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Cosenza Calcio, la solitudine di Coppitelli e il silenzio della società: “Il 99% mi direbbe di andare via, ma non mollo”

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Cosenza Calcio, la solitudine di Coppitelli e il silenzio della società: “Il 99% mi direbbe di andare via, ma non mollo”

Il tecnico del Cosenza si presenta da solo davanti i microfoni: nessuno della società al suo fianco dopo “l’improbabile” comunicato di due giorni fa. Tra autocritica e difesa del gruppo il tecnico analizza il momento più difficile dal suo arrivo “ci sgretoliamo nei momenti decisivi, serve una svolta immediata”

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Federico Coppitelli allenatore Cosenza Calcio conferenza

COSENZA – Alla vigilia della delicatissima sfida di domani del Cosenza Calcio contro la Scafatese (si giocherà nuovamente a porte chiuse allo Scida), a presentarsi in sala stampa è stato ancora una volta soltanto il tecnico Roberto Coppitelli. Nessuno dei vertici della società al suo fianco, nessuna voce diversa a chiedere scusa e spiegare il momento tra i più bui della storia recente anche alla luce dell’assurdo comunicato stampa diramato dopo l’umiliazione di Giugliano.

Il risultato è che, ancora una volta, è stato l’allenatore a doversi caricare sulle spalle l’intera responsabilità di spiegare una situazione che definire complicata è quasi un eufemismo: il Cosenza è ultimo in classifica con un solo punto, 14 reti subite, appena 4 segnate, una sqaudra con evidenti limiti tecnici e un futuro che appare sempre più tempestoso. E il tecnico del Cosenza, apparso in difficoltà davanti i microfoni, ci ha messo la faccia e non si è nascosto.

Con un solo punto raccolto e l’ultimo posto in classifica, la sfida di domani contro la Scafatese assume i contorni di un vero e proprio spartiacque per la stagione rossoblù. Coppitelli chiede alla squadra una risposta immediata sul campo, consapevole che le parole, in questo momento, non bastano più.

Federico Coppitelli allenatore Cosenza Calcio

“Una sconfitta che fa male, ma non tecnica”

L’ex tecnico della Casertana non ha usato giri di parole nel commentare l’ultimo pesantissimo ko, arrivato dopo che i rossoblù erano riusciti a rimontare fino al 2-2 in superiorità numerica, salvo poi crollare nel finale e incassare tre reti nel giro di pochi minuti. “È una sconfitta che ci lascia del dolore, perché comunque è fisico“, ha spiegato il tecnico, ricordando come la squadra fosse in vantaggio numerico e in una condizione di partita favorevole prima del tracollo. Il problema, secondo l’allenatore, non è tanto tecnico quanto caratteriale: “Non abbiamo ancora quella capacità di reagire a una difficoltà in campo“. Un concetto ribadito più volte nel corso della conferenza.

Giugliano-Cosenza

Il nodo mercato e l’organizzazione in ritardo

Alla base delle difficoltà, per Coppitelli, ci sarebbe anche un problema strutturale legato ai tempi di allestimento della rosa. Il tecnico ha ammesso che il ritardo nell’organizzazione del gruppo squadra ha inciso pesantemente sulla preparazione, con la squadra costretta a giocare partite ravvicinate senza il tempo necessario per lavorare sulla condizione fisica e sugli automatismi. Una squadra giovane, ha sottolineato, priva ancora di gerarchie consolidate e di un numero adeguato di giocatori d’esperienza in grado di guidare il gruppo nei momenti difficili – un aspetto che, a suo dire, ha pesato e continuerà a pesare nel confronto con formazioni più rodate.

 “C’è dolore ma anche compattezza”

Uno dei passaggi più attesi della conferenza riguardava la scelta di non parlare dopo la pesante sconfitta per 5-1. Coppitelli ha voluto fare chiarezza, respingendo con fermezza le ricostruzioni circolate su presunte tensioni interne e spiegando che il non essersi presentato in sala stampa al termine del match è stata una scelta concordata: “Quando si ingigantisce una cosa è sbagliato ma comprensibile, quando si inventa totalmente ed è riportata da organi nazionali, è offensivo”. Il tecnico ha ribadito la piena fiducia nel rapporto con la direzione sportiva, definendo il legame con il direttore sporrtivo Lucioni “una stima professionale infinita“, e ha spiegato che dopo quella gara l’amarezza è stata condivisa e affrontata internamente, senza bisogno di esporsi pubblicamente.

Il momento più acceso della conferenza è arrivato quando i giornalisti presenti hanno chiesto conto della linea di comunicazione della società, accusata di scaricare le responsabilità della crisi solo su fattori esterni – come l’impossibilità di allenarsi e giocare regolarmente sul proprio campo – senza mai assumersi colpe dirette sulla composizione della rosa. Alfredo Nardi, collega del Quotidiano del Sud, ha ricordato come da due anni la stampa locale chieda, senza risposta, una conferenza stampa con i vertici del club per fare chiarezza sul progetto sportivo.

Cosenza Calcio Potenza3

Iliev in difficoltà, ma la difesa a tre non cambia

Capitolo a parte per la situazione del portiere, protagonista in negativo delle ultime uscite. Coppitelli ha difeso le qualità di Iliev, sottolineando come il classe 2005 stia semplicemente attraversando un momento di difficoltà mentale legato al contesto generale di squadra: “ è un portiere che ha più qualità di quelle che sta evidenziando ultimamente“. Il tecnico ha comunque confermato l’arrivo di un nuovo portiere, ora in piena competizione per una maglia da titolare. Sul piano tattico, nessun stravolgimento in vista di Scafatese: la difesa a tre resterà l’assetto di base, salvo valutazioni dell’ultimo momento legate a qualche defezione.

“Sono testardo, non mollo”: il messaggio alla squadra e alla città

Nonostante il momento complicatissimo e il match di domani contro la Scafatese che rappresenta un vero e proprio spartiacque, Coppitelli ha escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni: “Il 99,9% delle persone mi direbbe di andare via, io non lo faccio perché nella mia mente competitiva penso di poter dare ancora qualcosa“. Il tecnico ha parlato di un legame personale forte con il progetto Cosenza, definendolo “un traguardo” nella sua carriera, e ha lanciato un appello alla squadra affinché ritrovi coesione e voglia di riscatto, senza però caricare eccessivamente di responsabilità i giocatori più giovani.

 

 

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