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Cosenza, aggressioni contro donne e paura nel centro città: è allarme sicurezza

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Cosenza, aggressioni contro donne e paura nel centro città: è allarme sicurezza

Nel centro città cresce l’allarme dopo alcune aggressioni. Quello della studentessa infatti, non è un episodio isolato. Forze dell’ordine più volte allertate ma i casi continuano a verificarsi

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COSENZA – Quanto accaduto ai danni di una giovane studentessa avvenuta nei pressi dei Due Fiumi è solo una delle aggressioni ai danni di altre persone, e dunque non è un caso isolato. Secondo quanto emerso, lo stesso uomo si sarebbe già reso protagonista di episodi simili nelle ultime settimane.

Aggressioni a Cosenza, schiaffi e spinte senza motivo alle vittime

Il modus operandi è sempre lo stesso: le vittime sono sempre donne, avvicinate improvvisamente e poi aggredite con schiaffi o spintoni, senza alcuna motivazione. Negli ultimi due mesi, sarebbero almeno tre gli episodi riconducibili allo stesso uomo, tutti avvenuti nel centro cittadino.

Dalle ricostruzioni, l’autore delle aggressioni è un uomo di nazionalità rumena, che sarebbe stato allontanato anche dalla sua stessa comunità, nella parte storica della città. Durante la giornata stazionerebbe abitualmente tra piazza dei Valdesi e Viale Parco, in particolare nell’area retrostante una struttura di assistenza temporanea.

viale parco piazza valdesi aggressioni

L’uomo viene frequentemente visto in compagnia di una donna, presumibilmente la moglie, e di due bambini, di cui uno su un passeggino. Durante il giorno, la donna, insieme a uno dei figli, si posiziona nei pressi dell’ingresso di un istituto di credito situato tra via Piave e corso Mazzini, dove chiede l’elemosina ai clienti della banca mentre entrano o escono dalla filiale.

Sono ormai numerose le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine. Richieste di intervento, senza provvedimenti concreti. La situazione è ben nota da tempo, eppure nulla sembra essere stato fatto per interrompere questa sequenza di aggressioni. Si attende la flagranza di reato per intervenire, o peggio ancora che una delle vittime riporti conseguenze più gravi, mentre nel frattempo l’autore di queste aggressioni continua a circolare indisturbato.

Fatti che stanno diventando gravi e continui e che richiedono maggiore sicurezza e capacità di prevenzione. Quante altre aggressioni dovranno verificarsi prima che si agisca? Nel frattempo, le donne continuano ad essere le principali vittime e a pagare il prezzo più alto di questa “disattenzione“.

 

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