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Cosenza calcio, la delusione di Buscè: “Troppo brutti per essere veri. Evaporati dopo lo 0-1 del Crotone”

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Cosenza calcio, la delusione di Buscè: “Troppo brutti per essere veri. Evaporati dopo lo 0-1 del Crotone”

Il tecnico rossoblù analizza il pesante KO nel derby e non usa giri di parole. Sotto accusa l’atteggiamento rinunciatario della squadra, sparita dal campo dopo lo svantaggio e un attacco che senza punti di riferimento fatica a pungere

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Cosenza Calcio Antonio Buscè allenatore

COSENZA – Per il Cosenza Calcio, la sconfitta interna nel derby contro il Crotone (0-2) ha lasciato il segno, non solo per il risultato, ma soprattutto per l’atteggiamento mostrato in campo dai rossoblu. In uno stadio sempre più vuoto, quella di ieri è stata la più brutta prestazione stagionale del rossoblu con una squadra impalpabile e apatica mai in partita e che mai ha dato la sensazione di poter far suo l’incontro. Certo, le assenza di Mazzocchi, Kouan e Florenzi hanno pesato, ma i Ricciardi e compagni sono letteralmente scomparsi dal campo dopo aver incassato la prima rete senza mai provare a reagire.

Il periodo no del Cosenza Calcio

Come sempre sono i numeri a certificare il periodo no del Cosenza che ieri è arrivato alla terza gara consecutive senza realizzare goal ed ha incassato la quarta sconfitta casalinga della stagione, la seconda consecutiva dopo il blitz del Monopoli. I rossoblu sono scivolati a 11 punti dalla vetta e alle porte ci sono due gare determinanti contro Catania e Casertana con un mercato ancora non completato. Nel post-partita, un Mister Buscè, visibilmente amareggiato, non ha cercato scuse, analizzando con estrema lucidità quello che ha definito il «Cosenza più brutto della stagione» pur dando i giusti meriti all’avversario «il Crotone arrivava sempre primo sulla palla, sulle corse, sulle rincorse. Non è l’ultima arrivata ed ha giocatori importanti che sanno giocare a calcio».

Cosenza Crotone_ ricciardi3

Un Cosenza invisibile: l’analisi di Buscè

L’allenatore dei lupi ha esordito definendo la prestazione della sua squadra come inaspettata e preoccupante. “Siamo stati una squadra invisibile, troppo brutti per essere veri”, ha dichiarato Buscè, dando merito a un Crotone apparso superiore sotto ogni punto di vista fisico e mentale. Il punto di rottura è stato il primo gol subito al 35° minuto: da quel momento, secondo il tecnico, la squadra è letteralmente sparita dal campo, mostrando un atteggiamento remissivo e quasi rinunciatario che non appartiene al DNA rossoblù. «Bisogna dare atto che il Crotone è stato molto più bravo di noi, ha meritato di vincere. E noi ci abbiamo messo tanto del nostro Stasera la delusione è grande. Perdere contro il Crotone può capitare, ma non nel modo in cui è successo oggi».

Nessun alibi: “Fatti societari? Non scherziamo”

Nonostante le domande su possibili ripercussioni dovute agli addii del Direttore Generale Gualtieri e dello storico magazziniere Vommaro, Buscè è stato categorico: “Non cerchiamo situazioni che non esistono. La squadra deve isolarsi e pensare solo al campo. Cercare scuse fuori dal rettangolo di gioco sarebbe da ipocriti e da stupidi.” Uno dei temi centrali è stata la mancanza di Simone Mazzocchi. Buscè ha ammesso che l’assenza dell’attaccante è fondamentale, poiché è l’unico in rosa capace di far salire la squadra e dare profondità.

L’esperimento Emmausso

Il tecnico ha spiegato di aver provato Michele Emmausso come “falso nove” per non dare riferimenti alla difesa pitagorica, ma l’esperimento non ha dato i frutti sperati a causa della scarsa cattiveria agonistica collettiva. In vista delle prossime gare, Buscè ha accennato alla possibilità di passare alle due punte per supportare meglio la fase offensiva, pur mantenendo l’equilibrio tattico.

Cosenza Crotone

Obiettivo Catania: serve una reazione d’orgoglio

Il calendario non concede tregua e la prossima sfida vedrà il Cosenza impegnato sul difficile campo di Catania. Per il Mister, la ricetta per ripartire è chiara: un profondo bagno di umiltà e il recupero delle energie mentali. «Spero sia solo un caso isolato perché dopo la bella prestazione di Salerno ritrovarsi così, sotto tutti i punti di vista, è una cosa che mi preoccupa. Dobbiamo rialzare la testa e capire perché alla prima difficoltà siamo spariti. A Catania servirà un Cosenza di spessore, quello che abbiamo visto a Salerno e che oggi è mancato».

 

 

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