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"Siamo al limite"
Il Cosenza batte il Picerno, ma Buscè tuona: “siamo stanchi e corti, ora servono fatti non parole”
Il tecnico dopo il successo sul Picerno: “Se vogliamo solo puntare ai playoff, possiamo lanciare i giovani e abbassare le aspettative. Ma se abbiamo creato ambizioni, allora bisogna essere chiari con tutti”

COSENZA – Mister Buscè si gode i tre punti pesanti del Cosenza che batte il Picerno 1-0 e torna alla vittoria dopo il KO di Foggia, grazie alla rete di Achour subentrato a Mazzocchi costretto nuovamente ad uscire dal campo per l’infortunio alla spalla. Ma dietro il risultato positivo e si nasconde una realtà ben più complessa, fatta di sacrifici estremi e risorse al limite.
Che la coperta fosse corta lo si sapeva da inizio stagione. Ma mister Buscè, nel post-partita, ha dipinto un quadro senza filtri della situazione che la sua squadra sta attraversando soprattutto in questo finale di girone di andata, tra giocatori che stanno tirando la caretta senza poter rifiatare, rosa corta e infortuni che vanno ad aumentare l’emergenza. Un messaggio chiaro e diretto: il Cosenza sta superando i propri limiti, ma per proseguire su questa strada servono scelte chiare e sostegno concreto. “Altrimenti – avverte – sarà difficile mantenere il passo in un campionato dove ogni punto è una battaglia“.
“È una vittoria che ci voleva, soprattutto dopo la sconfitta immeritata di Foggia“, esordisce il tecnico, che però non si sofferma solo sugli aspetti positivi del match. Il primo tempo convince, la ripresa è più affannosa. “Le energie calano e manca un po’ di lucidità, ma chi entra dalla panchina dà sempre tutto. L’esempio è Ricciardi, simbolo di un gruppo che continua a stringere i denti nonostante tutto“.

L’allarme infortuni e la rosa del Cosenza cortissima
La nota più dolente riguarda le condizioni di Mazzocchi, uscito arrabbiatissimo dal campo per nuovi problemi alla spalla. “Non sta bene. Se si decide per l’operazione, per lui la stagione è finita“, spiega Buscè con preoccupazione. Con infortunati importanti, la situazione numerica diventa critica: “Abbiamo ragazzi mentalmente cotti. Vorrei dare qualche turno di riposo, ma non posso: abbiamo problemi in diversi ruoli“.
Il tecnico lancia un messaggio chiaro all’ambiente Cosenza Calcio: “Se si pensa che contro l’ultima in classifica si debba vincere 4-0. Il calcio non funziona così“. E aggiunge una considerazione amara sul sostegno del pubblico: “Quei pochi che vengono allo stadio, se la partita non si sblocca, iniziano a mormorare. Qua tutti devono aiutare questi ragazzi“.
La difesa del gruppo e lo sfogo di Buscè
L’allenatore rossoblu difende con veemenza il lavoro dei suoi uomini: “I miei ragazzi si fanno un mazzo così, oltre ogni aspettativa. Non posso accettare superficialità. Il lavoro è sacro“. Buscè precisa di non voler alimentare polemiche con la società, ma chiede che lo sforzo quotidiano venga riconosciuto: “Stiamo dando speranza alla piazza, ma per andare avanti servono fatti, non parole“.

Chiarezza sugli obiettivi
Lo sguardo è già rivolto alla prossima trasferta di Trapani, uno scontro diretto fondamentale. Ma Buscè pone una questione di fondo: “Stiamo già andando oltre ogni aspettativa, ma se vogliamo puntare a qualcosa di importante dobbiamo essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda“.
Il riferimento al caso Dorazio è emblematico: “A 35-36 anni i recuperi pesano. È già tanto che regga tre partite di fila”. Poi la provocazione finale: “Stiamo già andando oltre ogni aspettativa, ma se vogliamo puntare a qualcosa di importante dobbiamo essere tutti sulla stessa lunghezza d’onda”.
“Dipende anche da che campionato il Cosenza vuole fare. Se vogliamo solo puntare ai playoff, possiamo lanciare i giovani e abbassare le aspettative, ma se abbiamo creato ambizioni, allora bisogna essere chiari con tutti“. Sul girone C, il tecnico spiega: “Non c’entra nulla col girone A o B. È una bagarre continua, sopra e sotto. Nessuno molla. Sapevo che questo periodo difficile sarebbe arrivato, ma qui non si apprezza nulla, e questo mi manda fuori di testa“.


















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