Sport
Passione ferita
Cosenza Calcio, canadesi e Vincenzo Rota nella trattativa saltata (forse al 2027). Non avuti i documenti contabili
Trattativa al capolinea per la holding canadese con alcuni imprenditori locali tra i quali Vincenzo Rota. Dietro la fumata nera la mancata visione della documentazione contabile chiesta dagli acquirenti e non fornita. Se ne riparlerà, forse, solo a gennaio del prossimo anno, Guarascio permettendo

COSENZA – Negli ultimi giorni si è letto e scritto di tutto sulla trattativa per la cessione del Cosenza Calcio. Partiamo da un dato certo, inequivocabile, che sgombra il campo da ipotesi surreali di acquirenti fantasma, addirittura di voci messe in giro appositamente per prendere del tempo e creare confusione, oppure della poca professionalità dei giornalisti di Cosenza, che hanno fatto e fanno i salti mortali per reperire informazioni, anche considerando il silenzio tombale nel quale da anni si è trincerato l’attuale patron.
La cordata canadese e l’imprenditore Rota
La cordata canadese che ha trattato l’acquisizione dell’intero pacchetto azionario, c’è ed è reale. Viepiù: gli acquirenti d’oltre oceano non sono soli. Con loro anche alcuni imprenditori del territorio cosentino, compreso Vincenzo Rota, a capo del noto Salumificio San Vincenzo, già in passato sponsor del Cosenza Calcio. Da mesi si sono susseguiti colloqui e incontri con l’attuale dirigenza guidata dal Presidente Eugenio Guarascio e l’amministratrice unica Rita Rachele Scalise, compreso un faccia a faccia a Milano durante l’evento della regione Tutto Food.
Acquisizione e il rilancio del Cosenza Calcio ma…
Chi vuole o voleva comprare il Cosenza, aveva in mente un progetto di rilancio importante ma, soprattutto, di ritorno alla normalità per una squadra blasonata come quella rossoblù. Cose diventate rare a queste latitudini negli ultimi anni, dove si sono vissute gestioni sportive (e non solo) al limite del dilettantismo. Normalità dicevamo: ad esempio Rota ha acquisito lo storico Hotel Virginia di Casole Bruzio due anni fa per realizzarci un avanzato centro sportivo. E in mente ritornano gli anni 90, quando il Cosenza di Pagliuso a volte si allenava e preparava i match nello storico Hotel della Presila.
Nessun Notaio. Non forniti documenti contabili
Tornando all’attualità, nella settimana appena conclusa si è letto dell’attesa di una fumata bianca che portasse a conclusione la trattativa, ma nulla è accaduto. Nessun incontro per la firma dal notaio, ma una riunione (l’ennesima) nel quartier generale di Ecologia Oggi a Lamezia Terme. Il perché è presto spiegato: allo stato attuale, ci sarebbe per prima cosa troppa distanza economica tra domanda e offerta, ma la cosa più rilevante è che fino all’ultimo incontro ancora non era stata fornita relativa documentazione contabile chiesta dagli acquirenti per poter essere visionata!
In pratica un film visto e rivisto anche lo scorso anno, quando cercarono di rilevare il Cosenza Calcio (senza successo) i Vari Oliva, la cordata umbra e l’imprenditore Alfredo Citrigno. E chi sta trattando ha fatto sapere che se anche Guarascio nella prossima settimana dovesse fornire tutta la documentazione, salvo miracoli, per un eventuale closing se ne parlerebbe non prima del prossimo anno.
Closing rinviato: tempi incompatibili con la prossima stagione
Non solo perché i consulenti dovrebbero analizzare ancora tutti i dati contabili richiesti, ma perché non ci sarebbe materialmente il tempo tecnico anche se si trovasse magicamente l’intesa, viste le scadenze dell’imminente stagione di Seri C1 oramai alle porte, con l’inscrizione da completare, senza dimenticare che in ballo c’è ancora il nodo nulla osta dello stadio Marulla, va scelto ancora l’allenatore, l’eventuale DS, visto che Roma aspetta ancora un incontro e una squadra da allestire, sempre che interessi a qualcuno.
Restano numerosi interrogativi ai quali il presidente Eugenio Guarascio dovrebbe rispondere per rispetto della tifoseria e delle istituzioni che da tempo avrebbero deciso di voltare pagina. Ci si chiede se questa scelta ossessiva di non cedere sia legata a una sorta di “vendetta” nei confronti di una piazza che contesta la proprietà da anni oppure vi siano dinamiche economiche o personali non emerse.

Il caso Cosenza oltre il calcio: una questione sociale
Quanto accaduto a Cosenza nell’ultimo anno e mezzo ha ormai superato i confini dell’aspetto sportivo, trasformandosi in un problema sociale. Non è più sostenibile pensare di poter pianificare una nuova stagione agonistica sotto la guida dell’attuale proprietà. Le immagini di uno stadio deserto e spettrale viste in campionato sono una ferita ancora aperta e dolorosa per una città e una provincia che meritano una rinascita e un nuovo corso del Cosenza Calcio.




















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