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Cosenza Calcio, Buscè: “È la vittoria del gruppo. Resilienza e spirito di squadra fanno la differenza”
Il tecnico rossoblù celebra il successo sull’Audace Cerignola: “Siamo ripartiti dall’umiltà. Fondamentale non subire gol, ma il segreto è la disponibilità di chi è entrato dalla panchina: il gruppo viene prima del singolo”.

COSENZA – Il Cosenza Calcio cala il tris contro l’Audace Cerignola in una gara complessa, che segna però una svolta decisiva sul piano della solidità e della consapevolezza. Nel post-partita del “Marulla”, il tecnico rossoblù Buscè ha analizzato con lucidità una vittoria pesante, arrivata contro una delle formazioni più in forma del campionato. Per l’allenatore, il punteggio finale è solo la punta dell’iceberg di una crescita mentale profonda. Dall’umiltà ritrovata dopo la disfatta di Giugliano alla scelta coraggiosa dei giovani in difesa, ecco i punti chiave dell’analisi del tecnico.
La metamorfosi del Cosenza Calcio: orgoglio e resilienza
Dopo la “brutta esperienza” di Giugliano, il Cosenza sembra aver trovato una nuova quadratura. Per Buscè, la chiave non è solo tattica, ma soprattutto morale: “Dopo la brutta sconfitta di Giugliano questi ragazzi hanno tirato fuori orgoglio, dignità e umiltà. Qualità decisive per superare avversari di livello come il Cerignola, reduce da risultati importanti contro Salernitana e Catania.” Il tecnico ha poi aggiunto un concetto fondamentale per il prosieguo della stagione: “A volte le brutte sconfitte servono per trovare la strada nei momenti di difficoltà”. La strategia è chiara: la solidità difensiva deve essere la base, poiché la squadra riesce sempre a creare almeno un’occasione limpida a partita.
Risultato largo contro il Cerignola ma gara intensa
Nonostante lo scarto finale, la partita è stata combattuta. E alle dichiarazioni del tecnico del Cerignola (abbiamo dominato 85 minuti) Buscè non ha nascosto alcuni limiti, specialmente nella gestione delle ripartenze. L’episodio del contropiede sprecato da Nicola Florenzi, che non ha servito i compagni Luca Garritano e Simone Ciotti, è stato citato come esempio di dove migliorare. Tra i protagonisti assoluti spicca Alessandro Cannavò, adattato con successo nel ruolo di terzino. Una scommessa vinta che ha garantito spinta e personalità. “Non è un terzino nato – ammette Buscè – ma si sta mettendo in discussione ad alti livelli”.

Difesa inedita e giovani protagonisti: le scelte di Buscè
Il tecnico ha dimostrato coraggio assumendosi la responsabilità di una coppia centrale totalmente nuova composta da Pintus (all’esordio da titolare tra i professionisti) e Andrea Moretti, quest’ultimo autore di un gol da attaccante navigato. Il gol che ha chiuso definitivamente i conti è nato da un’azione studiata e dall’esperienza di Garritano, abile a farsi trovare pronto al momento giusto.
Buscè ha riservato un plauso speciale anche a Emmausso, entrato dalla panchina con l’atteggiamento corretto: “Bisogna essere arrabbiati se non si gioca, ma sempre al servizio della squadra. Qui non c’è ‘io’, c’è ‘noi’”. Note positive sono arrivate anche da Beretta, il cui lavoro spalle alla porta è tornato a essere vitale, e da Langella, autore di una prestazione di spessore in fase di interdizione.


















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