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Cosenza Calcio, mister Coppitelli «Non cerco alibi, Il mio compito è trovare soluzioni. Lavoriamo al mercato H24»
Il tecnico rossoblù in vista della sfida di Coppa Italia a Crotone tra organico ancora in costruzione, situazione ambientale e prospettive. «Non sono qui per fare un campionato banale. Quando sono arrivato, avevo un’idea peggiore dell’organizzazione rispetto a quella realtà»

COSENZA – Il Cosenza Calcio si prepara alla prima gara ufficiale della stagione, il derby di Coppa Italia contro il Crotone e il tecnico Federico Coppitelli fa il punto della situazione alla vigilia dell’appuntamento affronta tutti i temi più delicati: dal mercato ancora aperto alla costruzione della rosa, passando per le difficoltà organizzative e logistiche legate anche alla questione Marulla, per una sfida che rappresenterà il primo vero banco di prova dopo una preparazione condizionata anche da alcuni contrattempi. Coppitelli non si nasconde, ma allo stesso tempo evita qualsiasi alibi. L’allenatore ha spiegato di aver accettato la panchina del Cosenza proprio per affrontare una nuova sfida e provare a costruire qualcosa di importante.
«Sono curioso anch’io», ha ammesso il tecnico. I dati a disposizione arrivano soprattutto dagli allenamenti e dalla gara disputata contro la Vibonese circa dieci giorni prima. Contro il Crotone, dunque, l’obiettivo sarà verificare sul campo il lavoro svolto durante il ritiro. «Mi aspetto che si veda quello su cui abbiamo lavorato», ha spiegato Coppitelli. E soprattutto che, indipendentemente dagli undici scelti, emerga lo spirito che il tecnico sta cercando di trasmettere al gruppo.

Coppitelli: «Ho scelto il Cosenza Calcio per affrontare una sfida»
Il tecnico ha spiegato le ragioni che lo hanno portato ad accettare l’incarico rossoblù. Una scelta maturata nella consapevolezza della situazione, ma soprattutto con la volontà di mettersi nuovamente in gioco. «Ho sempre cercato nella mia carriera di trovare e fare – ha spiegato Coppitelli –. Sono una persona del fare e quindi ho abbracciato questa sfida». L’allenatore conosceva già in parte l’ambiente Cosenza ed ha sottolineato di non voler esprimere giudizi affrettati sull’ambiente e sulle dinamiche societarie: «Ho dormito 10 notti a Cosenza», ha ricordato, spiegando che per formulare valutazioni credibili servono tempo ed esperienza diretta.
Questione mercato e una rosa ancora incompleta
È soprattutto il mercato a rappresentare il principale elemento di attenzione. Il Cosenza è ancora alle prese con una rosa in costruzione e con alcune situazioni in uscita da definire. Coppitelli ha chiarito che la sua precedente preoccupazione non era legata alla qualità del lavoro del direttore sportivo, ma alle tempistiche necessarie per completare l’organico. «Assemblare una squadra in tempistiche ridotte – ha sottolineato – diventa un esercizio più complesso». Il problema riguarda soprattutto i ruoli chiave, quelli nei quali è necessario trovare rapidamente giocatori in grado di inserirsi nel sistema di gioco ed ribadito la piena sintonia con il direttore sportivo: «Lavoriamo notte e giorno per trovare il modo di fare un Cosenza competitivo».
«Non sono qui per fare un campionato banale»
Sul tema degli obiettivi stagionali, Coppitelli ha lasciato intendere che molto dipenderà dalla rosa che sarà completata nelle prossime settimane. Il Cosenza della passata stagione, secondo l’allenatore, partiva tra le squadre tecnicamente più forti del campionato insieme a Benevento, Salernitana e Catania. La nuova formazione, invece, dovrà essere costruita con un’impostazione differenti. «Non c’è quell’imprinting di provare immediatamente a vincere il campionato», ha spiegato Coppitelli. Ma questo non significa rinunciare alle ambizioni: «C’è l’idea di trovare il modo di fare un buon campionato». Una cosa, però, il tecnico la mette in chiaro: «Io non sono qui per fare un campionato banale».
La rosa attuale presenta una forte componente di giovani. Coppitelli ha indicato in D’Elena, Emmausso, Dametto e Ciotti alcuni dei giocatori più esperti rimasti in organico, ai quali si è aggiunto Dalmazzi. Parallelamente, previste le uscite di Palmieri e Zilli. L’obiettivo è quindi trovare il giusto equilibrio tra esperienza e freschezza. «Dobbiamo comporre una rosa che possa far divertire e divertirsi», ha detto il tecnico, evidenziando però quanto sia sottile il confine tra costruire una squadra in grado di lottare per le posizioni alte e una formazione costretta a guardarsi alle spalle. «Se i vari Ciotti, Emmausso, Dametto, D’Elena e Dalmazzi rimangono, abbiamo giocatori top per la categoria che, affiancati nella maniera giusta, ci permetteranno di fare un ottimo campionato», ha sottolineato.

Tre ruoli ancora da coprire
Coppitelli ha anche indicato alcune delle principali necessità dell’organico. Al momento, secondo quanto spiegato dall’allenatore, restano caselle da riempire soprattutto sull’esterno destro, nel ruolo di centravanti e a centrocampo, dove servono uno o due elementi. Il tecnico non ha escluso un mercato importante anche per quanto riguarda gli over, ma ha evitato di fissare un numero preciso. «Non posso dire se arriveranno 5, 6, 7 o 8 over», ha spiegato. La necessità, però, è chiara: la Serie C è un campionato lungo e logorante, condizionato da infortuni, squalifiche e turni infrasettimanali.
Stadio e situazione ambientale: «Non giocare a casa è un problema»
Non poteva mancare una domanda sulla situazione legata allo stadio e alle difficoltà organizzative che stanno accompagnando il Cosenza. Coppitelli ha riconosciuto che non poter giocare nella propria casa rappresenta un problema, auspicando una soluzione in tempi brevi. Allo stesso tempo, però, il tecnico ha scelto una linea precisa: concentrarsi sul lavoro e non cercare giustificazioni. «Non apprezzo né i giocatori né gli allenatori che trovano alibi», ha detto chiaramente. «Il mio compito è trovare soluzioni, non alibi o problemi».
Interessante anche il giudizio sull’organizzazione interna della società Coppitelli ha respinto l’idea di un ambiente completamente allo sbando, spiegando che la percezione esterna sarebbe peggiore rispetto alla realtà che ha trovato una volta arrivato a Cosenza. «Quando sono arrivato, avevo un’idea peggiore dell’organizzazione rispetto alla realtà», ha dichiarato. L’allenatore ha inoltre respinto la definizione di “smantellamento” della squadra, parlando piuttosto della conclusione di un ciclo e della necessità di ripartire con risorse tecniche adeguate e nei

















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