioni e denunce non sono finora bastate a lenire il problema. Il Consiglio comunale aperto che si è tenuto ieri a Palazzo dei Bruzi ha visto sfilare ai microfoni i dirigenti di Sorical, Arrical e della Regione Calabria descrivendo una realtà fatta di riparazioni tempestive, forniture senza interruzioni e abbondanza che però non esiste. Ciascuno si è scrollato di dosso le proprie responsabilità sviscerando dati sulla carta privi di riscontri concreti.

La mozione del Comune non basta

L’acqua non ha colore, neanche in politica. Consiglieri di maggioranza e minoranza, ieri all’unanimità, al termine della riunione hanno approvato una mozione. In sintesi il Comune di Cosenza chiede, come sintetizzato dal consigliere Francesco Alimena: «alla Regione di spiegare come siano stati utilizzati gli investimenti destinati alla nostra rete idrica; a Sorical un piano straordinario di ammodernamento delle condotte; ad ARRICAL controlli rigorosi e una relazione tecnica puntuale; a tutti l’istituzione di un Tavolo permanente di crisi e monitoraggio».

A fargli da eco è l’assessore comunale e consigliere regionale Francesco De Cicco che in una diretta Facebook dall’acquedotto Timpone ha testimoniato l’assenza di fornitura idrica. E in maniera poco diplomatica ha chiesto la rimozione immediata di tutti i dirigenti Sorical perché «l’acqua non è vostra». Parole che non convincono la società civile che oggi pomeriggio si è data appuntamento in piazza Cappello confrontandosi sulle azioni da mettere in campo. Un incontro partecipato al quale erano presenti tra attivisti e cittadini, anche il consigliere regionale Ferdinando Laghi e l’ex parlamentare Giacomo Mancini.

Cosenza senz’acqua, inaugurato sportello legale

Disporre di acqua corrente è un diritto essenziale che con forza rivendicano gli attivisti de La Base. Stanchi di assistere inermi al rimpallo di responsabilità tra Comune di Cosenza, Regione Calabria e Sorical hanno oggi inaugurato uno sportello legale dedicato. «Offrirà – affermano – informazioni qualificate, supporto legale personalizzato e orientamento su tutte le problematiche legate al servizio idrico, così da permettere agli utenti di far valere i propri diritti e rafforzare gli strumenti di tutela collettiva». Sarà attivo in via Macallè ogni lunedì (festivi esclusi) dalle 17:30 alle 19:30 presso la sede de La Base.

Le proposte dei cittadini

Al simbolico taglio del nastro dello sportello è seguito un dibattito per agire e non subire l’emergenza. Tra i primi interventi, l’ingegnere Marco De Marco che da decenni lavora all’estero occupandosi di risorse idriche il quale ha studiato sul campo tutti i pozzetti della città di Cosenza. Ha misurato perdite, monitorato le criticità e si è fatto un’idea della natura dei disservizi: «è un problema strutturale».

«L’acqua dalla sorgente scorre in maniera continua verso gli acquedotti e poi finisce nei serbatoi che la distribuiscono tra le varie abitazioni modulando il flusso in quanto come è ovvio i consumi non sono regolari come il flusso che arriva dalla fonte. Per accumulare più acqua – spiega De Marco – vengono chiusi di notte, ma tali sistemi non riescono a Cosenza a compensare la carenza idrica.

Il motivo è da addebitare soprattutto alla rete idrica interna di tubazioni che va dai serbatoi alle case che è davvero un colabrodo. Avevo proposto il telecontrollo con dei sensori per individuare le rotture con un sistema che in tempo reale restituisce regime, pressione e portata dell’erogazione, fornendo uno storico delle criticità. Sono stato ignorato. Le soluzioni ci sono, basterebbe chiamare a un tavolo le brillanti menti che abbiamo a due passi, nella facoltà di Ingegneria dell’Università della Calabria. E investire i fondi stanziati seguendo le loro indicazioni».

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