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Cosenza Calcio, si può davvero togliere il Marulla al duo Guarascio-Scalise? La risoluzione spiegata punto per punto

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Cosenza Calcio, si può davvero togliere il Marulla al duo Guarascio-Scalise? La risoluzione spiegata punto per punto

Il comune contesta canoni non pagati, opere non autorizzate, documenti mancanti, scomputi e inadempienze. Nella risoluzione niente nulla osta per l’utilizzo del Marulla nella prossima stagione. Ma il Cosenza calcio è pronto a dare battaglia

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Caruso e Guarascio presidente Cosenza Calcio

COSENZA – Cosenza Calcio e stadio Marulla. Il Consiglio comunale di Cosenza ha approvato una risoluzione per certi versi storica che mette in discussione l’utilizzo dello stadio Marulla alla società guidata dal due Guarascio-Scalise. Dopo circa quattro ore di dibattito nella sala delle adunanze di Palazzo dei Bruzi, presieduto da Giuseppe Mazzuca e con la presenza del Sindaco Franz Caruso e del Presidente della Provincia Biagio Faragalli, l’assemblea ha votato un documento che potrebbe interrompere la convenzione quinquennale firmata nel 2023 ma soprattutto negare il nulla osta per il campionato 2026-2027.

La risoluzione è passata con i voti della maggioranza e l’astensione dei rappresentanti della minoranza — Giuseppe D’Ippolito, Francesco Caruso, Michelangelo Spataro, Alfredo Dodaro e Francesco Luberto — che avevano presentato una loro risoluzione (volta sempre a negare il nulla osta del Marulla) in una seduta aperta convocata proprio per affrontare la questione della gestione dello stadio comunale.

Debito verso il Comune di oltre 2 milioni di euro

Come ha spiegato nel suo intervento il consigliere D’Ippolito, la società rossoblù avrebbe accumulato un’esposizione debitoria pesante nei confronti del Comune per cui sono in corso delle vertenze tramite avvocatura tra il Comune e la società. Il Comune avrebbe accertato in capo alla società, tra Tari, servizio idrico, altre imposte ed ulteriori situazioni debitorie, un debito pari a circa 2 milioni 145 mila euro. Debito per il quale l’Ente ha fatto partire una diffida che, secondo quanto asserito dal consigliere d’Ippolito, sarebbe stata, però, contestata, punto su punto, da uno studio legale che difende gli interessi della società calcistica

“Al netto delle cause in corso, è emerso – ha detto D’Ippolito – un debito di oltre 2 milioni di euroSi tratta di una serie di contenziosi, tutti con giudizi pendenti, relativi a Pubblicità, Tari e servizio idrico. Persino lo store di via Arabia risulta moroso per 19mila euro di spazzatura. Il canone dei 90 mila annui poteva essere scorporato se la società si faceva carico dei lavori di manutenzione straordinaria dello stadio. L’ente non ha ancora contezza se i lavori dello stadio siano stati completati correttamente, nonostante le diffide inviate dagli uffici tecnici”.

Tribuna A e Numerata Stadio Marulla Cosenza

L’articolo 8 della convezione

Secondo quanto emerso nel dibattito la convenzione va revocata perché anche per quanto previsto dall’articolo 8, che contiene due obblighi precisi, chiari e inequivocabili. Il primo: al superamento dei 10.000 tagliandi venduti in occasione delle gare ufficiali, la società era tenuta a corrispondere al Comune una percentuale del 3% sugli incassi. Il Cosenza Calcio non solo non ha mai corrisposto queste cifre ma non ha mi comunicato incassi e tagliandi venduto. La società ha infatti l’obbligo di comunicare periodicamente al Comune gli incassi relativi a ciascuna partita e, a fine stagione, il dato complessivo. Niente di tutto questo è avvenuto.

Canoni, verifiche e possibile risoluzione della convenzione

Il documento approvato impegna il Sindaco e la Giunta, tramite il dirigente competente, ad avviare con massima urgenza una ricognizione dei canoni concessori dovuti dalla società sportiva in riferimento alla convenzione firmata il 10 agosto 2023, con particolare riguardo alle annualità 2023 e successive. L’obiettivo è accertare gli importi maturati, gli eventuali scomputi legittimi già riconosciuti dall’Amministrazione e le somme residue ancora da recuperare.

La risoluzione esclude esplicitamente ogni automatismo compensativo fondato su dichiarazioni unilaterali della società. Qualsiasi scomputo dovrà essere espressamente riconosciuto dall’Amministrazione, in conformità alla convenzione e agli atti dirigenziali già adottati.

I punti chiave della risoluzione

  • Ricognizione urgente dei canoni concessori relativi alla convenzione del 10 agosto 2023
  • Richiesta formale di pagamento dei canoni non compensati o non assistiti da titolo valido
  • Verifica legale e tecnica di eventuali inadempimenti contrattuali da parte del Cosenza Calcio
  • Possibile avvio del procedimento di risoluzione o revoca della convenzione
  • Facoltà di negare il nulla osta per l’utilizzo dello stadio nella stagione 2026-2027

Tra i profili di inadempimento analizzati dalla risoluzione figurano: il mancato o ritardato pagamento dei canoni, la mancata o incompleta trasmissione della documentazione finale richiesta, l’eventuale esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo. Il tutto con il supporto dell’Avvocatura comunale e degli uffici tecnici e finanziari.

Consiglio Comunale Cosenza risoluzione Revoca MArulla

Questione nulla osta 

Il passaggio più rilevante della risoluzione riguarda il futuro immediato della squadra rossoblù: il Consiglio impegna esplicitamente Sindaco e Giunta a non concedere il nulla osta per l’utilizzo del San Vito-Marulla nella stagione sportiva 2026-2027, qualora il clima sociale dovesse permanere invariato, non vi siano evoluzioni societarie significative e sussistano le condizioni tecniche e legali per farlo. In parole povere se Guarascio non cederà la mano.

Il restyling del Marulla e il rapporto concessorio

La risoluzione contempla anche la possibile revoca della convenzione per sopravvenuti motivi di pubblico interesse, da individuarsi nell’intervento pubblico di riqualificazione dello Stadio San Vito–G. Marulla e delle relative aree di pertinenza, già appaltato dall’Amministrazione comunale. Qualora il nuovo assetto progettuale ed esecutivo risulti incompatibile con la prosecuzione del rapporto concessorio alle condizioni originariamente previste, il Comune avrebbe titolo ad agire in questo senso.

Guarascio Scalise

La posizione del Cosenza Calcio

La vicenda rimane aperta e gli sviluppi delle prossime settimane — sia sul piano societario che su quello amministrativo — saranno determinanti per capire se il Cosenza Calcio impugnerà la risoluzione approvata ieri se è vero come è vero che la società non solo contesta punto per punto tutto ciò che il Comune di Cosenza chiede nelle sue diffide ed anzi, rivendica un credito di un milione e 700mila euro da Palazzo dei Bruzi per interventi effettuati che non spettavano alla società

Lavori che secondo i Cosenza Calcio per l’inerzia del comune, sono stati “anticipati” per questioni di sicurezza. Il club sostiene di aver dovuto pagare di tasca propria lavori urgenti a causa dell’immobilismo dell’Ente. Lavori indispensabili per garantire la sicurezza e la funzionalità dello stadio. Il Comune (proprietario dell’impianto) non sarebbe intervenuto tempestivamente, costringendo il concessionario ad agire direttamente per non interrompere le attività sportive. Di parare diverso, come abbiamo visto quello che invece dichiara il Comune, ovvero che si tratterebbe di “esecuzione di opere non previamente autorizzate ai fini dello scomputo”

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